Tag Archives: African Voices

@Facebook: Hackers Stolen Pages And Admins Facebook Stay To Watch!

10 Mag

WARNING! My facebook page AFRICAN VOICES https://www.facebook.com/AfricanVoicesMagazine/?fref=ts
was stolen by a hacker. @Facebook is unable to restore it. My new page is called AfricanVoices https://www.facebook.com/AFRICANVOICES1/?ref=aymt_homepage_panel

I’m starting from 0 because facebook is unable to protect its pages and its real admins!!

Please TURN IT!

Marco Pugliese, African Voices admin.

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Obiettivi di African Voices, nel 2017

31 Dic

African Voices è arrivato al suo sesto anno di vita ed io sono contento dello sviluppo e del successo, seppure lento, che ha avuto e sta continuando ad ottenere. Vedere che questa pagina è seguita da ogni angolo del mondo e da molti africani, mi rende orgoglioso.

Io non ho mai voluto investire sullo sviluppo della pagina, ma credo che nel 2017 sarà una spesa che dovrò affrontare, per quello che sono le mie idee di condivisione delle notizie.

Infatti, sono almeno 6 mesi che mi sto preparando, conoscendo, ottenendo rapporti interpersonali per dare un’informazione più attiva sul popolo nero, non solo in Africa, ma in tutto il mondo, ricercando vecchie comunità Afro che vivono nel mondo e della diaspora, passando anche attraverso i diritti umani e le oppressioni dei popoli e delle minoranze.

Insomma, molto altro lavoro attende me e i collaboratori che direttamente stanno lavorando senza percepire nulla in cambio, persone e attivisti come Huno Djibouti per Djibouti e il Corno d’Africa; Henry Mworia per i Kenya; Adrian Arena per gli Afro Messicani, Fulvio Beltrami per il Burundi e l’area dei Grandi Laghi e Cornelia Toelgyes per l’Africa sub sahariana e i diritti umani, amica da sempre e amministratrice del gruppo Per la Liberazione dei Prigionieri del Sinai. Ma anche molti altri che girano attorno ad African Voices che sono fonte di ispirazione sulle aree più difficili dell’Africa.

Uno degli obiettivi principali di African Voices per il 2017 è quello di aiutare le piccole e medie ONLUS in Africa, quelle che non possono godere degli aiuti dei governi europei o della UE, ma con grandi sacrifici sul campo e grazie alla buona volontà di volontari, ricercano fondi e beneficenza sempre più rari e difficili da reperire.

Per ottenere questo obiettivo, ho cominciato da alcuni mesi a collaborare con una multinazionale leader nel sistema del Cashback che si chiama Lyoness ed è presente in 48 Paesi nel mondo con la sua sede in Austria, a Graz.
Lyoness è una formula interessante e utile a tutti coloro che fanno shopping nelle centinaia di migliaia di aziende di ogni genere, affiliate. L’utente che usa questo sistema di shopping, guadagna una percentuale media e immediata direttamente sul suo conto corrente e African Voices, in questo caso, incassa lo 0,5 % ad ogni vostro acquisto. Percentuale che, African Voices, devolve alle onlus chiedere donazioni che spesso possono diventare pesanti per l’utente che invece,  facendo shopping, guadagna e porta un incasso minimo dello 0,5% a African Voices che devolve alle onlus in Africa. Trovo in questo, un sistema bello, utile, geniale, che accontenta tutti. Se sei interessato a partecipare, puoi scrivere ad African Voices admin alla email africanvoiceseditor@gmail.com

Altro obiettivo che ci poniamo è quello di trovare lavoro agli africani in Africa che hanno necessità di lavorare e su questo, io ho bisogno del vostro aiuto.

Non voglio prendere il posto delle aziende di ricerca lavoro, loro fanno un lavoro diverso da quello che possiamo fare noi di African Voices.

Noi possiamo rivolgerci a piccole aziende, privati che cercano lavoratori in ogni settore, serio. Ricevendo le richieste su africanvoiceseditor@gmail.com con oggetto Lavoro indicando il paese e lo Stato, noi possiamo pubblicare e in questo modo, aiutare la ricerca di personale visto che molte sono le persone che stanno seguendo African Voices sopratutto attraverso Ffacebook, ma le nostre pubblicazioni sono viste anche su altri social come Twitter, Linkedin, Tumblr, attraverso il nostro blog seguito da decine di migliaia di lettori e attiveremo, nel 2017, il nostro canale YouTube con la rassegna stampa settimanale e la rubrica dedicata alla ricerca di lavoro.

Questo è tutto, african voices nel mondo, sicuri di fare un bel cammino insieme, nel 2017.

Buona fortuna a tutti voi e buon anno.

Marco Pugliese
Amministratore African Voices.

Bino and Fino to the conquest of Brazil. Chatting with Ibrahim Wazir

1 Apr
Interview/chat with Ibrahim Waziri, one of the creators and the artistic directors of Bino and Fino, the best known educational cartoons and appreciated by the audience of children and adults, in Nigeria and Kenya and now is racing to conquer the Brazilian children and families.
The African Voices interviews/chat are held every Thursday evening on the facebook page
AV: Good evening Ibrahim!
Ibrahim Waziri: Good evening. Good to be here. Thank you for having me on

AV: from where writing you, Ibrahim?

Ibrahim Waziri: Sunny Abuja, Nigeria.


AV:
Nice place 

Ibrahim Waziri: Yes it is. 
AV: So Ibrahim You are one of the creators of a cartoon seen a lot, what effect it has on your life?

Ibrahim Waziri: Yes, I am one of the directors of Bino and Fino The journey has been extremely life changing. When growing up as a kid, there weren’t any shows that depicted Africa so I’m happy that the future generation will have a show like this.

AV: Why the necessity of a cartoons like Bino and Fino in Nigeria?
 

Ibrahim Waziri: We created Bino and Fino because of the lack of representation of the African child’s perspective. In Nigeria 98% of children’s media is imported. This can lead to an imbalance as children will start feeling that they are not included in their favourite shows. We had to do something.

AV: How many people work for the creation of Bino and Fino? and which the level of popularity cartoon now?

Ibrahim Waziri: AFRICAN VOICES, The numbers changes as we work with animators both in Nigeria and in Kenya to produce the show. The show has aired Nationwide and has been received positively by those who have seen it.

AV: So, a big company!

With Bino and Fino enjoying children and adult; what are some of the comments that you’ve gotten about the show from parents and kids?

Ibrahim Waziri: Wow. There have been so many. We’ve had parents tell us how it has had an immensely positive effect on their children. I’ve had parents tell us how their kids point to the screen and shout , “Mummy, Fino looks like me!” There was a comment I read by someone who believed our show could help unite Brazil. Powerful stuff.

AV: Brazil indeed Ibrahim! your desire for education of children brings expansion hunger to cross the ocean and land in Brazil: why bring Bino and Fino out of Africa?
Ibrahim Waziri: AFRICAN VOICES, why not. Knowledge is universal especially among children There are families around the world that would love to educate their children about Africa. We are providing that platform for people who would love to introduce their children to Africa.
AV:Brazil is present in some African countries, true, but I do not find the connection between Nigeria, Kenya and Brazil

AV Of course it’s just my thoughts. probably children are much simpler than we adults

Ibrahim Waziri: I do not get your question. Are you saying you do not get the connection between the countries Emoticon smile ?


AV: What was your inspiration to create Bino and Fino

Ibrahim Waziri: Create an authentic African voice in the world of children’s media.
AV: Ibrahim, was not a question, just my thought
Because bino and fino talk also about the history of his country or of Africa. An African production will must tell the history of the Brasil, a big big country. will be a hard adventure, or not?

Ibrahim Waziri: Ah. I see where you are going. We are not trying to tell the story of Brazil. Bino and Fino focuses on culture, history, geography, science and much more. We want to give the kids in Brazil a show that can educate about Africa in Portuguese.

AV: When starting this brazilian adventure?

Ibrahim Waziri: Interesting question. We’ve had quite a few requests from our Brazilian fans who follow our page to come to Brazil. I think after a couple of years we felt the time was right.


AV: I saw a link to looking for funds to continue the project in Brazil, what a link and is possible to be part of your project?

Ibrahim Waziri: Yes, we are crowd funding to translate the cartoon into Portuguese for Brazil. Here is the link for those would like to contribute or spread the word about the campaign https://igg.me/at/mdY7vWRFuSM/x/13639607

AV: Nice!
Ibrahim, an hour chatting is passed quickly.
Would you leave your contacts for those who want to follow you on Faceboo, twitter and youtube?

Ibrahim Waziri: It’s been a pleasure. Certainly. Please feel free to drop a message at our email address at binoandfino@gmail.com or connect with us via Facebook, Twitter or Youtube. Google us. You wont have any problem finding us.

AV: I hope that this chat has been to your liking and wish you great “good luck”. We from African Voices will continue to follow you with pleasure!

Ibrahim Waziri: AFRICAN VOICES Thank you. It has been a wonderful interview.
And thank you for having me on the show. Many thanks and good night!

AV: Thanks a lot Ibrahim Waziri and many thanks to Bino and Fino

Facebook? Una irragionevole dittatura.

30 Mar

Che facebook sia un prodotto americano è risaputo, e come l’America, esporta  un comportamento e una democrazia molto discutibili.

L’altra settimana, due giorni prima di Pasqua, sulla pagina di African Voices ho pubblicato, anzi linkato un video girato per le strade di una cittadina nigeriana in cui si vedono gli ultimi 6 minuti drammatici di due ragazzi che avevano tentato di rubare una motocicletta, ma intercettati dalla folla inferocita, sono stati picchiati a sangue e bruciati vivi senza che nessuno della folla intervenisse a difesa dei due malcapitati e senza l’intervento della polizia che generalmente sanno, vedono, ma preferiscono voltarsi dall’altra parte.

Pubblicare quel video per me non era certo motivo di dare spettacolo o provocare chissà quale reazione di massa, ma semplicemente per mettere in evidenza un comportamento popolare sbagliato, per denunciare l’assenza delle forze di polizia nigeriane e per dare onore a quegli ultimi 6 minuti di quelle povere anime bruciate vive.

Molto probabilmente questo non è stato capito da qualche facinoroso moralista bigotto che ha pensato bene di denunciare il video all’amministrazione di Facebook che tutto si può dire tranne che capiscano qualcosa in tema di diritti umani e denuncia morale che in quel video non esiste.

Questo ha portato l’amministrazione di Facebook non solo a togliere il video dalla pagina, ma anche al mio blocco per 3 giorni dall’uso della pagina, del mio profilo personale e di messenger e la diffida a non pubblicare più quel video o similare e la minaccia che potrebbero annare definitivamente la pagina di African Voices.

Nemmeno fossi un delinquente o mafioso.
Invece Facebook è mafioso e lo dimostra il fatto che le regole come le leggi dovrebbero essere uguali per tutti e invece non è così, nemmeno su Facebook.

Infatti, il video colpevole del mio blocco totale per 3 giorni, continua a girare in rete e su facebook liberamente.
L’amministrazione rea del blocco ha aggiunto la scritta al video che riporta immagini esplicite.
Perchè l’amministrazione di Facebook non ha usato la stessa misura anche con African Voices?
Il video che fino ad allora aveva  raggiunto una copertura superiore alle 50mila persone su African Voices aveva messo in imbarazzo qualcuno? Forse  reputamdo l’illecito di mettere in mostra la vera Africa? La vera Nigeria? Qualla Nigeria da cui nasce la violenza inaudita di Boko Haram?

Ma non è la prima volta che l’amministrazione di Facebook interviene in modo brusco sulla pagina di African Voices.

La prima volta è stato a causa di una fotografia di un uomo africano in mutande. Si perchè caso mai non lo sapete, la puritana amministrazione di Facebook, gestitata dalla puritana America, non permette la pubblicazione di corpi nudi artistici.

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L’amministrazione di Facebook non conosce la differenza tra arte e pornografia, tra umano e volgare perchè il secondo brusco richiamo è arrivato per questa stupenda immagine di una donna africana che allatta un bimbo albino.

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Queste due immagini, insieme ad altre di nudo artistico con parti intime invisibili, furono rimosse prontamente dall’amministrazione di facebook, ma guarda caso, sopratutto l’immagine dell’allattamento, ha contnuato a viaggiare su facebook per parecchi mesi senza essere mai rimossa da pagine e profili.

E poi siamo arrivati al video dei due ragazzi nigeriani bruciati vivi che potete vedere QUI

Si perchè alla fine, se la dittaura di Facebook non è ragionevole e pone regole incomprensibili, la miglior strada percorribile è quella del blog. Pubblicate video e immagini dal blog il gioco è fatto, Facebook non ha nessun diritto e  nessun potere di bannare e bloccare il blog e siti. Una vera presa in giro per chi vuole essere preso in giro.

African Voices è una pagina nata per mettere in evidenza il bello e il brutto dell’Africa, per supportare i diritti umani di ogni minoranza, per scrivere e confrontarsi sulle problematiche e per supportare il lavoro degli attivisti che vivono e combattono nei tanti, troppi paesi ancora sotto spregiudicata dittatura.

E la dittatura e l’incomprensibile modo di porre le regole a personam di Facebook, fanno sì che noi stessi che viviamo questi mondi da dietro un desk, siamo gli attivisti contro la dittaura virtuale di Facebook per aiutare i veri attivisti sul campo, quelli che in prigione con il sogno della libertò, ci vanno per davvero. Quelli che le torture le subiscono, quelli che spesso sono costretti a nascondersi e ad usare i social per un tempo molto limitato per non essere scoperti dai servizi dello stato repressivo.

Quindi, lunga vita a Facebook?
No, lunga e migliore vita ai diritti umani e morte feroce ai dittatori…

African Voices Editor

Mission di Rai1: l’ONG Intersos avrebbe compiuto un illecito

11 Ago

«Si deve essere tappata occhi, naso e bocca sui mezzi pur di raggiungere il suo fine», così un articolo di Internazionale ipotizza il comportamento di Intersos nel caso del reality show di The Mission.  Al di là di queste ipotesi, African Voices  ha deciso di pubblicare oggi due documenti ufficiali che comprometterebbero la preparazione dell’operazione di UNHCR, Intersos e Rai. La documentazione riguarda Intersos e nello specifico un illecito che l’ONG avrebbe compiuto, e di un silenzio che sarebbe stato chiesto dai dirigenti ai vari cooperanti.
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Sulla base del comunicato stampa pubblicato da African Voices, abbiamo intervistato il fondatore del sito, Marco Puglieri*. (Pugliese ndr)

«Si tratta di due documenti principali, uno è la prova di un illecito fatto da Intersos per entrare in Congo nel luglio del 2013. È un documento ufficiale timbrato e firmato da un funzionario di un ufficio qualsiasi, un ufficio di arti cinematografiche, ma non di un ministero di Kinshasa ….

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