Burundi. L’esercito tenta un secondo colpo di stato.

13 Mag

Stamattina alle prime ore dell’alba reggimenti dell’esercito burundese guidati dal ex Capo dello Stato Maggiore il Generale Godefroid Niyombarè hanno attuato un secondo colpo di stato democratico dopo il primo tentativo fatto dal Ministreo della Difesa burundese: il Generale Pontien Gaciyubweng tra il 01 e il 03 Aprile scorso, approfittando dell’assenza del presidente Pierre Nkurunziza che si trova in Tanzania per un summit regionale. I reparti dell’esercito hanno rapidamente preso il controllo dei punti strategici della capitale e neutralizzato alcune caserme della polizia.

Verso le dieci del mattino il Generale Niyombarè ha annunciato dagli studi di una radio privato la destituzione del presidente Nkurunziza, lo scioglimento del governo e la creazione di una giunta militare di “salute pubblica” incaricata assieme alla società civile di formare un governo provvisorio e organizzare libere e democratiche elezioni. Il comunicato è stato seguito dallo scoppio di violentissimi combattimenti presso la capitale tra i reparti democratici dell’esercito e la polizia. Migliaia di miliziani genocidari Imbonerakure e di terroristi ruandesi delle FDLR hanno rafforzato la resistenza della polizia, provocando la violenta reazione dei manifestanti che hanno incendiato varie pompe di benzina ed attaccato la prigione centrale liberando i prigionieri politici. I manifestanti, subito armati dall’esercito hanno partecipato alla sanguinosa battaglia. Due compagnie di fanteria rimaste fedeli al Presidente hanno difeso la sede della Radio Televisione pubblica. Verso l’una un Twitter della presidenza annunciava che le forze presidenziali erano riuscite a neutralizzare il colpo di stato. I reparti golpisti hanno preso possesso della Radio Publique Africaine (chiusa dal governo e sorvegliata dalla polizia) in quanto l’emittente radiofonica gode di copertura nazionale. Il tentativo era di veicolare messaggi incitanti alla ribellione a tutta la popolazione del paese. Tentativo reso vano grazie all’assistenza tecnica di esperti francesi che hanno permesso di interrompere i segnali di RPA e di due altre radio private: Radio Bonesha e Radio Isanganiro.

Un Comunicato Stampa del Governo pubblicato alle 16.30 ore burundesi riafferma che il colpo di stato è stato controllato e le forze fedeli al presidente hanno in mano la situazione sia nella capitale che in tutto il paese. Dichiarazione poco credibile in quanto i due comunicati stampa sono stati pubblicati unicamente su Twitter e Facebook, due social network a cui si può accedere da qualsiasi parte del mondo. Nessun comunicato è stato trasmesso per il momento dalla Radio Televisione Nazionale o dai media burundesi. Il presidente Nkurunziza non ha fatto alcun appello alla nazione nè radiofonico nè televisivo dalla Tanzania. Secondo le testimonianze giunte due ore fa nella capitale ci sono ancora violentissimi scontri tra due schieramenti ben definiti. Da una parte abbiamo i reparti democratici dell’esercito (hutu e tutsi) migliaia di civili armati da essi, corpi d’elite dell’esercito ugandese e ruandese (in incognita) e miliziani del Fronte Nazionale di Liberazione (FNL). Dall’altra i pochissimi reparti dell’esercito rimasti fedeli a Nkurunziza, la polizia, i miliziani Imbonerakure e i terroristi ruandesi FDLR. Scontri all’arma bianca e massacri di proporzioni inaudite si stanno verificando in vari quartieri. Una vera e propria carneficina. Se i golpisti non riescono a prevalere il paese sprofonderà nella guerra civile.

La profonda spaccatura riscontrata nelle forze armate e nella società burndese si riscontra anche all’interno della Chiesa Cattolica. Vari Vescovi appoggiano apertamente il presidente Nkurunziza e lanciano appelli di pace e dialogo. Altri Vescovi hanno chiesto che le elezioni presidenziali previste per il 26 giugno siano rinviate. In Burundi è ormai il caos incontrollato. Gli Stati Maggiori di Uganda e Rwanda sono allertati e pronti ad invadere il paese se verrà commesso un genocidio.

Fulvio Beltrami
Bujumbura, Burundi
@Fulviobeltrami

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2 Risposte to “Burundi. L’esercito tenta un secondo colpo di stato.”

  1. MAC 14 maggio 2015 a 05:46 #

    sto seguendo sui principali media la situazione e per il momento nessuno parla di carneficine. Spero che l’autore non abbia informazioni che altri non hanno….

  2. African Voices 14 maggio 2015 a 06:38 #

    Ricevo e pubblico:
    “AVVISO AI LETTORI DI AFRICAN VOICES.
    Nel riportare le convulse notizie del colpo di stato in ‪#‎Burundi‬ si precisa che l’entità dei reali scontri avvenuti nella capitale sono di entità minore di quelli riportati nel mio ultimo articolo, cosi come attesto che le milizie genocidarie non hanno avuto il tempo di attuare massacri. Confermo tutto il resto.
    Mi scuso per le inesattezze riportare,
    Vostro @FulvioBeltrami per African Voices”

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