Breaking News. Il governo keniota era a conoscenza del massacro di Garissa dal 25 marzo 2015!

4 Apr

Una prova inconfutabile della responsabilità del governo keniota sul massacro perpetuato presso il Collegio Universitario di Garissa giunge da un leaks dei servizi segreti kenioti che hanno fatto recapitare ad alcuni giornalisti un documento shock.

Trattasi della lettera originale datata il 25 marzo 2015 redatta e firmata dal Responsabile Nazionale della Sicurezza delle Università del Kenya: W.M. Wahome. Lettera successivamente pubblicata dal quotidiano londinese Dailymail e qui riprodotta per il pubblico di African Voices.

letter

La lettera, indirizzata a tutte le università del paese, informa: “Rapporti dei servizi segreti indicano che il gruppo terroristico Al-Shabaab sta pianificando una serie di attacchi contro installazioni strategiche a Nairobi incluso una importante università. Le informazioni sono già state rese disponibili al governo che ha ordinato di attivare tutte le misure di sicurezza possibili per sventare qualsiasi attacco terroristico”.
Nella lettera Wahome consiglia a tutte le università del Kenya di “Essere vigilanti ed attenti”.

L’attacco di Al-Shabaab al Collegio Universitario di Garissa dimostra il criminale fallimento del governo keniota nel prevenire gli attracchi terroristici nel paese. L’attacco è stato attuato durante i preparativi degli studenti per la celebrazione della Ultima Cena e del Venerdì Santo. Il massacro di Garissa è il peggior atto terroristico compiuto in Kenya dopo l’attentato all’Ambasciata Americana a Nairobi avvenuto nel 1998 dove persero la vita oltre 200 persone.

La città e il distretto di Garissa sono sotto attacco terroristico dal 2011. La città è situata a meno di 140 km dalla frontiera somala. Questo elimina i problemi logistici per delle incursioni militari dalla Somalia. Il primo luglio 2011 terroristi somali attaccarono simultaneamente due chiese a Garissa: La Central Catholic Cathedral e la chiesa AIC. I terroristi uccisero settanta persone e ne ferirono altre cinquanta. Il 30 settembre 2012 due poliziotti furono uccisi mentre pattugliavano la Ngamai Road a Garissa. Il primo novembre 2012 un poliziotto fu ucciso e un altro gravemente ferito a Garissa. Il 20 dicembre 2012 i miliziani di Al-Shabaab uccisero tre persone e ne ferirono una in Kenyatta Street a Garissa. Questo atto terroristico fu compiuto un giorno dopo l’attentato alla moschea Al Amin a Nairobi. Nel gennaio 2013 diversi attacchi alla granata e imboscate mortali sono stati perpetuati nel distretto e nella città di Garissa uccidente decine di persone tra le quali tre poliziotti. Altri attacchi minori sono stati compiuti durante il 2013 e il 2014 trasformando il distretto e la città di Garissa nel posto più pericoloso del Kenya.

La lettera di Wahome del 25 marzo 2015 dimostra oltre ogni ragionevole dubbio che i servizi segreti, l’esercito, la polizia e il governo kenioti erano a conoscenza della possibilità del massacro nove giorni prima. A questo punto sorgono terribili domande. Perché la sicurezza interna del Collegio Universitario di Garissa non ha aumentato la sorveglianza come indicato da Wahome nella lettera? Perché le Forze Armate e la Polizia non hanno garantito una sicurezza appropriate agli edifici universitari? Perché non è stato utilizzato il sistema satellitare per monitorare i confini con la Somalia fornito dall’esercito americano? I terroristi autori dell’attacco non appartengono alla cellula keniota affiliata ad Al-Shabaab. Sono tutti somali provenienti dalla Somalia.

Al posto di proteggere i cittadini il governo di Uhuru Kenyatta sta aumentando la repressioni contro di essi. Una repressione sopratutto rivolta alle comunità mussulmana e somala. Dal febbraio 2014 Garissa è sotto la morsa del terrore attuato dalle forze di sicurezza keniote. Diverse operazioni di polizia con il coinvolgimento dell’esercito, sono state attuate nella cittadina bruciando mercati e uccidendo decine di manifestanti, come successe

Il 20 novembre 2014 dove una donna fu giustiziata a sangue freddo con un colpo in testa e 35 altri manifestanti seriamente feriti.

Un gruppo di parlamentari guidati da Farah Maalim, hanno accusato l’esercito keniota di fomentare la violenza, lo stupro di donne, e l’uccisione di civili senza alcuna ragione. Il gruppo di parlamentari intende sottoporre il caso alla Corte Penale Internazionale accusando gli alti ufficiali dell’esercito per crimini contro l’umanità. Durante la repressione di Garissa attuata dal governo, i commercianti del distretto hanno perso 800.000 dollari in mancati profitti. Le attività commerciali sono praticamente ferme e la disoccupazione in aumento. Lo scorso gennaio l’Arcivescovo cattolico di Garissa ha invitato i fedeli a denunciare le violazioni commesse dall’esercito e dalla polizia contro i civili. “Siamo intrappolati in una situazione mortale. Se non sono i terroristi di Al-Shabaab ad ucciderci sono i nostri soldati e i nostri poliziotti” denuncia un commerciante di Garissa.

Andando oltre la commozione e la solidarietà per le vittime del massacro di Garissa e per le loro famiglie, è giunto il momento che i cittadini kenioti costringano il loro governo ad assumersi le responsabilità e a render conto delle gravissime violazioni dei diritti umani compiute in nome di una lotta contro il terrorismo che il governo non è capace di vincere. Invece di terrorizzare i cittadini kenioti da Mombasa a Garissa il governo deve proteggerli o presentare le sue dimissioni. Questo è il sentimento generale della popolazione keniota.

Fulvio Beltrami
Kampala, Uganda
@Fulviobeltrami

Una Risposta to “Breaking News. Il governo keniota era a conoscenza del massacro di Garissa dal 25 marzo 2015!”

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  1. Perché al-Shabab ha guadagnato terreno in Kenya. | AFRICAN VOICES - 6 aprile 2015

    funzionari di governo dicono che l’intelligence sapeva che al-Shabab stava progettando un attacco a una università. Perché poi hanno dimenticato proprio l’unica università nella regione dove si sono avuti

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