Facebook? Una irragionevole dittatura.

30 Mar

Che facebook sia un prodotto americano è risaputo, e come l’America, esporta  un comportamento e una democrazia molto discutibili.

L’altra settimana, due giorni prima di Pasqua, sulla pagina di African Voices ho pubblicato, anzi linkato un video girato per le strade di una cittadina nigeriana in cui si vedono gli ultimi 6 minuti drammatici di due ragazzi che avevano tentato di rubare una motocicletta, ma intercettati dalla folla inferocita, sono stati picchiati a sangue e bruciati vivi senza che nessuno della folla intervenisse a difesa dei due malcapitati e senza l’intervento della polizia che generalmente sanno, vedono, ma preferiscono voltarsi dall’altra parte.

Pubblicare quel video per me non era certo motivo di dare spettacolo o provocare chissà quale reazione di massa, ma semplicemente per mettere in evidenza un comportamento popolare sbagliato, per denunciare l’assenza delle forze di polizia nigeriane e per dare onore a quegli ultimi 6 minuti di quelle povere anime bruciate vive.

Molto probabilmente questo non è stato capito da qualche facinoroso moralista bigotto che ha pensato bene di denunciare il video all’amministrazione di Facebook che tutto si può dire tranne che capiscano qualcosa in tema di diritti umani e denuncia morale che in quel video non esiste.

Questo ha portato l’amministrazione di Facebook non solo a togliere il video dalla pagina, ma anche al mio blocco per 3 giorni dall’uso della pagina, del mio profilo personale e di messenger e la diffida a non pubblicare più quel video o similare e la minaccia che potrebbero annare definitivamente la pagina di African Voices.

Nemmeno fossi un delinquente o mafioso.
Invece Facebook è mafioso e lo dimostra il fatto che le regole come le leggi dovrebbero essere uguali per tutti e invece non è così, nemmeno su Facebook.

Infatti, il video colpevole del mio blocco totale per 3 giorni, continua a girare in rete e su facebook liberamente.
L’amministrazione rea del blocco ha aggiunto la scritta al video che riporta immagini esplicite.
Perchè l’amministrazione di Facebook non ha usato la stessa misura anche con African Voices?
Il video che fino ad allora aveva  raggiunto una copertura superiore alle 50mila persone su African Voices aveva messo in imbarazzo qualcuno? Forse  reputamdo l’illecito di mettere in mostra la vera Africa? La vera Nigeria? Qualla Nigeria da cui nasce la violenza inaudita di Boko Haram?

Ma non è la prima volta che l’amministrazione di Facebook interviene in modo brusco sulla pagina di African Voices.

La prima volta è stato a causa di una fotografia di un uomo africano in mutande. Si perchè caso mai non lo sapete, la puritana amministrazione di Facebook, gestitata dalla puritana America, non permette la pubblicazione di corpi nudi artistici.

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L’amministrazione di Facebook non conosce la differenza tra arte e pornografia, tra umano e volgare perchè il secondo brusco richiamo è arrivato per questa stupenda immagine di una donna africana che allatta un bimbo albino.

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Queste due immagini, insieme ad altre di nudo artistico con parti intime invisibili, furono rimosse prontamente dall’amministrazione di facebook, ma guarda caso, sopratutto l’immagine dell’allattamento, ha contnuato a viaggiare su facebook per parecchi mesi senza essere mai rimossa da pagine e profili.

E poi siamo arrivati al video dei due ragazzi nigeriani bruciati vivi che potete vedere QUI

Si perchè alla fine, se la dittaura di Facebook non è ragionevole e pone regole incomprensibili, la miglior strada percorribile è quella del blog. Pubblicate video e immagini dal blog il gioco è fatto, Facebook non ha nessun diritto e  nessun potere di bannare e bloccare il blog e siti. Una vera presa in giro per chi vuole essere preso in giro.

African Voices è una pagina nata per mettere in evidenza il bello e il brutto dell’Africa, per supportare i diritti umani di ogni minoranza, per scrivere e confrontarsi sulle problematiche e per supportare il lavoro degli attivisti che vivono e combattono nei tanti, troppi paesi ancora sotto spregiudicata dittatura.

E la dittatura e l’incomprensibile modo di porre le regole a personam di Facebook, fanno sì che noi stessi che viviamo questi mondi da dietro un desk, siamo gli attivisti contro la dittaura virtuale di Facebook per aiutare i veri attivisti sul campo, quelli che in prigione con il sogno della libertò, ci vanno per davvero. Quelli che le torture le subiscono, quelli che spesso sono costretti a nascondersi e ad usare i social per un tempo molto limitato per non essere scoperti dai servizi dello stato repressivo.

Quindi, lunga vita a Facebook?
No, lunga e migliore vita ai diritti umani e morte feroce ai dittatori…

African Voices Editor

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Una Risposta to “Facebook? Una irragionevole dittatura.”

  1. Mehiel Free 1 aprile 2016 a 11:58 #

    Grazie del tuo articolo. Chissà poi perché ad altre pagine non vi è stata censura e anzi è continuato a girare quel video!

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