Fairphone. Telefonino etico o inganno pubblicitario?

27 Mar
La ditta olandese Fairphone ha lanciato il telefonino etico, fatto con il coltan libero dalle zone di conflitto. Dopo il caffe’ etico solidale e i prodotti biologici spunta anche nell’elettronica la fetta del mercato “alternativo”.

La campagna pubblicitaria lanciata dal 2014 sembra non avere avuto grande originalità di idee. Le foto sono quelle classiche da ONG: giovani con le magliette Fairphone, tutti belli e puliti, fotografati assieme a bambini negri sporchi, malvestiti e africani adulti semi pezzenti. Questo nel settore è denifito “Poverty Marketing”, un ramo della pubblicità che sfrutta la povertà del Terzo Mondo per vendere un prodotto.

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La Fairphone afferma di comprare coltan in miniere di nove paesi produttori diversi, ma nel suo sito si accenna solo alla Repubblica Democratica del Congo, senza dare indicazioni di dove sono ubicate queste miniere e chi detiene la proprietà.

In Congo il coltan è presente solo all’est: Nord Kivu, Sud Kivu, Maniema. E’ monopolio della famiglia Kabila, Generali dell’esercito e terroristi ruandesi delle FDLR. Uganda e Rwanda fungono il ruolo di ricettatori certificando il coltan estratto in Congo come prodotto nei rispettivi paesi africani. La missione di pace ONU – MONUSCO conosce nei dettagli il traffico, ma non interviene, limitandosi ad ignorarlo. Questo clima permette alle multinazionali Americane ed Europee di comprare il coltan congolese delle zone di conflitto raggirando la legge americana Franck-Dodd e la recente (quanto blanda) legge europea in materia di minerali provenienti da zone di conflitto.

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Fairphone afferma di comprare il coltan da cooperative minerarie in Congo e da piccoli artigiani, facendo molto attenzione a non spiegare al consumatore la realtà del monopolio mafioso all’est del Congo che controlla il 100% delle produzioni di coltan.

Un nome tanto per fare esempi concreti. Il mediatore unico del coltan per l’est del Congo risiede ed opera a Goma, capoluogo della provincia del Nord Kivu. Non si conosce il suo nome solo il soprannome e la sua nazionalita’. Tutto lo chiamano Barman. Trattasi di un ex pilota militare Iraniano giunto in Congo nel 1996 per intraprendere il business. A conoscerlo sembra una persona affabile, generosa, amante della bella vita e delle belle donne, anche se esagera un po troppo con l’extasy. In realtà è uno spietato criminale che ha la fama di regolare i conti con chiunque osi non passare attraverso il suo canale per la vendita del coltan che sia questo africano o bianco.

Ne’ tanto meno la Fairphone spiega che spesso questi produttori indipendenti estraggono piccole quantità di coltan da miniere clandestine ed illegali, non riconosciute dallo Stato, pagando una tassa ai vari gruppi guerriglieri che infestano il Sud Kivu. Chi osa non pagare il pizzo viene abbattuto come monito ad altri intraprendenti liberi professionisti.

Nel suo sito la Fairphone si preoccupa solo di dare l’impressione di essere una ditta etica e pulita senza troppe spiegazioni. A supportare questa pubblicità una serie di testimonial di varie nazionalità. Si afferma una vendita di 60.000 modelli. Il target e’ il cliente “alternativo di sinistra” e il mondo delle associazioni e ONG.

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Per supportare la sua immagine etica, Fairphone organizza anche visite guidate nelle miniere del Congo, senza spiegare come farebbe ad assicurare la sicurezza dei turisti nelle zone infestate da guerre e bande armate genocidarie. Sul suo sito pubblica anche testimonial di queste visite guidate. Tutti le testimonianze peró non specificano i luoghi di queste miniere. Ci si attiene ad un vago accenno: “miniere al confine tra Rwanda e Congo” “miniere del Nord Kivu”. Maggiori informazioni riguardano le miniere in Rwanda “una vicina a Kigali” (la capitale) e una vicina a Muzanze. Della prima non ho nessuna informazione. Della seconda sì. Trattasi di una miniera di coltan di scarso giacimento utilizzata dal governo ruandese per far passare come produzione locale il coltan che proviene dal Congo. Un segreto di pulcinella sempre negato dal governo ruandese.

Questa serie di incongruenze e informazioni entusiastiche, ma vaghe, di per sè non sono sufficenti per trarre conclusioni.

I rabbiosi attacchi e opera di diffamazione orchestrata alle mie spalle da congolesi e da alcuni rwandesi di cui mi hanno avvertito vari miei lettori dandomi prove concrete, ha fatto scattare il fiuto del giornalista, facendomi comprendere che vale la pena aprire un’inchiesta direttamente sul terreno.

Sono pazzo a rendere noto il mio intento? Non preoccupatevi ho i miei canali collaudati da un decennio. Il rischio è minimo se si precisano date e luoghi solo a missione conclusa. Prima della pubblicazione dell’inchiesta darò l’opportunita’ alla ditta olandese di confutarla o di dare eventuali spiegazioni.

Se risulterà che le affermazioni di Fairphone corrispondono al vero compreró subito un loro modello gettando nel pattume il mio Nokya X.

 

Fulvio Beltrami
Kampala, Uganda
@Fulviobeltrami

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8 Risposte to “Fairphone. Telefonino etico o inganno pubblicitario?”

  1. Marta 26 febbraio 2016 a 08:11 #

    Salve. E’ possibile sapere se l’inchiesta è stata svolta e se ci sono informazioni disponibili in merito? Grazie.

  2. Michelle 8 maggio 2016 a 00:31 #

    Ci sono aggiornamenti sull’argomento?

  3. Marco 16 maggio 2016 a 09:47 #

    Anch’io gradirei essere aggiornato. Spero che l’autore, quando ci saranno novità, lo scriverà commentando a sua volta, facendomi così arrivare una notifica via email come da me predisposto.

  4. ANNA BENTIVOGLIO 27 maggio 2016 a 16:55 #

    Salve! Mi sto informando per acquistare un cellulare e il
    carbone mi sembrava essere quello giusto. Ma, letto l’articolo no deciso di aspettare. Nel frattempo è accaduto qualcosa?
    Anna

  5. Marco Malatesta 1 luglio 2016 a 08:28 #

    L’articolo riporta la data 27 marzo, ma non specifica l’anno. Lo dico io (a me l’ha detto Google): 2015. Quindi, dopo più di un anno dalla sua pubblicazione, e dopo più di un mese dalle richieste dei commentatori su questa inchiesta, dico… Allora? È stata fatta? È ancora in corso? È stata abbandonata? Quando si scrive un articolo del genere si dovrebbe tenere aggiornati i lettori.

  6. Paola ricca mariani 21 agosto 2016 a 14:37 #

    Non vedo l’ora di sentire la replica della ditta,.visto che ho comprato il fairphone. Io sono una.che preferisce dare fiducia ma leggo anche con attenzione le inchieste serie.

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  1. Fairphone. Telefonino etico o inganno pubblicitario? | Stultorum infinitus est numerus. - 5 giugno 2016

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