About Me

Sono nato in Italia nel 1962 da genitori di due differenti nazionalità, dallo spirito libero. Nel 1969 ci trasferimmo in Africa, a Dar es Salaam, Tanzania, che per 10 anni diventò la base dei nostri viaggi ‘on the road‘ seguendo le esperienze lavorative di mio padre. In quei 10 anni oltre parte della Tanzania e Zanzibar, ebbi la fortuna di vedere alcune aree di paesi come il Mozambico, Somalia, Sudan, Etiopia, Kenya  e molto altro. Non ho mai studiato nelle scuole americane o di stampo europeo, ma sempre nelle scuole africane dove ho trovato grandi amici e spesso, eccellenti maestri. In questi anni, per mia scelta, ho letto il Corano, la Bibbia, ho cercato di capire l’apartheid del Sudafrica e ho avuto la fortuna di confrontare le mie idee con uomini e donne africani straordinari, anime dallo spirito e pensiero libero.

Nel 1979 siamo tornati in Italia e il 1980 – 1981 è stato l’unico anno sprecato della mia vita facendo il servizio militare.

Nel 1985 mia madre, dopo una malattia di 6 mesi, volò via per sempre divenendo una delle stelle più belle del cielo e mio padre chiuse le sue ali.

Un anno più tardi, dopo aver letto decine di libri sulla filosofia buddista e induista, riempii il mio zaino di poche cose, lavorai per comprare un biglietto aereo solo andata, presi 500 mila lire e partii per Mumbai, India, convinto che sarei tornato dopo pochi mesi.
Rimasi in oriente 5 anni vivendo una esperienza di vita unica e suggestiva. Ho lavorato svolgendo mansioni umili per gli indiani, ho mangiato, vissuto e dormito con le famiglie, ho imparato lo yoga, la meditazione. Ho studiato il sanscrito e ho letto la Bhagavad Gita. Ho condiviso ila quotidianità e lunghe riflesssioni con i Sadhu indiani. Sono stato tra i moribondi di Calcutta e nel caos di Dheli. Ho viaggiato in Nepal, Ladakh, Bhutan e in Tibet, il tetto del mondo che con  i suoi monasteri, la semplicità della sua gente e la vita di ogni giorno mi rimarranno nel cuore e nella testa quasi quanto l’Africa.

Tornato in Italia e dal 1992 al 2000 ho lavorato come direttore vendite per uno dei maggiori tour operator italiani internazionali e ho conosciuto una donna speciale, l’altra metà del mio spirito libero. In questi 8 anni il viaggio non è terminato, ma il mio lavoro mi ha permesso, con mia moglie, di visitare altri paesi che non conoscevo come il Messico, Tobago, Trinidad, Guadalupe, Bali, Mauritius, Seychelles, Maldive, Sri Lanka e Malesia. Ho anche ritrovato serenità accanto a mio padre.

Ma è difficile tenere a freno uno spirito libero, due anche peggio e nel 2001 io e mia moglie partimmo per Zanzibar, ci stabilimmo in una bandas in riva al mare a Kendwa dove non esistevano muzungu residenti e prendemmo la gestione di una piccola guest house, il White Sand. Alcune zone del’isola e sopratutto Kendwa, nel nord, erano ancora fuori dal mondo e la gente che soggiornava da noi erano viaggiatori puri che provenivano da tutta Europa, ma anche dall’India, Israele, America e Sud America. Un paradiso che si rovinò con l’avvento di nuove costruzione alberghiere di proporzioni gigantesche che richiamavano il turismo di massa; tutto ciò che avevamo sempre rifiutato ce lo ritrovammo tra i piedi da un anno all’altro.

Abbandonammo Zanzibar e andammo a Mambrui, a nord di Malindi in Kenya dove trovai lavoro come direttore generle in uno di questi grandi villaggi italiani. Abbiamo resistito un anno, poi abbiamo vagabondato qualche mese lungo la costa del sud fino ai confini con la Tanzania e nel 2007 tornammo in Italia dove fino al 2010 ho lavorato come direttore vendite per un piccolo tour operator genovese con la passione dei caraibi francesi e della web TV. Ma troppe idee non gli giovarono e nel 2010 abbandonai il tour operator ormai allo sbando cercando di capire che cosa avrei voluto fare ‘da grande’.

Nel mentre, nel 2009 aprii il mio profilo su facebook, novità del web a qual tempo ancora solo in Inglese. Non ne capii subito le potenzialità e lo tenni da parte. Ogni tanto aprivo il profilo per vedere se trovavo qualcosa di utile che parlasse di Africa, ma mai nulla di interessnte per me, solo qualche paginetta che pubblicava qualche bella immagine senza nemmeno sapere dove fosse scattata. Ogni tanto cercavo di intromettermi per cercare un dibattito sulla vera Africa, quella che conosco, ma trovavo solo porte chiuse e ban perchè mi permettevo di dire le cose come stavano mentre sembrava imperioso per loro, far credere che l’Africa fosse il paradiso dei sensi e dello stile di vita di chiunque volesse divertirsi.

Alla fine del 2009 presi una decisione condivisa con mia moglie; avrei aperto una pagina mia su Facebbok e l’avrei chiamata AFRICAN VOICES per dimostrare che in Africa non ci sono solo belle immagini e bella vita, ma ci sono africani che hanno voglia di urlare la loro esistenza, ma doveva essere una pagina che, prima di tutto, piacesse a me, doveva rispecchiare me stesso, il mio spirito libero, l’essere cittadino del mondo e il 1 gennaio del 2010 la aprii. Il peggio che poteva capitare era di non essere capito. A quel punto avrei chiuso la pagina, il mio profilo e avrei chiuso definitivamente con facebook.

Invece no. Trovai da subito molte persone che la pensavano come me, che condividevano il pensiero libero dell’Africa vera e AFRICAN VOICES (AV), mese dopo mese, prendeva forma e acquisiva sempre più fans senza mai avere fatto un solo giorno di pubblicità pagata. La pagina cresceva e cresce ancora oggi ad un ritmo elevato solo grazie al passa parola di chi crede in AV.

In questi 4 anni ho conosciuto molte altre persone sia nel real che nel virtual, ho approfondito la mia conoscenza nel mondo dell’informazione, del web e conosciuto fotografi, giornalisti freelnace internazionali e africani, attivisti, blogger e le condizioni di vita delle minoranze che sono molto peggiorate in questi ultimi anni.

Oggi AV è una pagina supportata anche da un blog e da un sito che parla di Africani, diritti umani come indirizzo internazionale, diritti civili, delle donne, delle minnoranze, dei bambini. AV parla della cultura dell’Africa e delle tradizioni, della storia e lo fa attraverso l’informazione locale e internazionale, attraverso le immagini e i video, la musica e talvolta attraverso i commenti di persone preparate ed emancipate. Persone libere come me, spiriti liberi come AFRICAN VOICES.

5 Risposte to “About Me”

  1. agatha 25 ottobre 2014 a 21:37 #

    Buonasera, mi chiamo Agatha e sono una giornalista, mi occupo principalmente di musica e cinema. Da alcuni mesi collaboro con una associazione per aiutare degli africani richiedenti asilo. Ho scritto alcune mie riflessioni che vorrei condividere con lei. Il suo sito è bello ed utile. Buona serata.

    http://stayrockforever.it/sogno-africano/

  2. Lorenzo 4 maggio 2015 a 13:57 #

    Could I suggest some editing for the English translation? I think this would improve the international visibility and the understanding, for the non-Italian speakers.

  3. wwayne 22 maggio 2015 a 06:46 #

    Le segnalo questo bellissimo film contro il razzismo: https://wwayne.wordpress.com/2015/01/30/inseguire-i-propri-sogni/. Buona giornata!🙂

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: