Le trappole delle strategie del terrore

4 Mag

“Campi Isis in Senegal: addestrano vù cumprà per le spiagge italiane.”

“E’ l’ultima strategia del fiduciario del Califfo nel paese africano. La polizia: “I venditori-jihadisti si preparano vicino ai resort.”

“Un kalashnikov al posto della borsa Louis Vuitton, oppure una cintura esplosiva invece de quella simil Gucci…”

Difficile da credere, ma per il bene dell’Italia e del Senegal non possiamo sottovalutare queste affermazioni allarmanti tratte da un articolo apparso il 13 aprile 2016 sul quotidiano Il Giornale diretto da Alessandro Sallusti. L’articolo completo, firmato da Liugi Guelpa, ricollega i venditori ambulanti senegalesi sulle spiagge estive italiane con Al Bagdadi il noto criminale di massa ideatore dell’entità terroristica Isis.

Non possiamo affermare se questo nome sia quello dello stesso Luigi Guelpa originario di Livorno Ferraris definito, citiamo: “esperto di politica estera, soprattutto per quanto riguarda Africa e Medio Oriente.” Se è la stessa persona allora tanto di cappello, perché essere un esperto – avere in redazione una perla unica- di una così vasta e intricata area geopolitica, culturale, linguistica, etnica e religiosa merita la fiducia collettiva.

Nell’aprile 2014 un certo Luigi Guelpa arrivato da Dakar (Senegal) fu trattenuto all’aeroporto di Casablanca (Marocco). Citiamo La Sesia Il giornale di Vercelli e Provincia del 08/04/14: “Giornalista vercellese scambiato per spia e tenuto in stato di fermo in Marocco fino all’intervento del consolato italiano a Marrakech… C’è mancato poco che la scorsa settimana le manette scattassero ai polsi del vercellese Luigi Guelpa…” Guelpa dichiarò successivamente sulle pagine del Sesia: “Il funzionario (di polizia dell’aeroporto di Casablanca) mi ha spiegato che siccome provenivo dal Senegal il mio ingresso non era gradito non essendo buoni i rapporti tra i due Paesi…

Sottolineiamo la non correttezza di questa dichiarazione, perché da secoli, compreso l’anno 2014, i rapporti religiosi, culturali e diplomatici tra Senegal e Marocco sono tra i migliori in Africa.

Aggiungiamo che nel 2014, epoca in cui Luigi Guelpa era partito da Dakar e ha fatto scalo a Casablanca, autorità e forze speciali senegalesi avevano potenziato la sicurezza di Saly e dei luoghi sensibili del paese per prevenire le minacce terroristiche.

Il terrorismo islamico è una realtà mostruosa che ha dimostrato le sue capacità di colpire ovunque, in ogni momento senza distinguere religione, etnia, colore, nazionalità, ideologia, sesso o età delle sue vittime. Purtroppo è ovvio che l’invasato Al Bagdadi e i suoi vigliacchi assassini, Al Qaeda o tutta la nebulosa terroristica sono capaci di colpire il pacifico Senegal o l’accogliente Italia come è già drammaticamente successo a New York, Londra, Madrid, Bagdad, Kabul, Parigi, Bamako, Abidjan, Abuja, Nairobi, Ouagadougou, New Delhi, ecc. Non è difficile immaginare che l’Isis e le sue reti di propaganda abbiano attratto delinquenti, derelitti e squilibrati di tutte le nazioni, Italia e Senegal inclusi.

Allora, in ogni caso è doveroso non sottovalutare nessun allarme. Dobbiamo considerare quello lanciato da Il Giornale di Sallusti.

Liugi Guelpa con le sue indicazioni, che sembrano precise e documentate, vorrebbe mettere in guardia contro l’imminenza di devastanti attentati di vù cumpra terroristi islamici senegalesi sulle spiagge italiane.

Dopo la prima lettura, forse per non cedere subito all’istinto di panico, avevamo pensato che quest’articolo fosse concepito per obbligare bagnini e forze dell’ordine a sbarazzarsi finalmente dai fastidiosi vù cumpra, migliaia di venditori senegalesi e di altre nazionalità per lo più neri e musulmani, che da decenni percorrono le spiagge estive delle coste e delle isole italiane e disturbano perennemente il riposo dei vacanzieri italiani, tedeschi, francesi e europei. Ma il buon senso ci induce a non credere che tutto ciò possa spingere un giornalista “esperto di politica estera…” a “sfoderare” l’incubo del terrorismo con tanta leggerezza.

Luigi Guelfa sembra conoscere il Senegal. Cita la Teranga (l’ospitalità alla senegalese), l’islam senegalese ancora impregnato di sufismo e di tolleranza. Guelfa precisa nome, cognome, grado e professione delle fonti che cita: Seck Pouye, capitano di polizia, capo della sicurezza del resort di Saly Portudal; Adama Gueye colonnello delle forze speciali; Boubacar Sabally, direttore dell’albergo Les Bougainville di Saly.

Ma perché è difficile credere nelle affermazioni di Luigi Guelfa? Guelfa scrive su Il Giornale di Sallusti: “La cellula di Saly è guidata da Peter Saadi, un giovane medico di appena 26 anni rientrato clandestinamente a Dakar dopo aver combattuto per circa dieci mesi con i miliziani di Al Baghdadi, dalle parti di Raqqa. Al suo rientro Saadi stava progettando un attentato nella capitale senegalese. Voleva far saltare in aria uno dei locali alla moda, frequentati da turisti europei, nel ricco quartiere di des Almadies. «Non lo ha fatto solo perché il direttivo dell’Isis gli ha affidato un nuovo compito – aggiunge Adama Gueye, colonnello delle forze speciali di Dakar – quello di fare propaganda e preparare nuovi combattenti». Nella “roccaforte” jihadista di Saly ci sarebbero al momento miliziani provenienti da Ciad, Ghana e Guinea, ma solo i senegalesi avrebbero il compito di delinquere sulle spiagge italiane.

Sembrerebbe quindi che polizia e forze speciali senegalesi conoscano l’allarmante situazione descritta nei minimi dettagli: il luogo dove il terrorista dell’Isis e i suoi vù cumpra si addestrerebbero; si saprebbe che si tratta di un “clandestino appena rientrato”; il suo nome Peter Saadi (Peter, cioè Pietro un nome cristiano scelto da un invasato islamico); la sua professione e la sua età; il tempo che ha combattuto con i miliziani di Al Bagdadi; ordini e contrordini ricevute dall’Isis; obbiettivi da colpire o da risparmiare; progetti futuri.

Paradossale che ufficiali dell’esercitiamo e della polizia senegalese sappiano tutto sui movimenti di “terroristi vù cumpra” ma -senza intervenire- decidano di informarne un giornalista italiano di passaggio. Tanto paradossale che il ministro Omar Youm direttore gabinetto del Presidente della Repubblica del Senegal è in visita in questi giorni in Italia, ha formalmente smentito questa notizia pubblicata sulla stampa italiana. E ancora, “il direttore dell’informazione e delle relazioni pubbliche dell’esercito, il colonnello Abou Thiam accusa un giornale italiano di diffamazione contro l’esercito senegalese… Il colonnello Thiam ha dichiarato che presenterà una denuncia alla magistratura contro il giornale implicato…”. Metrodakar.net20/04/2016: http://www.metrodakar.net/terrorisme-larmee-senegalaise-porte-plainte-contre-journal-italien/)

Inoltre Peter Saadi e i suoi apprendisti terroristi si starebbero addestrando indisturbati mentre la base aerea di Thies, città situata a circa 20 km dal resort di Saly dove si troverebbe la cellula dell’Isis, ha appena ospitato un’imponente manovra militare che ha coinvolto forze speciali di quattro continenti.

Dal 8 al 29 febbraio 2016, si è svolta l’operazione Flintlock e ha coinvolto 1700 militari di una trentina di paesi d’Europa, America, Africa, Medio Oriente per lottare contro il terrorismo e le ideologie violenti: Usa, Regno Unito, Francia, Senegal… in presenza del Capo dello Stato senegalese Macky Sall, dell’Ambasciatore degli Usa James Zumwalt e di altre autorità civili e militari internazionali.” (Afrique Education del 08702/161). Era la terza volta che il Senegal ospitava sul suo suolo quest’imponente manovre militare.

Le forze senegalesi svolgono bene il loro ruolo di contrasto al terrorismo in collaborazione con reparti militari francesi e forze statunitensi. Attualmente c’è un presidio permanente di 200 Marines degli Usa con navi da guerra, droni che sorvolano e coprono tutta l’area che va dal Senegal, Mali
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1 Il giornale Afrique Education del 08702/16 scrive: “Le but de Flintlock est de s’entraîner ensemble, en tant que force multinationale, pour améliorer la coopération et lutter contre le terrorisme et les idéologies violentes”, a rappelé l’ambassadeur James Zumwalt lors de la cérémonie d’ouverture à la base aérienne de Thiès, à environ 70 km au Nord-Est de Dakar. Cette année, près de 1.700 membres des forces spéciales d’une trentaine de pays d’Afrique, d’Amérique et d’Europe, dont la France et la Grande-Bretagne, sont engagés dans l’exercice, du 8 au 29 février, selon l’Africom, le commandement militaire des Etats-Unis pour l’Afrique, qui l’organise depuis 2005. Des militaires du Burkina Faso, de Mauritanie, du Niger, du Nigeria, de France assistaient à la cérémonie, à laquelle participaient les autorités locales, le chef d’état-major des armées sénégalais, le général Amadou Kane, commandant des opérations spéciales américaines en Afrique, le général Donald Bolduc. Soulignant que le pays accueillait Flintlock pour la troisième fois, l’ambassadeur américain y a vu “un avertissement aux extrémistes violents selon lequel il n’y a pas de place pour une idéologie de haine au Sénégal”.

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Mauritania, Mali. Purtroppo tutte queste precauzioni non impediscono ai vigliacchi dell’Isis di agire ma francamente in questo contesto riesce difficile credere allo scenario descritto nell’articolo di un notorio addestramento a “cielo aperto” di vù cumpra kamikaze proprio sotto il naso delle forze speciali di più di trenta paesi.

Che senso ha la diffusione di questa notizia? Quello di diffondere l’odio violento degli italiani contro i neri? Certo non è buona informazione dipingere, con tanta disinvoltura in un momento di allarme così delicato, uno stato africano, il Senegal alleato dell’Italia, come assolutamente incapace nella gestione di questioni di primaria importanza quanto a sicurezza.

Pap Khouma Pape Diaw Cheikh Tidiane Gaye

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