Tag Archives: diritti civili

African Voices cambia nome e mission

5 Ott

Quando 7 anni fa ho aperto la vecchia pagina AFRICAN VOICES, ormai persa perchè rubata da un ladro, il mio obiettivo era quello di imparare tutto quello che ancora non sapevo sull’Africa, sul territorio, i popoli e la cultura attraverso la conoscenza e l’informazione di altri.
Quel progetto mi ha fatto ottenere buone soddisfazioni e quasi 300 mila followers. Ho ottenuto la stima di diversi blogger e giornalisti africani, di attivisti per i diritti di molte categorie e per la pace. Molti musicisti, poeti, scrittori, pittori, politici africani ed editori e tanta, tanta gente comune hanno simpatizzato per quella pagina e per il mio modo di operare.
Opera che poi, negli ultimi due anni mi ha visto affiancato da validi collaboratori africani e non di grande valore che ancora oggi sono al mio fianco.

Ed è proprio con loro, in special modo con Cornelia Toelgyes, amica e attivista da molti anni a favore dei diritti umani, esperta di Africa e giornalista divide con me come  amministratrice questa nuova avventura.
Abbandonare il nome AfricanVoices cambiando con Voices 5 Continents e allargare la nostra mission non più solo all’Africa, ma anche agli altri 4 continenti, non è stata una decisione semplice, ma ormai dopo anni di solo Africa e con decine di migliaia di articoli, video, immagini e discussioni condivise e con la ‘morte digitale’ della pagina originale, il cambio è diventato un obbligo e non poteva che essere verso un impegno maggiore verso gli altri quattro continenti mantenendo nella stessa misura anche le info sul nostro principale continente, l’Africa appunto.

Oggi, gli equilibri si sono spostati e sopratutto il mondo è cambiato molto. Terrorismo, razzismo, omofobia, xenofobia, cancellazione dei diritti umani, diritti civili, repressione della stampa internazionale, migrazioni, cambiamento climatico e molto altro, sono aumentati in via esponenziale ovunque ed ecco allora la nostra decisione di spostare la l’attenzione anche sugli altri 4 continenti per capire, imparare e ottenere un confronto più ampio.

Non mancheranno le fotografie, i racconti attraverso le immagini di grandi fotografi internazionali, video, musica e cercando attraverso le tradizioni locali dei 5 continenti di ampliare le nostre conoscenze personali sperando di coinvolgere anche il Vostro interesse.

Allora… , benvenuti nella nostra pagina VOICES 5 CONTINENTS.

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Etiopia : La censura è 2.0, filtri a internet e carcere per Skype

14 Giu

La scure della censura si abbatte su Skype e altre applicazioni tecnologiche che consentano la comunicazione tramite la banda larga: lo hanno stabilito le autorità di Addis Abeba con una legge che proibisce l’utilizzo di tutti i programmi VoIP (Voice over Internet protocol) che include anche le comunicazioni audio e video sui social media e il trasferimento di dati a pacchetto attraverso la rete.

Chiunque si renda colpevole di installare servizi telefonici “illegali” sarà sottoposto a procedimento e rischia – oltre a pesanti ammende – fino a 15 anni di carcere. Telefonare con Skype o altri programmi simili invece potrà costare dai tre agli otto anni di detenzione.

Nell’introduzione al provvedimento – approvato in parlamento – la misura viene definita “tempestiva” e “appropriata” alle crescenti minacce terroristiche di cui il paese viene fatto oggetto. Secondo gli osservatori, tuttavia, si tratta di un ennesimo giro di vite sulla libertà di espressione dei circa 85 milioni di abitanti già compromessa dopo l’approvazione, tre anni fa, di una restrittiva legge anti-terrorismo tradottasi in arresti di giornalisti e oppositori.

Le autorità per le comunicazioni – riferisce la stampa africana – hanno installato uno strumento avanzato di filtraggio internet noto come Deep Packet Inspection (Dpi), che prevede lo sbarramento all’accesso del sistema di comunicazione Tor, utilizzato a livello mondiale per permettere agli utenti di navigare in forma anonima e accedere ai siti web bloccati.

Secondo Reporter Senza Frontiere (Rsf), con l’installazione del Dpi e bloccando l’accesso a Tor, il governo etiope starebbe compiendo un primo passo verso la costruzione di un nuovo sofisticato sistema di filtraggio che consenta di violare ogni forma di privacy intercettando e-mail, messaggi sui social network e le conversazioni vocali via Internet. [AdL]

fonte: Misna

Violazioni dei diritti umani, incarcerazioni arbitrarie e torture: il pane quotidiano in Costa d’Avorio.

16 Mag

Troppo spesso, raccontando le guerre e le violenze seguite, sono stati nascosti i crimini effettuati da una parte degli attori in lotta attribuendo, viceversa, all’altra ogni sorta di misfatto.

Troppo spesso con omissioni, false notizie o preconcetti presentati come verità assolute, l’opinione pubbliche e gli stessi governi sono stati guidati verso scelte che hanno portato sicuri incassi alle grosse multinazionali e in particolare alla Francia spacciandole per interventi umanitari o di polizia internazionale.

In Costa d’Avorio una semplice disputa sul risultato delle elezioni è stata trasformata in una guerra attraverso una rappresentazione assolutamente non veritiera dei fatti.

Una situazione perlomeno assurda!

Occorrerebbe intanto capire come si è arrivati a queste elezioni in Costa d’Avorio e il clima di violenza e di brogli registrato nelle regioni del Nord ed analizzando l’intera sequenza dei fatti che si sono svolti nel periodo 27 novembre 2010/11 aprile 2011.

Non esiste un solo atto giuridicamente valido per affermare la vittoria elettorale di Ouattara.

Sono stati riscontrati non solo violenze ma anche palesi brogli nel nord, brogli denunciati dagli osservatori elettorali indipendenti presenti nel territorio e taciuti dalla comunità internazionale.

Ma il capolavoro di presentazione di una “verità irreale” è stato compiuto dalla stampa europea nella presentazione dei risultati. Nessuno ha voluto dire che cosa si nascondeva dietro l’espressione “il presidente riconosciuto dalla comunità internazionale” .

La certificazione elettorale non doveva né poteva sostituirsi a questo processo ma solo verificare il rispetto delle regole e semmai trovare una risoluzione pacifica alla controversia (come l’annullamento delle elezioni e la ripetizione o ricontare le schede).

 

Laurent Gbagbo ha chiesto di ricontare i voti.

La risposta della  Francia ed i suoi alleati è stata la guerra, per imporre con le armi Ouattara.

Credete veramente che sia stata la volontà di far rispettare il risultato delle votazioni che ha portato gli elicotteri francesi e dell’ONU a bombardare gli Ivoriani???  

Bombe per giorni e giorni su Abidjan, dove migliaia di civili innocenti sono stati uccisi o feriti dalle pallottole o dai missili lanciati dagli elicotteri militari dell’ONU e della Francia, appostati ad una distanza di circa 2 km dai loro obiettivi.

I Mi24 e le Gazzelle hanno colpito delle zone civili e le armi di questi elicotteri non hanno la capacità di colpire un bersaglio con esattezza.  La dispersione e’ di almeno il 15%. Questo significa che se si vuole colpire un obiettivo da 2 km distanza si può colpire un raggio di almeno 300 metri (circa 150 m. da ogni lato del bersaglio in una zona urbana … abitata da civili innocenti…!!)

E poi, una volta raggiunto l’obiettivo?  Silenzio stampa.

La Francia e l’ONU lo sapevano ma non ha fatto alcuna differenza per loro.  

Ed ora vogliono accusare Gbagbo di crimini di guerra…

Ma quante sono le vittime civili causate dai bombardamenti Nato, il braccio armato dell’Onu? 3.000? 5.000? 10.000 morti?

Quante migliaia di morti , stupri, abusi resteanno impuniti o sconosciuti?

Nessuno lo saprà mai. Unica certezza: troppi Ivoriani sono stati attaccati, mutilati, uccisi, bruciati vivi. TROPPI.

E le prove a convinzione, i documenti che confermano la crudeltà di questi crimini di guerra esistono… E tutti lo sanno.

Sono stati attribuiti agli uomini di Gbagbo violenze poi rivelatesi sospette o false o addirittura opera di Ouattara (in primis la tragedia di Douekoue migliaia di  morti per sterminio etnico), anche se, purtroppo sappiamo tutti che durante una guerra é praticamente impossibile trovare uomini armati innocenti.

Ma silenzio assoluto sui soprusi e le violazioni del diritto di guerra compiuto dalle truppe francesi della Licorne, silenzio sulla situazione in cui è precipitato il paese dopo l’arresto del Presidente Gbagbo e l’imposizione di Ouattara alla guida del paese.

Un clima di violenza e di dittatura, denunciato anche da associazioni umanitarie, dalla chiesa e dalla stessa ONU, ma sopratutto dagli oppositori costretti a lasciare il paese.

Se la stampa non ritrova un suo equilibrio nel dare l’informazione si rende complice dei misfatti compiuti e rende i popoli europei incapaci di comprendere e seguire la realtà anche di fronte alle indagini della CPI.

Paesi che vengono attaccati dalla “comunità internazionale” che si arroga il diritto di massacrare popolazioni ed  “eliminare” i loro presidenti, che vengono poi dalle stesse potenze minacciati o rinviati al Tribunale Internazionale.

Troppe volte l’Africa ha visto propri presidenti liberamente scelti dal popolo, imprigionati a lungo (in attesa di far calare l’oblio sulla loro “esistenza”…) e poi fatti sparire, assassinati con i più svariati sotterfugi…

Questo rende ancora più urgente e necessaria una la liberazione immediata di Gbagbo e di tutti i detenuti politici del governo Ouattara.

Il deferimento alla Corte Penale Internazionale DEI VERI AUTORI di questi crimini di guerra,  sarebbe l’occasione per fare luce sulla violenza ma potrebbe rivelare troppe complicità (senza dubbio della Francia) nella destabilizzazione per un decennio della Costa d’Avorio.

L’America ha commesso crimini contro l’umanita’ in Irak, Afghanistan… La Francia in Libia durante i bombardamenti della NATO, dove migliaia di civili hanno perso la vita sotto le bombe dei suoi alleati.

Ma non saranno mai indagati.

Finché le relazioni internazionali saranno dominate da una tale “prevalenza” di poche potenze “più forti” l’efficacia di queste di istituzioni perderà la sua credibilità.

 

Ma aspettando questa”giustizia internazionale” violazioni dei diritti umani, incarcerazioni arbitrarie, torture, crimini e soprusi sono il pane quotidiano per la popolazione della Costa d’Avorio

 

E con il suo silenzio colpevole, l’Italia  e’ complice di crimini di guerra.

 

Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?” (Antonio Gramsci)

 

scritto da Gahié

Costa d’Avorio. Rappresaglie nel silenzio del mondo (ricevo e pubblico)

27 Apr

ORRIBILE !!!

Come al tempo dei nazisti, quando nei Paesi oppressi in seguito alla perdita di un loro uomo, per rappresaglia, uomini e donne senza nessun processo venivano arrestati e fucilati.

Sta succedendo oggi, in Costa d’Avorio, dove in seguito ad attacchi non identificati contro le nuove forze dell’ordine avvenuti durante la notte tra il 24 ed il 25 aprile a Yopougon (Abidjan) ed a Sakré, spedizioni punitive arrestano ragazzi, uomini e donne, la cui unica colpa é di appartanere ad un etnia considerata storicamente favorevole a Laurent Gbagbo.

Unica differenza, durante la nostra Resistenza gli alleati liberarono i paesi occupati…. oggi gli stessi “liberatori” di un tempo, fanno parte della forza francese Licorne o dell’ONUCI ed osservano in silenzio le milizie di Ouattara massacrare la popolazione innocente, quando non ne sono gli autori diretti.

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La Répression d’origine Nazie de Ouattara

La côte d’Ivoire n’a surement pas finie de pleurer ses fils et filles. La répression aveugle qui a succédé aux attaques d’hommes armés non identifiés contre les miliciens de Ouattara prouve combien ce régime tire ses racines de la pire des expériences de régimes autoritaires que le monde ait connu.

On se souvient en effet que les nazis lorsqu’ils étaient attaqués par les résistants dans un pays sous leur contrôle ,raflaient sans discrimination hommes et femmes de la zone où ils avaient subi des pertes et les faisaient fusiller sans autre forme de procès. C’est ce que l’on observe depuis les attaques survenues dans la nuit du 24 au 25 avril 2012 à Yopougon et à Sakré en Côte d’Ivoire .

Après avoir fui devant des assaillants armés qui auraient fait au moins une quinzaine de morts dans leurs rangs dans la nuit du 24 au 25 avril dernier lors de deux attaques distinctes, les miliciens de Ouattara ont décidé de se venger en prenant des otages, et en tuant des jeunes ivoiriens dont les seuls crimes sont l’appartenance à une ethnie qui selon ouattara et ses partisans ne leur serait pas favorable, ou le fait de s’être retrouvés au mauvais endroit au mauvais moment.

C’est ainsi qu’ à Yopougon les FRCI qui avaient fui la veille durant l’attaque revinrent sur les lieux après que les hommes armés se fussent éclipsés sans être inquiétés, arrêtèrent des jeunes du quartier , coupables d’être d’ethnie guérés ou partisans du président Gbagbo. Ces arrestations se soldèrent par la mort par balles d’un jeune guéré accusé d’être un milicien libérien.

Un scenario presqu ‘ identique se déroula à Sakré le 25 avril 2012,où les FRCI à leur retour cette fois prirent en otages 4 jeunes du village accusés de faire partie du commando qui la veille avait causé 8 morts dans les rangs des FRCI. La thèse selon laquelle ces jeunes feraient partie du fameux commando est tellement absurde que nous vous l’exposons afin que vous vous rendiez compte combien ce régime peut être ridicule lorsqu’il s’agit de trouver des raisons qui justifient les répressions féroces contre le peuple ivoirien.

Dans la nuit du 24 au 25 avril, des hommes armés attaquent les positions des FRCI à Sakré tuant 8 d’entre eux. Ces hommes armés se retirent, et après leur départ les FRCI de retour de leur débandade arrêtent quattre jeunes du village qu’ils accusent de faire partie du fameux Commando. Question… Pourquoi après avoir mis en déroute les FRCI faisant même un prisonnier parmi eux (journal l’ INTELLIGENT D’ABIDJAN du 26 avril 2012) les assaillants auraient laissé derrière eux quattre des leurs dans ce village ?

Ces méthodes nous rappellent malheureusement des scènes vécues par les populations françaises, italiennes, tchécoslovaques, polonaises, durant la seconde guerre mondiale, lorsque leurs pays respectifs se retrouvèrent sous occupation nazie. Alors, le monde dit Libre se leva comme un seul Homme afin de venir en aide à ces populations persécutées. Ce même monde qui, aujourd’hui à travers l’ONUCI et la LICORNE, observe sans broncher Alassane Ouattara et ses miliciens massacrer les populations civiles ivoiriennes.

Le groupe ACC

Zanzibar: Cittadini manifestanti pacifici arrestati. Dov’è la libertà di opinione?

20 Apr

Ecco di nuovo. Era troppo bello che a Zanzibar fosse tornata la democrazia dopo molti anni di assenza, ma “il lupo perde il pelo ma non il vizio“. Così appena il turismo finisce la stagione e occhi indiscreti sono fuori dall’isola ecco che rispuntano esercito in tenuta anti sommossa e manganelli, come se il popolo zanzibarino fosse terrorista…

Dov’è la democrazia?
Oggi, 20 aprile 2012 non meno di 12 persone sono state arrestate davanti alla Casa dei Rappresentanti politici.
Quelle persone si erano riunite al fine di trasmettere le loro opinioni sul disegno di legge all’unione  del Tanganica e di Zanzibar in modo totalemente pacifico.
Quelle persone si sono riunite pacificamente per dimostrare, ma sono stati costretti ad allontanarsi da parte del governo dell’Unione dell’ordine della Tanzania.
Questo dimostra che cosa? Questo dimostra che l’unione è protetto dagli organi statali.

Non so che cosa il governo del Zanzibar ha a che fare con tutto questo. Voglio ricordare, Zanzibar non ha un esercito, questo è l’esercito della Repubblica Unita di Tanzania. A Zanzibar pensano che i problemi nel mondo li risolvono solo mandando poliziotti e esercito.

Beh, credo che il mondo adesso possa vedere questo. C’erano manifestanti pacifici, radunati da poco davanti alla Camera dei Rappresentanti.

di Zanzibar And New Era

foto per gentile concessione di Salma Said, Zanzibar