Burundi. Il Presidente Nkurunziza sul piede di guerra.

16 Feb

Nonostante le proteste popolari ed internazionali il presidente Pierrre Nkurunziza ha annunciato che sarà il candidato per il partito al potere CNDD-FDD per le elezioni che si terranno il prossimo giugno. L’annuncio è la risposta alla campagna promossa da oltre 300 gruppi della società civile burundese per impedire il terzo mandato ad Nkurunziza.

Il Presidente ha avvertito che ogni tentativo di protesta sarà duramente repressa. L’avvertimento riguarda anche i leader dell’opposizione. “Ogni persona che cercherà di portare la gente in strada sarà considerato un nemico del paese e trattato di conseguenza”, afferma il presidente Nkurunziza.

A Bujumbura e nelle principali città del paese si sta assistendo ad un rafforzamento della polizia e delle milizie genocidarie Imbonerakure. Un patto di mutua collaborazione è stato siglato con il gruppo terroristico ruandese FDLR che è attualmente protetto in Burundi. In caso di necessità i miliziani delle FDLR interverranno in difesa del presidente.

Imbonerakure e FDLR milizie hanno lanciato una campagna di esecuzioni extra giudiziarie all’interno del paese eliminando oppositori politici e massacrando intere famiglie di tutsi. Vari osservatori regionali ed internazionali concordano che il paese è sull’orlo della guerra civile. È stato rafforzato il contingente militare ruandese posizionato ai confini con il Burundi per prevenire una invasione delle FDLR. L’esercito ruandese è sotto stress, impegnato a controllare i confini con il Burundi, Congo e Tanzania. All’interno dello Stato Maggiore ruandese vi è una disputa se lanciare un attacco preventivo e destituire il regime di Nkurunziza o se attendere l’evolversi degli eventi. La prima opzione necessiterebbe del consenso dei presidente Keniota e Ugandese in quanto i rispettivi paesi sono legati con il Rwanda da un patto di protezione comune militare.

A complicare la situazione arriva la decisione della Missione di Pace ONU in Congo (MONUSCO) di non appoggiare l’offensiva militare dell’esercito congolese (FARDC) contro le FDLR all’est del Congo. Non è chiaro se questa decisione preveda o no azioni militari unilaterali contro le FLDR attuata dalla Brigata Africana d’intervento composta da eserciti forniti da Malawi, Tanzania e Sud Africa.
Nel caso che la MONUSCO opti per una passività militare parte del contingente FLDR rifugiatosi in Burundi potrebbe ritornare indisturbato all’est del Congo in quanto l’offensiva militare lanciata dal governo di Kinshasa è una farsa. Nessun combattimento si registra contro le posizioni FDLR in Congo.

Nel caso di rientro di parte del contingente FLDR stazionato in Burundi si apre lo scenario di una possibile invasione del Rwanda su quattro distinti fronti: Nord Kivu e Sud Kivu in Congo, nord est del Burundi e sud della Tanzania dove sono stazionati circa 2.000 miliziani delle FDLR.

 

Fulvio Beltrami per African Voices
Uganda, Kampala@FulvioBeltrami

 

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