Quotidiano La Stampa. Razzista sulla Repubblica Democratica del Congo

20 Lug

Lettera Aperta al quotidiano La Stampa.
Ritirate l’articolo razzista sulla Repubblica Democratica del Congo e porgete le dovute scuse.

Alla Redazione di La Stampa e al giornalista Paolo Mastrolilli.

Egregi colleghi,
Con orrore ed incredulità leggiamo l’articolo da voi pubblicato oggi a firma di Paolo Mastrolilli: “Nel cuore del Congo dove i cannibali fermano gli islamisti”.

Probabilmente vi riferite agli scontri in atto contro il gruppo terroristico ugandese di ispirazione islamica: ADF Alleance Democratic Forces, collegato al gruppo terroristico somalo Al Shabaab e recentemente al ISIL. Le ADF furono le autrici del terribile attentato a Kampala (capitale dell’Uganda) avvenuto nel luglio del 2010 durante la finale dei mondiali di calcio, dove trovarono la morte centinaia di persone.

Le ADF, sconfitte dall’esercito ugandese, dal 2004 si sono rifugiate all’est della Repubblica Democratica del Congo dove hanno commesso inaudite atrocità contro le popolazioni civili, autofinanziandosi con il traffico di minerali e quello dell’avorio. Dal 2014 l’esercito congolese in collaborazione con la missione di pace ONU: MONUSCO ed esperti militari inviati dal governo ugandese, ha intrapreso una campagna militare contro questo gruppo terroristico che sembra dare buoni risultati. Le ADF sono state indebolite anche se non ancora annientate. La maggior città colpita dai massacri delle ADF è Beni, nel Nord Kivu dove migliaia di persone sono state uccise negli ultimi 16 mesi.

Consideriamo allucinate e disgustoso utilizzare un tale titolo “ad effetto” per descrivere la drammatica situazione che le popolazioni dell’est del Congo stanno vivendo e gli sforzi compiuti dai governi di Kinshasa, di Kampala e delle Nazioni Unite per debellare un così pericoloso gruppo terroristico.

Nell’articolo si cita un episodio di cannibalismo secondo voi riportato da un funzionario ONU. Ebbene questo episodio non sembra ritrovare riscontri e sarebbe gradito sapere la fonte della notizia. Ammesso che l’episodio sia realmente accaduto è fuori da ogni etica professionale e codice di comportamento giornalistico utilizzare il termine improprio di “cannibali” con il rischio che sia associato all’impegno dei giovani militari congolesi che stanno soffrendo e cadendo sui campi di battaglia per liberare il paese dal pericolo terroristico islamico, che rappresenta una minaccia internazionale in quanto affiliato al network terroristico internazionale. In ultima analisi i giovani soldati congolesi stanno indirettamente combattendo anche per la sicurezza delle nostre città cercando di debellare terroristi che oggi agiscono in Congo ma che domani potrebbero farsi saltare in aria in una delle tante piazze europee o italiane.

Il titolo scelto è una grave offesa per la Repubblica Democratica del Congo dove, vi possiamo assicurare, non esistono CANNIBALI! È una grave offesa anche e soprattutto per le popolazioni all’est del paese che soffrono delle violenze apportate dal terrorismo islamico e che hanno diritto alla pace e allo sviluppo. Compromette l’immagine della Repubblica Democratica del Congo e la possibilità di turismo e di investimenti italiani in questo meraviglioso paese dalla storia certamente conflittuale e sofferta ma con tanta voglia di superare la violenza e rafforzare la democrazia e lo stato di diritto.

Il titolo scelto utilizzando il termine “cannibali” rientra nelle discutibili quanto inopportune tattiche di attirare l’attenzione del grande pubblico con titoli ad effetto nella speranza di aumentare l’audience. Tattiche dismesse e rifiutate dai maggiori quotidiani francofoni ed anglofoni e dai principali network informativi: BBC, CNN, RFI, Al-Jazeera, RT e PressTV in quanto fomentano pregiudizi e razzismo. Tutti i media citati, da anni si sono impegnati a non diffondere notizie che possono alimentare odio razziale e idee razziste, censurando ogni articolo o reportage sospetto di razzismo e mettendo al bando i giornalisti che insistono a proporre tali informazioni. Impegno che pensiamo riguardi moralmente anche la vostra testata.

Sotto un punto di vista sia morale che giornalistico il titolo scelto per l’articolo rischia di promuovere e diffondere una falsa idea e deleteri preconcetti non solo verso la Repubblica Democratica del Congo ma verso l’Africa in generale, un Continente in piena espansione dove gli imprenditori italiani stanno tentando di entrare nei suoi ricchi mercati per sfuggire al fallimento che stanno andando incontro in Italia grazie a scelte politiche ed economiche che potrebbero essere definite quanto meno scellerate e cieche. Così facendo si mettono i nostri imprenditori in cattiva luce e si alimenta un razzismo di riflesso verso l’occidente e verso gli italiani in particolare come sbagliata ma comprensibile reazione degli africani. Non ultimo vi è il rischio di recarre danno alla reputazione di tanti cittadini congolesi che vivono e lavorano onestamente nel nostro paese e che di certo non sono nè cannibali nè primitivi!

La scelta di questo scandaloso titolo rischia di alimentare anche il razzismo nel nostro paese in un momento storico in cui vi è la vitale necessità di superare le barriere razziali e gli odi ad esse collegate per affrontare degnamente e con grande umanità il dramma della immigrazione di cui l’Italia è ampiamente toccata essendo in prima linea. Anche se siamo convinti che non sia stato intenzionale, la diffusione di idee razziste non va tollerata ma combattuta con determinazione.

Chiediamo pertanto il ritiro dell’articolo o quanto meno la revisione di esso ad iniziare dal titolo scandaloso, razzista e offensivo. Le pubbliche scuse alla Repubblica Democratica del Congo che possono essere inoltrate alla sua Ambasciata a Roma e un rafforzamento del codice etico giornalistico presso il vostro quotidiano al fine di non rischiare di diffondere idee razziste come questo articolo rischia di fare, ricordandovi che la diffusione di idee razziste è considerato un reato oltre che un crimine contro l’umanità in quanto alla base dei peggiori genocidi della storia: dall’Olocausto ebreo a quello del Ruanda 1994.

Attendendo vostri atti di revisione dovuti per serietà professionale e codice etico giornalistico, porgiamo distinti saluti.

La redazione di African Voices.
@AVafricanvoices

Fulvio Beltrami
Giornalista freelance
Kampala Uganda.
@Fulviobeltrami

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2 Risposte to “Quotidiano La Stampa. Razzista sulla Repubblica Democratica del Congo”

  1. Anna 25 luglio 2015 a 15:01 #

    per liberare il Congo dal pregiudizio…”Congo” di David Van Reybrouck

Trackbacks/Pingbacks

  1. Renzi in Kenya e le verità nascoste | AFRICAN VOICES - 27 luglio 2015

    […] nel nostro paese dando da lavorare ai nostri disoccupati. Attacchi velenosi da pseudo politici e finte storie di cannibalismo in paesi africani dovrebbero rientrare nei reati da perseguire d’ufficio come succede in Ruanda […]

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