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@Facebook: Hackers Stolen Pages And Admins Facebook Stay To Watch!

10 Mag

WARNING! My facebook page AFRICAN VOICES https://www.facebook.com/AfricanVoicesMagazine/?fref=ts
was stolen by a hacker. @Facebook is unable to restore it. My new page is called AfricanVoices https://www.facebook.com/AFRICANVOICES1/?ref=aymt_homepage_panel

I’m starting from 0 because facebook is unable to protect its pages and its real admins!!

Please TURN IT!

Marco Pugliese, African Voices admin.

Facebook intolerant African Human Rights

22 Giu

Remember you the video of the ‪‎Ethiopian‬ worker beaten by Arabs, hanging upside down?

Well, for publishing, indeed linked that video, I got (admin) seven days of total block from ‪‎facebook‬ and therefore also from the African Voices page. The blockade ended yesterday.

Now, given that the mother of ‪‎idiots‬ is always pregnant, and that the block has arrived because some idiot has flagged the video, the same idiots who often complain about a print right denied in their own country, what amazes me is the administration’s behavior facebook that should, I thought, that they were from the part of the complaint of human and civil rights. But no, once again confirms facebook to be at 90 ° in front of the big America and Arabia powers at the expense of the suffering or killed.

We fight every day for the rights of all and then, we realize that the main tyrant is precisely the means that we use every day.
I hope that one day there will be a better and balanced means, maybe an African source.

Greetings and good continuation, even the idiots.

Facebook? Una irragionevole dittatura.

30 Mar

Che facebook sia un prodotto americano è risaputo, e come l’America, esporta  un comportamento e una democrazia molto discutibili.

L’altra settimana, due giorni prima di Pasqua, sulla pagina di African Voices ho pubblicato, anzi linkato un video girato per le strade di una cittadina nigeriana in cui si vedono gli ultimi 6 minuti drammatici di due ragazzi che avevano tentato di rubare una motocicletta, ma intercettati dalla folla inferocita, sono stati picchiati a sangue e bruciati vivi senza che nessuno della folla intervenisse a difesa dei due malcapitati e senza l’intervento della polizia che generalmente sanno, vedono, ma preferiscono voltarsi dall’altra parte.

Pubblicare quel video per me non era certo motivo di dare spettacolo o provocare chissà quale reazione di massa, ma semplicemente per mettere in evidenza un comportamento popolare sbagliato, per denunciare l’assenza delle forze di polizia nigeriane e per dare onore a quegli ultimi 6 minuti di quelle povere anime bruciate vive.

Molto probabilmente questo non è stato capito da qualche facinoroso moralista bigotto che ha pensato bene di denunciare il video all’amministrazione di Facebook che tutto si può dire tranne che capiscano qualcosa in tema di diritti umani e denuncia morale che in quel video non esiste.

Questo ha portato l’amministrazione di Facebook non solo a togliere il video dalla pagina, ma anche al mio blocco per 3 giorni dall’uso della pagina, del mio profilo personale e di messenger e la diffida a non pubblicare più quel video o similare e la minaccia che potrebbero annare definitivamente la pagina di African Voices.

Nemmeno fossi un delinquente o mafioso.
Invece Facebook è mafioso e lo dimostra il fatto che le regole come le leggi dovrebbero essere uguali per tutti e invece non è così, nemmeno su Facebook.

Infatti, il video colpevole del mio blocco totale per 3 giorni, continua a girare in rete e su facebook liberamente.
L’amministrazione rea del blocco ha aggiunto la scritta al video che riporta immagini esplicite.
Perchè l’amministrazione di Facebook non ha usato la stessa misura anche con African Voices?
Il video che fino ad allora aveva  raggiunto una copertura superiore alle 50mila persone su African Voices aveva messo in imbarazzo qualcuno? Forse  reputamdo l’illecito di mettere in mostra la vera Africa? La vera Nigeria? Qualla Nigeria da cui nasce la violenza inaudita di Boko Haram?

Ma non è la prima volta che l’amministrazione di Facebook interviene in modo brusco sulla pagina di African Voices.

La prima volta è stato a causa di una fotografia di un uomo africano in mutande. Si perchè caso mai non lo sapete, la puritana amministrazione di Facebook, gestitata dalla puritana America, non permette la pubblicazione di corpi nudi artistici.

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L’amministrazione di Facebook non conosce la differenza tra arte e pornografia, tra umano e volgare perchè il secondo brusco richiamo è arrivato per questa stupenda immagine di una donna africana che allatta un bimbo albino.

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Queste due immagini, insieme ad altre di nudo artistico con parti intime invisibili, furono rimosse prontamente dall’amministrazione di facebook, ma guarda caso, sopratutto l’immagine dell’allattamento, ha contnuato a viaggiare su facebook per parecchi mesi senza essere mai rimossa da pagine e profili.

E poi siamo arrivati al video dei due ragazzi nigeriani bruciati vivi che potete vedere QUI

Si perchè alla fine, se la dittaura di Facebook non è ragionevole e pone regole incomprensibili, la miglior strada percorribile è quella del blog. Pubblicate video e immagini dal blog il gioco è fatto, Facebook non ha nessun diritto e  nessun potere di bannare e bloccare il blog e siti. Una vera presa in giro per chi vuole essere preso in giro.

African Voices è una pagina nata per mettere in evidenza il bello e il brutto dell’Africa, per supportare i diritti umani di ogni minoranza, per scrivere e confrontarsi sulle problematiche e per supportare il lavoro degli attivisti che vivono e combattono nei tanti, troppi paesi ancora sotto spregiudicata dittatura.

E la dittatura e l’incomprensibile modo di porre le regole a personam di Facebook, fanno sì che noi stessi che viviamo questi mondi da dietro un desk, siamo gli attivisti contro la dittaura virtuale di Facebook per aiutare i veri attivisti sul campo, quelli che in prigione con il sogno della libertò, ci vanno per davvero. Quelli che le torture le subiscono, quelli che spesso sono costretti a nascondersi e ad usare i social per un tempo molto limitato per non essere scoperti dai servizi dello stato repressivo.

Quindi, lunga vita a Facebook?
No, lunga e migliore vita ai diritti umani e morte feroce ai dittatori…

African Voices Editor

Il paranoico El Sisi, orgoglio di un occidente corrotto e marcio.

9 Gen
In Egitto, in occasione dell’anniversario della rivoluzione del 25 gennaio, El Sisi, dittatore psicopatico e paranoico sta facendo arrestare tutti gli egiziani che amministrano pagine o gruppi su Facebook, coloro che scrivono su pagine politiche e che condividono notizie su altre pagine, sono accusati di cospirazione, falsificazione di notizie, terrorismo ect…
Tra gli ultimi arresti, solo due giorni fa, 4 persone tra cui 3 donne solo perchè condividevano notizie da una pagina politica.
el sisi
Come può il popolo di un paese immenso come l’Egitto, sopportare tutto questo senza muovere un dito? La rivoluzione araba in Egitto che aveva visto una sommossa popolare immensa per destituire Mubarak, non doveva avere un finale di questo tipo. Il paese ha avuto l’occasione di passare in mano ad un personaggio come Morsi che, quanto meno, voleva ridare l’Egitto agli egiziani, ma non era certamente un lecca culo degli USA e questo non gli ha portato bene.
Per gli USA e per alcuni paesi Europei come Francia e Italia, ci voleva un uomo forte e che sopratutto non cambiasse gli interessi occidentali nel paese. Ed El Sisi, ex capo della sicurezza abituato a comandare e torturare con fermezza è l’uomo giusto, per loro.
E infatti, abbiamo visto i vari primi ministri europei e il presidente statunitense andare in Egitto e strinegere la mano del dittatore come se nulla fosse, dimenticando, anzi ignorando che quell’uomo è un torturatore e repressore della libertà di espressione. Un uomo capace di buttare nelle galere egiziane, che non brillano per diritti umani, l’ex presidente Morsi e giornalisti di ogni tipo che spesso hanno solo scritto parole di critica politica che in un paese libero e civile si chiama informazione.
Come possiamo dormire sonni tranquilli sapendo che USA ed Europa che dovrebbero vigilare e che si priofessano governi che si battono per la democrazia e libertà nel mondo, lasciano che tutto ciò accada in Egitto, un paese che noi stessi dovremmo proteggere dalle calunnie e dalla violenza anche solo per essere una delle terre culla della civiltà mondiale.
Obama piange in diretta TV per i morti in America delle armi vendute in casa..
Paglaiccio, perchè non piangi in TV pensando ai milioni di morti causati con le tue bombe e i tuoi fucili in medio oriente e in Africa. Perchè non piangi quando vai a stringere le mani insanguinate dei dittatori come El Sisi?
Perchè non piangi pensando al Daesh, ai morti sgozzati e ai bambini arruolati che useranno anche le tue armi, per ammazzare? Perchè non piangi pensando che il Daesh è un prodotto della tua legislatura?
Pagliaccio Obama, sai bene che nessuno toglierà mai le armi dalla vendita pubblica in America, il business miliardario e tu, stai attaccando proprio quelle multinazionali che ti hanno aiutato a diventare presidente degli Stati Uniti per ben due volte, eppure solo quando sai di non poter più essere rieletto, ti lanci in battaglie da ‘premio nobel per la pace’. Obama, pagliaccio.

Noi guardiamo, ridiamo, ci commuoviamo e dimentichiamo che se il mondo è nello stato penoso di oggi, che se il luogo più insicuro della terra è la terra stessa, lo dobbiamo solo a personaggi come Obama e tutti coloro che lo hanno preceduto e non solo negli Stati Uniti, ma anche in questa Europa che non sa dare riferimenti e sicurezza ai cittadini, chiusa e subordinata dall’incudine e martello delle economie dei paesi arabi e Americani

renzi
Eppure in Africa qualcosa si muove, alcune nuove generazioni stanche del giogo occidentale nel continente hanno messo la parola fine ad alcune dittature sanguinarie e oppressive come in Burkina Faso, in Tunisia che seppure faticando molto, un barlume di democrazia si intravede dopo il dittatore Ben Ali. La Somalia (Mogadiscio) sta reagendo. La Tanzania si è disfatta di un presidente scalda poltrona ed è passato ad un uomo attivo ed onesto. Il Rwanda come il Ghana sono paesi che oggi hanno una stabilità e crescita economica da far invidia a molti paesi europei.
Però esistono le estrazioni di minerali utili all’industria mondiale e sfruttata da braccia spesso mal pagate o schiave, lontane dagli occhi e dagli organi di informazione occidentale. L’estrazione di petrolio delle multinazionali italiane, americane e francesi che ricordiamolo, con la loro speculazione hanno generato la nascita dei Boko Haram che all’inizio erano combattenti mal organizzati e con armi scadenti, per le loro terre danneggiate dal petrolio, prima di diventare quello per cui li conosciamo oggi.
E ci sono aancora le tasse coloniali che Francia, Inghilterra, Spagna, Portogallo continuano a pretendere come veri strozzini della peggior specie. Milioni di dollari che ogni anno vanno ad impinguare le casse di questi paesi senza i quali, probabilmente, sarebbero loro i paesi del terzo mondo! Saremmo noi, senza quelle tasse a dover salire sui barconi per migrare in Africa. Ricordatevelo gente, quando vi divertite a fare i razzisti orgogliosi dell’ultima ora che, se oggi vivete dignitosamente e avete un tetto sulla testa e uno smartphone in mano, non è tutto frutto del vostro sacco, anzi, è di un grosso sacco che svuotiamo ogni giorno e si chiama, Africa.
scritto da African Voices
@AVafricanvoices