Burundi. Breaking News. La Cina invia 300 soldati delle forze speciali e l’esercito burundese diserta in massa.

29 Set

Trecento soldati delle forze speciali dell’Armata Rossa sono giunte nel tardo pomeriggio presso l’aeroporto di Bujumbura, Burundi. Sono dotate di equipaggiamento militare offensivo e non hanno mandato ONU. Fonti vicine alla intelligence ugandese affermano che le forze speciali cinesi sarebbe state inviate da Pechino in difesa del regime razial nazista di Nkurunziza, illegalmente al potere dopo che il suo secondo mandato presidenziale è scaduto il 25 agosto 2015. Secondo le fonti ugandesi Pechino avrebbe deciso di inviare un primo contingente di rapida risposta per far fronte agli improvvisi attacchi che il regime sta subendo.

Iniziati la notte del 24 settembre quando una tempesta di fuoco mai registrata dall’inizio della guerra di liberazione dello scorso maggio si è abbattuta sui quartieri di Cibitoke e Kamenge spazzando via postazioni militari tenute dalla polizia e dai terroristi ruandesi delle FDLR. Nella stessa notte forze ribelli sconosciute hanno preso di mira la residenza presidenziali con tiri di obici dalle colline di Bujumbura Rural costringendo Pierre Nkurunziza a fuggire con 1000 soldati della guardia presidenziale in una località segreta di Gitega.
Nonostante che le forze ribelli autrici di questi attacchi rimangono avvolte dal mistero, la loro potenza di fuoco e la loro preparazione militare sembrerebbe escludere che le offensive militari siano attuate dalla ribellione armata burundese debole e male armata. Si pensa piuttosto ad intervento straniero anche se tutti i Paesi confinanti non commentano al riguardo.

All’interno delle FDN (Forze di Difesa Nazionale), l’esercito burundesi da ieri si stanno registrando diserzioni di massa. La maggior parte dei disertori sono soldati hutu che si starebbero aggregando alla resistenza armi con armi, anche pesanti. Il 27 settembre il Maggiore Ndayikenza, comandante in seconda del campo militare Muha presso la capitale ha disertato assieme ad un consistente numero di soldati portandosi via varie armi e munizioni. Muha è un campo militare sensibile nella storia del paese. Da li è nato il tentativo di liberare il paese attraverso un colpo di stato lo scorso maggio e la ribellione dell’esercito contro il presidente Ndadaye ucciso il 21 ottobre 1993. Una ribellione tesa a rovesciare Ndadaye e il partito estremista hutu FRODEBU che stavano instaurando un regime razial nazista ed iniziando il genocidio dei tutsi.

Secondo le ultime notizie giunte qualche minuto fa il contingente d’élite cinese avrebbe preso il controllo dell’aeroporto civile, della presidenza e del residenza del presidente coadiuvando la polizia, le milizie genocidarie Imbonerakure e i terroristi ruandesi delle FDLR. Washington e le rappresentanze diplomatiche dell’Unione Europeo sono in massimo stato d’allerta anche se ogni commento viene evitato. L’entrata nel conflitto burundese dell’Armata Rossa, dopo il suo impegno diretto nel Sud Sudan, apre un nuovo e inquietante capitolo delle relazioni di Pechino in Africa fino ad ora mantenute esclusivamente sul piano politico ed economico.

Fonti interne al Burundi segnalano la preparazione di un grosso attacco nelle prossime ore per far cadere il regime. Le forze di questo misterioso gruppo ribelle e altri gruppi di resistenza armata burundesi rafforzati dalle migliaia di soldati hutu disertori intenderebbero anche ingaggiare i combattimenti contro il contingente cinese appena arrivato per non permetterli di prendere posizione e consolidare la sua presenza militare nel paese. Alcune fonti parlano di una fuga precipitosa di Pierre Nkurunziza che avrebbe lasciato la sua località segreta a Gitega per fuggire dal paese. Notizie al momento non confermate dal governo burundese.

Sul fronte politico Madame Vital Mshimirimana, rappresentante della Società Civile burundese e del Comitato “Stop al terzo mandato di Pierre Nkurunziza” ha ribadito in un comunicato (qui di seguito riprodotto) l’intenzione di continuare la lotta democratica contro il presidente illegittimo. Il comunicato chiarisce che la Società Civile riconosce Pierre Nkurunziza come legittimo Presidente della Repubblica fino al 25 agosto 2015 quando è scaduto il suo secondo mandato presidenziale. Di conseguenza invita Nkurunziza a sedersi al tavolo dei negoziati sotto la guida degli accordi di Arusha del 2000 al fine di preparare le sue dimissioni e la creazione di un governo transitorio che organizzi nuove elezioni democratiche e restauri lo Stato di Diritto in Burundi. Nel comunicato la Società Civile si appella alle forze di difesa e dell’ordine a non partecipare a crimini di guerra e a sospendere ogni azione repressiva contro la popolazione.

 

Fulvio Beltrami
Kampala Uganda
@Fulviobeltrami

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: