Tutsi? Hutu? Genocidio? Massacri? …. semplicemente vita umana, in Burundi.

13 Nov

Negli ultimi giorni abbiamo pubblicato un articolo denuncia sul Burundi scritto dal giornalista indipendente Fulvio Beltrami che lavora e vive in Uganda e che segue da vicino gli avvenimenti del paese da quando l’illegittimo presidente/dittatore ha deciso di ottenere il terzo mandato presidenziale senza averne le credenziali costituzionali. Da allora, in Burundi si sono susseguiti diversi eventi drammatici dovuti alla repressione delle opposizioni di Nkurunziza, causando ad oggi circa 3000 morti e diverse assassinii di leader dell’opposizione.

Quest’ultimo articolo scritto da Beltrami e pubblicato in esclusiva da AFRICAN VOICES, scritto in francese, ha il logico obiettivo di mettere in evidenza la malvagità di Pierre Nkurunziza e del suo enturange compreso il capo del senato Ndikuriyo Reverien che pochi giorni fa ha tenuto un discorso aggressivo usando termini di sterminio già usati da altri personaggi simili a lui prima che cominciasse il genocidio in Rwanda del 1994, invitando chiaramente le milizie ad attendere il momento giusto per … ‘ANDARE A LAVORARE‘!

Ora, a prescindere che questo articolo abbia trovato approvazione da diverse migliaia di lettori  in mezzo mondo e pochissimi contro, sembra che tra coloro contro, la scelta di Beltrami e di alcuni media e tg internazionali di dare il nome genocidio a questi atti violenti in programma o di indicare l’etnia piuttosto che un altra, causa indignazione, rabbia e accuse di non scrivere il vero.

Personalmente, quello che invece mi indigna e mi fa rimanere basito è la scarsa sensibilità di riconoscere in questi atti violenti, l’uccisione terribile di vite umane di qualsiasi età e non solo di adulti, anche di minorenni.

A me, non frega assolutamente niente se sono Hutu, Tutsi, se è un fatto politico, se scaturito da chissà quale ancestrale odio. Questi sono atti di killeraggio ed è tutta colpa di un uomo, un essere inutile che si chiama Pierre Nkurunziza e che per il suo ego, la sua sete di potere e intrallazzi che lo arricchiranno sempre di più, un paese come il Burundi che aveva ritrovato la pace dopo anni di guerra truce, sia di nuovo nel baratro e nell’odio tra uomini.

L’augurio (vano credo) è che le parti di improvvisati esperti della politica burindese e altri che davvero lo sono si incontrino sotto lo stesso tetto della lotta a questo regime illegittimo e che Pierre Nkurunziza e Ndikuriyo Reverien possano presto essere deposti e processati in Africa per crimini contro l’umanità.

scritto da Redazione
African Voices

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