Archivio | aprile, 2015

Comunità Sant’Egidio. Cosa nasconde in Burundi?

29 Apr

La Comunità di Sant’Egidio è stato il principale sostenitore del genocidario Nkurunziza dal 2004.

Grazie ad essa il CNDD FDD ha preso il potere con il trucco delle elezioni democratiche.

La Comunità è una potenza in Burundi con stretta e lunga amicizia con il presidente.

Per anni ha influenzato i media cattolici italiani per dare un’ immagine rispettabile al regime tacendo sui piani di genocidio.

Non ha preso chiara posizione sulla morte delle tre suore italiane.

Non si è allineata alla condanna del clero burundese e del Vaticano al regime

Nel 2014 ha organizzato a Roma una misteriosa riunione con i terroristi ruandesi FDLR che il governo di Kigali ha denunciato come anti Rwanda.

Pochi giorni prima della crisi il suo leader si precipita in Burundi e pronuncia ai media frasi piene di lodi per Nkurunziza.

Ora si chiude nel silenzio.

COSA NASCONDE WUESTA COMUNITÀ?

Lupi travestiti da agnelli o genuini promotori di pace?

Presto potremmo leggere un intervista a questi costruttori di pace per capire la loro posizione in Burundi su Nkurunziza e Hutupower.

 

Fulvio Beltrami
Bujumbura, Burundi
@Fulviobeltrami

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Burundi. Situazione confusa. Compare il rischio di una guerra tra hutu.

29 Apr

Ieri la manifestazione multietnica indetta dall’opposizione non ha conosciuto il bagno di sangue della precedente indetta domenica 26 aprile dalla minoranza tutsi. Reparti dell’esercito si sono schierati a protezione dei manifestanti. Segnale che le forze democratiche all’interno dell’esercito non sono ancora state del tutto sconfitte. Misteriosi scontri armati sono avvenute alla periferia della capitale Bujumbura. Non si hanno notizie della dimensione di questi scontri nè delle parti coinvolte. Secondo fonti diplomatiche occidentali le Nazioni Unite in accordo con il Comando Ugandese della missione di pace in Somalia AMISOM avrebbero chiesto al contingente burundese di ritirarsi dalla missione a causa delle violenze sulla popolazione ordinate dal presidente Nkurunziza.

Si registrano movimenti di guerriglieri hutu FNL che si stanno dirigendo verso la capitale dall’interno del paese con intenzioni bellicose. Il FNL è il principale partito hutu che si oppone alla candidatura di Pierre Nkurunziza. Fonti ufficiose affermano che colonne di Imbonerakure e terroristi ruandesi FDLR fortemente armate stiano dirigendosi all’interno del paese per intercettare i guerriglieri FNL ed ingaggiare combattimenti nel tentativo di fermarli. I dissidenti all’interno del CNDD-FDD sono stati espulsi e molti hanno perso il lavoro presso l’amministrazione pubblica.

L’esodo dei tutsi sta aumentando. Ora sono quasi 20.000 i profughi diretti verso Tanzania e Rwanda. Accogliendo la richiesta del governo burundese il presidente Kabila ha dato ordine di chiudere le frontiere del Sud Kivu con il Burundi per non fare entrare i profughi tutsi. Notizie non ancora confermate parlano di una misteriosa milizia popolare che si sarebbe attività contro le forze genocidarie. Si registrerebbero delle imboscate contro i terroristi ruandesi delle FDLR. A questa milizia parteciperebbero agenti segreti e commandos dell’esercito ruandese. Fonti all’interno dello Stato Maggiore Ugandese informano ufficiosamente che se sarà necessario le truppe ugandesi entreranno in Burundi al fianco dell’esercito ruandese. Notizia seccamente smentita dal governo di Kampala.

Fulvio Beltrami
Bujumbura, Burundi
@Fulviobeltrami

Cosa succede im Burundi? Unica testimonianza giornalistica italiana in loco.

27 Apr

Sabato 25 aprile in una riunione straordinaria il CNDD-FDD ha proclamato il presidente uscente: Pierre Nkurunziza come candidato ufficiale per le elezioni presidenziali che si terranno il 26 giugno prossimo. “Ora sono il vostro candidato al 700%” urla Nkurunziza, evidentemente emozionato, ai suoi militanti circondato dalla sua guardia pretoriana formata dalle milizie genocidarie Imbonerakure. Il presidente, a cui la maggioranza della popolazione del piccolo paese africano si oppone al terzo mandato presidenziale, ha pronunciato un discorso duro e chiarificatore. Un discorso che solo i vincitori possono pronunciare. “Tutto il mondo è stato contro di noi, sopratutto quelli che ci hanno tradito. Li ringrazio perché ci hanno permesso di divenire più forti”. Il riferimento all’opposizione interna al partito e alle forze armate è evidente.

Nel discorso Nkurunziza ripercorre la storia del CNDD-FDD donando al partito un ruolo di salvatore della patria, trascurando i crimini commessi durante il decennio di guerra civile (1993 – 2003) e l’ideologia di supremazia Hutu a scapito della minoranza tutsi del paese che il partito ha nutrito e propagandato fin dalla sua creazione, avvenuta alla morte del Presidente Ndadaye, assassinato da dei militari golpisti, per la maggioranza tutsi. Una pagina nera nella storia del paese. Il CNDD-FDD tentò di attivare il genocidio. L’esercito tutsi riusci ad impedirlo attuando un orribile massacro. Migliaia di hutu furono uccisi in tutto il paese. Chiunque sospettato di essere un simpatizzante del CNDD-FDD venne abbattuto senza pietà indifferentemente dal sesso o dall’età.

Un episodio che l’ex presidente Pierre Buyoya ricorda mal volentieri, giustificandosi affermando che il massacro all’epoca era l’unico modo per impedire il genocidio. Dopo aver donato l’aurea salvatrice al suo partito Nkurunziza afferma che il terzo mandato è in linea con la volontà di Dio, sfidando cosi’ la Chiesa Cattolica e il Vaticano che dall’uccisione delle tre suore italiane nel settembre 2014, si è collocato al fianco dell’opposizione reclamando a viva voce la fine del regime razziale. Dopo essersi trasformato in uno strumento di Nostro Signore, Nkurunziza gioca il ruolo della vittima affermando che durante queste ultime settimane è sfuggito miracolosamente a due attentati. Notizia inedita che sembra non trovare riscontri nella realtà.

A metà discorso rispolvera sentimenti patriottici invocando l’unità del partito, recentemente messa a dura prova. “Occorre essere patriottici. Dobbiamo lottare contro i rumori, le calunnie, la zizzania. Occorre essere solidali tra di noi e conservare l’unità del partito”. Una unità in bilico fino all’ultimo momento. Notizie provenienti da fonti diplomatiche occidentali indicano che era pronto un candidato alternativo qualora la fazione contro Nkurunziza avesse prevalso. Trattasi del Generale Capo dello Stato Maggiore Prime Niyongabo, un fedelissimo di Nkurunziza e noto estremista della superiorità razziale Hutu. Alimentato da un odio cieco e viscerale verso la minoranza tutsi e verso gli hutu che desiderano superare l’artificiale divisione etnica, il Generale Niyongabo è citato nel rapporto delle Nazioni Unite sulla distribuzione delle armi alle milizie genocidarie Imbonerakure.

Sospetti gravano su di lui di aver bloccato il golpe democratico intentato dal Ministro della Difesa. Niyongabo è evidentemente rimasto in panchina in quanto il CNDD-FDD, debellati i “traditori” ha deciso di sfidare la Comunità Internazionale. La nomina di Nkurunziza, che apertamente parla di genocidio, è coerente alla natura del partito fondato sull’odio etnico e sulla corruzione. Uno dei suoi più famosi inni recita: “Amato Burundi ti libereremo dai parassiti venuti dal Nilo. Non gli permetteremo di continuare ad infestarti”.

Per finire Nkurunziza ha assunto il ruolo di garante della democrazia promettendo libere e trasparenti elezioni. Una promessa assai improbabile da mantenere visto le attività di terrorismo ed esecuzioni extra giudiziarie compiute dalla sua guardia pretoriana Imbonerakure e dal supporto militare di 8.000 terroristi ruandesi (quelli delle FDLR) che di fatto controllano il paese contrapponendosi alla fazione democratica all’interno dell’esercito, evidentemente sconfitta. Nkurunziza, benedetto da Dio, patriottico, salvatore della nazione e della democrazia, sabato 25 settembre si è talmente sentito dalla parte della vittoria assoluta che non ha esitato a lanciare terrificanti moniti ai “farraginosi” in caso che avessero tentato di manifestare contro la sua candidatura, ora ufficiale. Ma la frase più sinistra è stata pronunciata verso la fine del discorso, prima che gli inni di partito osannassero la sua candidatura. “Il Burundi soffre di un grave problema democratico che diventerà un incubo tra trent’anni. Occorre fare qualcosa. Agire”. Un discorso simile fu pronunciato da Agathe Habirymana, moglie del presidente ruandese Juvenal Habirymana, qualche mese prima del fatidico aprile 1994…

L’avvertimento ai “farraginosi” si è trasformato in realtà il giorno successivo: domenica 26 aprile 2015. Una manifestazione popolare è stata violentemente repressa dalla polizia, milizie Imbonerakure e dai terroristi ruandesi FDLR giunti in massa nella capitale: Bujumbura. Il bilancio ufficiale parla di 3 morti, 15 feriti e qualche centinaio di arresti, quest’ultimi confermati anche dalla corrispondente di Radio France International Sonia Rolley. Osservatori regionali temono che le cifre ufficiali nascondino un massacro di entità eguale a quello commesso dal presidente congolese Joseph Kabila per reprimere i motti pre rivoluzionari scoppiati lo scorso gennaio. Nel vicino Congo sono stati recentemente scoperti 432 cadaveri in una fossa comune vicino alla capitale Kinshasa, molto probabilmente appartenenti ai manifestanti trucidati. Le immagini dei corpi di manifestanti burundesi ricoperti di sangue che sono riuscite a sfuggire dalla stretta censura e silenzio imposto dal governo, facendo il giro del web, rafforzano i dubbi degli osservatori regionali.

La popolazione non ha accolto in massa l’invito a partecipare alla manifestazione, fosse stata vietata dalla polizia. La maggior parte dei manifestanti era tutsi. I maggior concentramenti si sono registrati nella capitale e a Cibitoke. Testimonianze oculari affermano che dopo qualche gas lacrimogeno la polizia, gli Imbonerakure e i ruandesi delle FDLR hanno sparato proiettili veri ad altezza d’uomo. Scontri generalizzati sono sorti ma prontamente contenuti dai reparti anti sommossa della polizia burundese in pieno assetto di guerra. La manifestazione di domenica scorsa, con il pesante tributo di sangue pagato dalla popolazione, ha evidenziato una realtà. La prima è che i Generali golpisti che hanno tentato di riportare la democrazia nel paese sono stati sconfitti. Alcuni affermano che molti di essi sono in fuga. Era prevedibile in quanto dopo il disarmo delle milizie Imbonerakure presenti in Bujumbura non si è proceduto ad arrestare il presidente e a formare un governo di unità nazionale come era negli intenti originali dei Generali ribelli. Hanno perso tempo prezioso permettendo a Nkurunziza di effettuare un contrattacco con evidente successo.

Il mancato golpe è stato evidentemente evitato da dissidi interni all’esercito probabilmente opera del Generale Adolphe Nshimirimana ex capo dei servizi segreti, sospettato di essere il mandante del triplice omicidio delle nostre tre connazionali ed ora coordinatore delle milizie Imbonerakure e dei terroristi ruandesi FDLR.

L’opposizione della maggioranza hutu segue le direttive del FNL (Fontre Nazionale di Liberazione), il secondo partito hutu che ha abbandonato l’ideologia Hutupower per allinearsi alle idee democratiche. Il leader del partito: Agathon Rwasa, ha indetto una manifestazione generale per oggi, lunedi 27 aprile. Rwasa si è rifugiato presso l’Ambasciata americana a Bujumbura. Gli Stati Uniti hanno deciso di proteggerlo forse considerandolo una alternativa a Nkurunziza. Al momento porre a capo del paese un leader tutsi sarebbe una imperdonabile provocazione. La manifestazione di oggi ha ricevuto l’adesione dei principali partiti d’opposizione, sindacati, clero cattolico, associazioni per i diritti umani e organizzazioni non governative burundesi e dovrebbe confermare il carattere multi etnico della protesta, unica garanzia contro il genocidio nel paese.

Se la maggioranza hutu e i giovani tutsi degli ambienti urbani sembrano determinati ad opporsi è iniziato l’esodo della minoranza tutsi, terrorizzata dal rischio di genocidio. Centinaia di tutsi burundesi stanno oltrepassando il lago Nyansa (confini con la Tanzania) e i fiumi Ruhwa (confine con il Rwanda) e Ruzizi (confine con il Congo) rifugiandosi nei distretti di Zashe, Ngonya, Kongorwe, Kiziba (Tanzania), al sud del Rwanda e nel provincia del Sud Kivu (Congo). Le testimonianze raccolte dal network burundese di informazione libera Iwacu rendono in pieno l’angoscia che sta vivendo la minoranza tutsi nel paese. “Ho preferito abbandonare gli studi e fuggire per non rischiare di essere ucciso” confida uno studente dell’Università del Burundi. “Siamo fuggiti dal Burundi perché la situazione si sta rapidamente deteriorando” testimonia Evelyne Kabura, madre di tre figli.

Quando abbiamo visto che le armi confiscate ai civili dall’esercito sono state nuovamente ridistribuite abbiamo compreso che era giunto il momento di abbandonare il paese destinato a sprofondare nell’orrore” afferma Alphonse Nibaruta ora rifugiato in Tanzania. “Tutti i segnali indicano che il peggio sta per arrivare in Burundi” avverte Levis Minani, cittadino della collina di Kiderege nel Comune di Nyanza-Lac anch’egli rifugiatosi in Tanzania. Le autorità burundesi, congolesi e tanzaniane stanno nascondendo l’esodo in atto per ragioni non ancora note. Il governo ugandese si è dichiarato estremamente preoccupato della situazione mentre quello ruandese ha dato ordine di rafforzare le divisioni dell’esercito stanziate ai confini con il Burundi.

Diversi rifugiati parlano di centinaia di giovani tutsi burundesi che vengono reclutati oltre i confini del Rwanda da una misteriosa milizia di difesa popolare. Forti i sospetti che sia opera del governo e dell’esercito ruandesi. Una milizia tutsi che emuli le gesta del Fronte Patriottico Ruandese che liberò il Rwanda dal regime razzial nazista e fermò il genocidio dopo cento lunghi giorni di mattanza generalizzata sotto la coordinazione e la protezione dell’esercito francese. Questa milizia, se esistente, non avrebbe la forza del FPR del 1994 rischiando di giocare il mero ruolo di facciata per giustificare un’invasione ruandese come fu nel caso della guerriglia del ex presidente congolese Laurent Desirè Kabila nel 1996.

Altre informazioni provenienti da fonti degne di fiducia avvertono che in Tanzania è nata un’altra milizia paramilitare a maggioranza hutu che starebbe ricevendo formazione militare da veterani della guerriglia del CNDD-FDD. Una notizia che, se confermata, aprirebbe lo spazio a pesanti dubbi sulla posizione adottata dal governo tanzaniano e dal presidente Kikwete sul Burundi. Recentemente la Tanzania ha dichiarato di volersi allineare alla politica della East African Community contro le forze genocidarie presenti nella regione e di sostenere gli sforzi di pace del Kenya, Rwanda Uganda. Il reclutamento e la formazione militare in suolo tanzaniano di giovani hutu rappresenterebbero una evidente contraddizione di cui i governi di Kigali, Kampala e Nairobi stanno tentando di analizzare per comprendere le reali intenzioni di uno degli Stati fondatori della Comunità Economica dell’Africa Occidentale.

La lotta tra le forse genocidarie e quelle democratiche in Burundi è lontana da essere terminata e il suo esito è destinato ad influenzare il futuro dei paesi confinanti, primi tra tutti: Congo e Rwanda.

Fulvio Beltrami
Bujumbura, Burundi
@Fulviobeltrami

Good news for World Malaria Day!

25 Apr

Today we celebrate World Malaria Day. Every year, 3.2 billion people are at risk of contracting malaria. This leads to about 198 million malaria incidents and an estimated 627.000 deaths. Those living in the poorest countries are the most vulnerable to the disease. It’s in Africa that malaria takes epidemic proportion. According to the WHO, 90 percent of the estimated global malaria deaths occurred in Africa. Between them 62% are children aged under 5. Despite West propaganda and public opinion ignorance malaria is one of the first cause of death in the Continent with Tuberculosis. Comparing to malaria HIV/AIDS became an irrelevant problem.

Malaria is a disease caused by a parasite called Plasmodium, transmitted through bites from infected mosquitos and is an endemic sickness in several countries. Symptoms of malaria include fever, headache, and vomiting, and usually appear between 10 to 15 days after the mosquito bite. If timely treatment is not provided, it rapidly becomes life-threatening because it disrupts the blood supply to vital organs.

The pandemic has a devastating socioeconomic impact on African countries causing poverty because of absenteeism from work and school, thereby rendering children unequipped for promising careers. African governments spend trillions of dollars to prevent and treat malaria. Unlucky these funds are not enough so they are forced to ask Aid Agencies intervention, increasing their political and economic dependence to West. Despite their efforts African governments are often criticized by West academics and accused to don’t do their best.

The main interventions for controlling the spread of malaria include the prompt and effective treatment with artemisinin-based combination therapies; use of insecticidal nets by people at risk; and indoor residual spraying with insecticide to control the vector mosquitoes. Since the first research in 1987 the International Scientific community has not yet discovered a Vaccine.

Anyway good news had reached the African public opinion just some weeks ago. GlaxoSmithKline has terminated the phase 3 (human experimentation) of its vaccine RTS,S/AS01, the first malaria vaccine able to reach advanced trials with success. 16,000 children has vaccinated with RTS,S/AS01 in seven African countries: Burkina Faso, Gabon, Ghana, Kenya, Malawi, Mozambique and Tanzania. The campaign, started on October 2005, has meanly target children aged 5-17 months assuring an effective coverage between 46 and 30%. The RTS,S consists in a sequence of two circumsprozoite proteins and the hepatitis B surface antigen (HBsAg) that intracellularly and spontaneously assemble into mixed polymeric particulate structures that are each estimated to contain, on average, 100 polypeptides.

Knowing that the parasite has mastered the art of eluding the human immune system, researchers behind the vaccine, known as RTS,S, focused on the form of the parasite that is injected by the mosquito. They have fused a portion of one of the main surface proteins to a surface protein of a virus that the body can more readily recognize, in this case the hepatitis B virus surface protein. The hypothesis is that this would help to stimulate the immune system to prevent infection by the malaria parasite before it escapes the liver and breaks out into the blood. Alongside that, there is an “adjuvant” system to boost the immune response, significantly increasing the levels of antibodies that can block infection of liver cells and harnessing T-cells to attack any parasites that may escape and go to ground in the liver.

Prof. Brian Greenwood, study author and professor of clinical tropical medicine at the London School of Hygiene and Tropical Medicine declares a little disappointed by the results of the clinical trials. Anyway he explains that it will be impossible at the moment to reach the success seen in measles vaccines with 97% efficacy. This it’s due of the particularities of Malaria parasite present in mosquitoes that is genetically complicated. It has a very complicated life cycle and it has learnt how to evade the immune system over hundred of years. European Medicines Agency and WHO if satisfied about the experimentation data could licensed RTS,S/AS01 on August allowing to GlaxoSmithKline to commercializing the vaccine starting from October of this year.

WHO wants give priority of immunization campaing to Africa and a controversy has already come out about who must pay the cost. African Union intend request to U.N and International Community a 100% free immunitation for the children aged under 5. The request seems supported by Roll Back Malaria Partnership an umbrella organization of 500 partners (Worldwide endemic countries Representatives, non-governemental organization, international research institutions). GlaxoSmithKline has not yet pronounced herself on the matters. Several observer will find difficult that the famous pharmaceutical company will allowed to a free immunization in Africa after the failed vaccine of Ebola discovered by Italian researchers from Napoli. The research has cost millions of dollars without tangible results in the three African countries victims of the recent Ebola epidemic. As usually business and human life protection duty are difficult to conciliate.

Fulvio Beltrami
Kampala, Uganda
@Fulviobeltrami

Africa to Africans. Would be right.

22 Apr
I’m coming late, I know.

I often, maybe it’s age, or maybe it’s the inability to rationalize immediately, to get them through stunning when you suffer a trauma
as after a fall from a bike, after a tumble during which the whole world is swirling around, when you stop and you sit to consider that, despite the scratches, pain and shame, are you there yet.

I’m coming late and has already been said so much, even too much, to the point of not knowing whether to say again: why, then.

But I can not hold it in and I can not suppress it and put it to rest.
I saw a picture yesterday, a little girl with cute dresses, green pants and a blouse with fantasy flowers on red: almost went to a party or in a place where it’s kind present themselves well.

She floated expanse, seemed asleep. She could have five years old.

No, I really just can not take it off, eyes, stomach.

The sea rocked her, stepfather, murderess innocent. Actually held her, almost in exposition, to show what we were capable of. All.

The sea is cold and when it is dark black with fear, because envelops you and goes everywhere.

What is now specify that the child was African, with dark skin?

Or the fear is different for a little girl with pink skin and delicate, when only hear cries of despair and does not find the arms of his mother to lift it and save it?

What is the consideration that my children were born in Africa, to establish that my dismay at this indifference of the world is enormous and my involvement is conditioned?

Deliberately I avoid reading newspapers items .
Often the hyperrealism of pain he functions as an anesthetic for overexposure.

I avoid to consider the comments of those who greeted with derision violent and vulgar tragedy “of the sea“, not because they are odious, but it is not the fault of scavengers if someone dies.

It does not quite stand the hypocrisy of those who clings in deviant analysis: the Libyan crisis; of those seeking palliative solutions, to those who can not see the real problem, of those who imagine ephemeral interventions and facade: the blockade, the sinking of the boats ……….

Triton, Mare Nostrum, you see that Italy’s problem is its dependence on the “griffe” and by the designers of the definitions.

The only real solution, which everyone knows, but no one mentions is the return of Africa to Africans.

The only effective deterrent to not push millions of children, women and men to abandon their homes, their land and their roots is to return their water, traditional plantations, oil, gas, diamonds, minerals and precious metals for high technologies.
To be able to live of their work, their resources, without having to run away.

The wars? Are the tool that was introduced on purpose to destabilize any attempt to be normal. Here, for the sake of compensation, we should take action to disarm the violent and bloodthirsty mercenaries, to create conditions of stability and security.
This should take care everyone, not just the Europeans.

How much would all this corporations, arms manufacturers, the world economy?
I do not know.

But it would be right.

Africa agli africani. Sarebbe giusto.

22 Apr

Arrivo tardi, lo so.

Mi capita ormai spesso, forse è l’età, o forse è l’incapacità di razionalizzare subito, di riuscire a superare lo stordimento di quando subisci un trauma
come dopo una caduta dalla bici, dopo un capitombolo durante il quale tutto il mondo circostante ha preso a vorticare intorno e che, quando ti fermi e rimani seduto a considerare che nonostante graffi, dolori e vergogna, ci sei ancora

Arrivo tardi ed è già stato detto tanto, pure troppo, al punto da non sapere se dire ancora: a che scopo, poi.

Ma non ce la faccio a tenermelo dentro e non riesco a sopprimerlo e zittirlo.
Ho visto una foto ieri, di una bambina con vestitini carini, i pantaloni verdi ed una casacchina con fantasia a fiori sul rosso: quasi andasse ad una festa, o in un posto dove è garbato e cortese presentarsi bene.

Galleggiava distesa, sembrava addormentata. Poteva avere cinque anni.

No, proprio non ce la faccio a toglierlo dalla mente, dagli occhi, dallo stomaco.

Il mare la cullava, patrigno, assassino incolpevole. In realtà la teneva, quasi in ostensione, per mostrarci di cosa siamo stati capaci. tutti.

Il mare è freddo e quando è buio è nero di paura, perché ti avvolge ed entra dappertutto.

Serve adesso specificare che la bambina era africana, con la pelle scura?

O la paura è diversa per una bambina con carnagione rosata e delicata, quando sente solo grida di disperazione e non trova le braccia di sua madre a sollevarla e salvarla?

Serve la considerazione che i miei figli siano nati in Africa, per stabilire che il mio sgomento di fronte a questa indifferenza del mondo è spropositato ed il mio coinvolgimento è condizionato?

Volutamente evito di leggere articoli giornalistici.
Spesso l’iperrealismo del dolore ha funzione anestetica per sovraesposizione.

Evito di considerare i commenti di chi ha salutato con irrisione violenta e volgare la tragedia “del mare”, non perché non li trovi odiosi, ma perché non è colpa dei necrofagi se qualcuno muore.

Non riesco però a sopportare l’ipocrisia di chi si avviluppa in analisi devianti: la crisi libica; di chi cerca soluzioni palliative, di chi non riesce a vedere il problema vero, di chi immagina interventi effimeri e di facciata: il blocco navale, l’affondamento dei barconi……….

Triton, Mare Nostrum, stai a vedere che il problema dell’Italia è la sua dipendenza dalle “griffe” e dagli stilisti delle definizioni.

L’unica vera soluzione, che tutti conoscono, ma che nessuno cita è la restituzione dell’Africa agli africani.

Il solo deterrente efficace per non spingere milioni di bambini, donne e uomini ad abbandonare le loro case, le loro terre e le loro radici è di riconsegnare loro l’acqua, le piantagioni tradizionali, il petrolio, il gas, i diamanti, i minerali preziosi ed i metalli per le alte tecnologie.
Per poter vivere del loro lavoro, delle loro risorse, senza dover scappare.

Le guerre? Sono lo strumento che è stato introdotto artatamente per destabilizzare qualsiasi tentativo di normalizzazione. Qui, per dovere di risarcimento, dovremmo intervenire a disarmare i violenti e sanguinari mercenari, per ricreare condizioni di stabilità e sicurezza.
Di questo dovrebbero farsi carico tutti, non solo gli europei.

Quanto costerebbe tutto ciò alle multinazionali, ai fabbricanti di armi, all’economia mondiale?
Non lo so.

Ma sarebbe giusto.

 

di Francesco Montemurro

Burundi. Les militaires américains quittent le pays a’ cause de la crainte d’un genocide.

20 Apr

“On viens d’annoncer dans les radio privées ici que tout les militaires américains et hollandais qui étaient chargés de la formation des militaires Burundi devant se rendre dans des missions de maintien de la paix en Somalie et ailleurs viennent de suspendre les activités officiellement pour des raison s de congé mais en réalité c’est suite à la situation politico-sécuritaires actuelle.

Hussein Radjabu, ancien chef du parti CNDD-FDD (celui qui s’est récemment évadé de prison ) vient de confirmer l’existence d’un plan de génocide en préparation par le groupe NKURUNZIZA avec une collaboration active des Interahamwe – FDLR, qui d’après lui sont déjà sur place et entraînent activement les imbonerakure.

La suspension des activités de ces militaires américains et hollandais est un signe évident que quelque chose de très grave est en vue ! Comme il est un signe de l’hypocresie occidentaux. A’ la place d’evaquer le pays serais mieux que le militaries américains et hollandais combattent a cote des forces burundais democratiques pour empecher ce horrible crime contre l’humanitè. Est ce que l’histoire du Rwanda 1994 se va a’ repetre? Les seules forces determinees a’ empecher le genocide sont pour l’instant: Rwanda et Ouganda.

 

Fulvio Beltrami
Ouganda, Kampala
@Fulviobeltrami

Burundi. I soldati americani abbandonano il paese per paura di un imminente genocidio.

20 Apr

Ricevo notizie da varie fonti che i soldati americani e olandesi, incaricati alla formazione dei militari burundesi impegnati nella missione di pace ONU in Somalia, hanno sospeso le attività per delle ragioni “ufficiali” di congedo. In realtà al deteriorarsi della situazione politica e della sicurezza nel paese.

L’ex leader del partito al potere CNDD-FDD, Hussein Fadjabu (recentemente fuggito dalla pringione) ha confermato un piano di genocidio preparato dal Presidente Nkurunziza in collaborazione con le Interahamwe – FDLR (terroristi ruandesi) che sono nel paese e stanno addestrando le milizie burundesi Imbonerakure alla “gestione” del genocidio.

La sospensione delle attività da parte dei soldati americani e olandesi è un segno che qualcosa di molto grave sta per accadere nel paese. Come è un segno dell’ipocrisia occidentale. Invece di evacuare il paese non sarebbe meglio che i soldati americani e olandesi combatessero al fianco delle forze burundesi democratiche per impedire l’orribile crimine contro l’umanità. La tragedia del Rwanda 1994 è destinata a ripetersi. Le sole potenze determinate ad impedire il genocidio in questo momento sono il Rwanda e l’Uganda.

Fulvio Beltrami
Uganda, Kampala
@Fulviobeltrami

MY HOME IS AFRICA.

16 Apr

My name is Congo, Nigeria, Somalia, Ethiopia, DR Congo, Zimbabwe, Rwanda, Malawi … and my home is Africa. Did you hear me I said my home is Africa, I guess that makes me African. Yet somehow the South of my African takes away my feet when I’m walking, cuts my tongue when I’m talking, I’m unwanted and she keeps on aborting the idea of me being here.

Here in my own home bruised by her sons under the tears of the sun that want to wash away the memory of this horrific betrayal. My own Home crucify me with nails, in my hands, yet nails supposed to build our land. Count down the hours because there’s nothing that’s really ours, it’s just a theirs and them. They prefer the might of the sword rather than a pen, prefer blood and pain, prefer that we are not the same ,yet we have the same color blood in our veins, yet its seems that my part of Africa is shedding blood in the streets washed down the drains. We loosing life while they loosing brains, or maybe the sanity of identity in what is AFRICA’S name. For being a slave is what has been Africa’s fame … for freedom we fight, was once our claim.

It was a fight of black against white, but now black fights itself and fights the night with no light or insight into the true meaning of “Its my right”. it’s your right to stop a white from enslaving and oppressing a black, we all know that was never wright, but what about the right to live and be alive wherever I like, like the constitutions writes. You forget apartheid; it’s in your history books written in black and white. But I guess now we color blind and can’t see wrong from wright, we can’t see black Africa put black Africa in a black tire and with red fire set Africa alight.

Begging for mercy but South of my Africa never heard him, and as he burned he screamed and cried, We can’t see or we choose not to see such an awful sight, it’s a sight for sore eyes. South of Africa sent flying stones, telling me this is not my home. This is not my land this is not my country, is it about your country? Or really about your money?

The man on your money said there will never be oppression of one man upon another, but it seems south of my Africa has betrayed Nelson Mandela, Madiba and the Father redeemer you needed a healer so you prayed Nkosi sikelel’ Afrika (God bless Africa) and yes he blessed it but now you have cursed it by Spilling innocent blood into its soil and seas. Crippled her with the disease of want and greed Nkosi sikelela, thina lusapho lwayo (God Bless Her Children).
But we have broken Gods law and with our own cruel hands we closed his open door, and failed to love others as he has loved us.

We don’t know love we only know lust. Me myself and I, EYE watched Africa die, choking on vomit because she couldn’t swallow her pride. The truth is that your constitution lies, and its people take lives with no regret. Maybe we will forgive but we will never forget, but we will always be remembered like memories of this betrayal is all we have left. We gave you trust but you gave us death. We the unwanted guests unwanted at the party there’s no you and me there’s only an ANC, who can’t give you what they promised yet you put the blame on me.

I didn’t take your jobs, I only took what you gave me and that was an opportunity. To work smart and work hard, the only thing hard you know is your head, and soft pot belly lying in your bed. But have no fear XENOPHOBIA, this is my Africa my home, and my name will always be here.

If Mother Africa was meant for this, then I’m shamely raise my right fist and say”God Help Us

Letter by Sammy Mohlouoa Sibi
To African Voices

A 14-year-old boy from KwaMashu, KwaZulu-Natal has been killed in a Xenophobic attacks.

16 Apr

The boy was shot dead when security the guards and group looters clashed. Two security guards have been arrested in connection with the shooting the boy’s death.

While talking to Eye Witness News, the owner of a security company confirmed the arrest of the two security guards. He said his guards “were facing a situation where the crowd were throwing stones at them, and some shots were fired. They responded with some warning shots. Four shots were fired in the direction of my guard, and he responded with two shots. It’s believed the boy was shot from one of these two shots. The boy was with the attackers. According to the guards, “he was on the roof and the shots were coming from that direction.

He also revealed that the two arrested guards are due to appear in court today.

The 14 year old boy has become the seventh person to be murdered in the KZN xenophobic attacks over the past two weeks.

One of the young community leaders Bonginkosi Mkhize said “I strongly condemn the lost of lives especially children. We must also encourage communities not to involve minors in such activities

Mkhize went on to say “I also strongly believe that South African government need to revisit and amend foreign policies.”

Another young leader from Durban Renee Ntshingila echored the same sentiments. Ntshingila said “I am so against this whole xenophobic thing” This is so inhuman, we are all Africans after all.”

by Lwazi Nyanakancesh Nongauza
Johannesburg, South Africa