Discorso del Presidente del Senato del Burundi : Reverien Ndikuriyo – ‘Andiamo tutti a lavorare.’

7 Nov

La situazione in Burundi sta precipitando verso il genocidio che dovrebbe scattare tra poche ore nella capitale Bujumbura e nelle altre principali città. In realtà nelle campagne la pulizia etnica è già iniziata da due giorni secondo fonti degne di essere credute. Lunedì, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà in via straordinaria sulla crisi burundese. I media occidentali iniziano a condannare il governo, ma sono divisi. Alcuni di essi tra cui le Monde, Liberation e Jeune Afrique accusano apertamente il governo di preparare il genocidio. Altri parlano di una generica guerra civile. Il genocidio è stato preparato da tempo, come abbiamo spiegato nel precedente articolo: Kora Kora. Prove generale di Genocidio.

Riportiamo di seguito la traduzione in italiano del discorso pronunciata il 30 ottobre scorso dal presidente del Senato Reverien Ndikuriyo durante la riunione da lui convocata con i “nyumbakumi” i capi di quartiere della capitale. I toni usati e le parole estremamente chiare sono un inequivocabile segno che il regime razial nazista si sente sicuro di se stesso e si sente autorizzato a dare l’autorizzazione alla gente di “Lavorare”. Una sicurezza che è stata rafforzata e consolidata in sette mesi grazie all’atteggiamento ambiguo e lascivo della Unione Africana e del Occidente che solo poche settimana fa hanno iniziato timidamente a reagire.

Eccovi il discorso degno dei peggior raduni della camice brune della Germania degli anni Trenta, prima dell’ascesa di Hitler al potere e della SOLUZIONE FINALE! La traduzione è a cura di giovani blogger burundesi ed è frutto di registrazioni prese durante la riunione all’insaputa del presidente del Senato, da alcuni capi quartiere che non si sono trovati in accordo con i piani di genocidio. La validità del testo è stata certificata dal governo degli Stati Uniti che ha duramente condannato i propositi di genocidio.
Un particolare ringraziamento va a questi giovani blogger burundesi che non sono giunti qui in Europa con i barconi a chiedere asilo ma rimangono a rischiare la vita nel loro paese affinchè il mondo intero non possa un giorno dire: “Nessuno ci ha informato della preparazione del secondo Olocausto Africano”.

Fulvio Beltrami
Kampala Uganda
@Fulviobeltrami

 

Io ve l’ho detto che in Burundi non esiste un’isola.

Tu pensi che ti puoi nascondere inosservato dietro una finestra aspettando che la polizia passi per gettare una granata? Pensi che non abbiano visto il tuo volto? Che nessuno ti abbia fotografato? Che nessuno sappia chi tu sia? Pensi che la Mamma che abita vicino non ti abbia denunciato? Pensi che non ci sia il tuo nome su qualche lista?

Quello che vi ho detto è che voi dirigete i quartieri. Andate e parlate a tutti perché vi conoscete. Se dirigi chi non conosci, al tuo compito sei fallito. Dite alla popolazione come stanno le cose affinché domani nessuno lo rimpianga!

Io vi dico la verità.

Voi che dirigete i quartieri, andate dai ribelli. Se hanno armi, raccoglietele! Se hanno granate, raccoglietele! Convinceteli a consegnare le armi affinchè nessuno domani possa rimpiangere e dire che non era stato informato. Se andate a Mogadiscio capirete che cosa sono le forze dell’ ordine! Questi giovani si credono di essere superiori ai terroristi somali di Al-Shabaab anche se io non credo questa gente possa essere superiore in qualcosa. Andate e spiegategli cos’era Mogadiscio e la Somalia prima che arrivassero i soldati burundesi o cosa è ora. Oggi le macchine viaggiano, gli aerei vanno e vengono. Tutto questo perché abbiamo ripulito il paese dai terroristi.

Andate da loro e spiegategli che non esiste nessuno sconosciuto. Li conosciamo tutti dal primo all’ultimo. Dite a loro che non potranno rifugiarsi nella foresta. La foresta è stregata di suo. Non potranno andare nelle campagne. Li stermineremo. Dovranno rimanere nelle loro case e dimostrare se sono più bravi dei terroristi di Al-Shabaab nei combattimenti.

Consultatevi tra di voi ma non piangete per le future azioni. Non c’è posto per le lacrime quando giunge il momento di fare il lavoro. Io ve l’ho detto. A questi giovani anche io voglio bene sul serio. Non mi lamenterò se smetteranno gli atti di violenza. Voi dirigete i quartieri. Parlate ai cittadini e dite di arrendersi! Se rifiutano allora vuol dire che hanno scelto di morire. Io vi mando come messaggeri. Voi Siete capi dei quartiere e dirigete anche i nyumbakumi; andate e date il messaggio chiaro! Andate e parlate a loro in qualità di messaggeri. Questa è la quarta volta che ve lo ripeto.

Voi lavorate con i capi delle colline, siete capi dei quartieri e lavorate anche con i ribelli per cui non esiste alcuna persona o famiglia che non possiate raggiungere per portare il messaggio. Vi dò una piccola informazione utile. Nuovi terreni possono rendersi disponibili. Eh si, avete capito bene! Nuovi terreni nei quartieri si libereranno e potranno essere comparti a prezzi modici. Non so se voi avete capito anche questo concetto. Se volete che spunti un nuovo terreno, spunterà. Io ve lo dico sul serio. Fate arrivare il messaggio a destinazione a chiunque sia interessato a nuovi terreni!

Fategli capire che è inutile sperare di poter scappare e fare la guerriglia. Io l’ho fatta la guerriglia e so cosa vuol dire. Anche se avranno delle armi cosa pensano di fare? Che vadino a Cibitoke e a Bukinanyana! Li andremo a stanare il giorno dopo. Anche sotto le pietre li troveremo. Anche sotto terra. Nessuno nascondiglio sarà possibile.

Sappiate che sarete voi i responsabili! Voi siete stati eletti; i cittadini hanno fiducia in voi. Dite loro la verità! E non quelle cose di andare minimizzando dicendo che non è nulla… “hanno lanciato una granata ad un poliziotto” e voi danzate! I loro atti sono gravissimi e noi risponderemo di conseguenza. Credo che questo sia un messaggio chiaro. Portate il messaggio!

Non scherziamo! A Cibitoke non sono morti 100 di loro in poco tempo? Due giorni di lavoro e cento a terra, 70 fucili recuperati! Solo perché trovano un fucile o una granata si gonfiano e ammazzano un povero poliziotto che passa. Andate e fate loro capire che se diventano umili potranno vivere bene.

Io vi sto parlando con sincerità! Andate e parlategli perché non succeda qualcosa e qualcuno poi si lamenti che non ha saputo allorché voi siete incaricati di portare il messaggio! Io vi ho detto che conosciamo dov’è Mogadiscio. I soldati si paracadutavano andando a sparare direttamente! Scendere dall’aereo e andare subito in linea e avanzare sparando per trovare spazio che ti accoglie. Ora non è accogliente? Che nessuno si faccia uno specialista qui! Non consideratevi specialisti della guerra! Gli unici specialisti siamo noi!

Nelle campagne non ci sono problemi. Rastrelliamo e poi decidiamo che fare. Qualcuno potrà anche ritornare. Qui in città sarà identico. Mi raccomando che non ci sia una famiglia che non sia informata! Che non continuino a conservare quelle granate o fucili nelle case!

Vi informo che la caratteristica della operazione che stiamo per lanciare è molto brutta! Sarà una operazione potente, chiara e la si farà molto bene fino in fondo. Noi conosciamo che non verrà nessuno a disturbarci. Nessuno fuggirà a Mukamaba, a Muynga o a Kirundo. Tutto finirà qua. Quando inizierà fategli capire che quando si brucia una gomma il fumo intossica tutto il quartiere. Se ci costringeranno spareremo e finiranno tutte le storie.

Siete sorpresi? Date questa informazione allora! Io vi do un avviso. Io rappresento i cittadini. Anche se ho parlato solo io ci sono molti che attendono impazienti l’autorizzazione a lavorare. E se questi iniziano a lavorare lo fanno sul serio. Ogni giorno vengono da me e mi dicono “dacci l’autorizzazione per lavorare”. Se questi iniziano a lavorare dove andranno i ribelli? Aspettate il giorno quando li ordineremo di lavorare e poi vedrete cosa succederà.

Siete dei capi di quartieri e mi dovete credere. I poliziotti fanno il loro dovere. E anche gli altri. Se gli dico di lavorare loro lavorano e anche bene! Non gli abbiamo ancora dato l’ordine di lavorare. Solo ancora quelle cose leggere, di andare in pattuglia, di persuadere, arrestare. Se sentirete dire che liberiamo le persone perché iniziano a fare il lavoro per cui hanno studiato, tutto finirà all’istante. Non vedrete più un poliziotto catturato, legato, ucciso. Dite loro! Questo è un messaggio chiaro!

Credete che non possiamo dare l’ordine di lavorare? Ditegli che se hanno un fucile che lo consegnino e non gli faremo nulla. Se i nostri inizieranno a lavorare faranno come in Somalia. Se qualcuno vi prende in ostaggio informateci. Loro sono degli specialisti e sapranno come liberarvi. Ma se siete dei complici allora…

Ditegli di non sperare in aiuti esterni. Eserciti, carri arati, blindati, aerei che varcano la frontiera non torneranno indietro. Li troveranno marci senza più le ruote. L’ho detto anche ai rwandesi ultimamente quando ci siamo visti. Ho parlato anche al rappresentante di Obama chiedendogli se in America ci può essere un colpo di stato e il governo non spara? Noi siamo stati eletti e il voto equivale alla legge. Nessuno può negarci il diritto di governare. Andate e parlate ma sappiate che prima o poi si dovrà lavorare, voi compresi.

 

Traduzione a cura di Fulvio Beltrami

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