Ebola: Intervista a Saverio Bellizzi, Epidemiologo di MSF nelle zone calde dell’epidemia

22 Ago

Da circa 9 mesi il virus Ebola sta mietendo vittime e infetti in Guinea, Sierra Leone e Liberia. In questi mesi African Voices ha seguito l’evolversi dell’epidemia e molte sono state le domande che ci siamo posti. Oggi, grazie all’Ufficio Stampa di Medici Senza Frontiere, ho avuto la grande occasione di parlare con Saverio Bellizzi, Epidemiologo di riferimento di MSF nelle aree più colpite. Ecco cosa mi ha detto:

D) Quanti mesi fa è realmente scoppiato Ebola in West Africa e quali paesi sono realmente coinvolti adesso?
R) Le prime notizie ufficiali sono arrivate a febbraio, ma in verità i primi casi sono stati registrati in Guinea tra dicembre e gennaio a Guéckédou, nel sud est del paese. Noi eravamo nell’area già una settimana dopo. Poi è arrivata in Sierra Leone lungo i confini e dopo in Liberia

D) Che tu sappia è coinvolta anche la Costa d’Avorio?
R) Non abbiamo avuto segnalazioni di questo genere in Costa d’Avorio.

D) Oltre Guinea, Sierra Leone e Liberia, MSF è anche in Nigeria?
R) Che io sappia no, forse solo come affiancamento medico.

D) Da cosa nasce il virus Ebola?
R) L’Ebola è un virus che vive, senza causare malattia, in alcuni pipistrelli. Il pipistrello fa parte della catena alimentare di questi popoli e le sue carni se non vengono cotte bene possono determinare lo scatenarsi di un epidemia del virus dell’Ebola poichè si replicano all’ interno dell’ organismo.

D) Ho letto sul vostro sito che l’Ebola si trasmette anche attraverso i cadaveri delle persone morte, quindi non muore insieme al corpo?
R) Spesso il maggior numero di contagi avvengono proprio durante i funerali quando il morto viene manipolato e toccato, a tal punto le persone toccandosi gli occhi, la bocca o il naso facilitano l’ingresso del virus nel loro corpo e tutto inizia. Quando la persona muore ha il massimo concentramento di virus, ma è molto labile all’esterno, basterebbe lavarsi bene le mani per ucciderlo. Oppure ad esempio il virus è molto sensibile ai raggi solari quindi se esposto muore.

D) Il numero delle vittime rimbalza a seconda di chi le riferisce, voi avete una reale stima di quanti siano? E di quanti potranno ancora essere?
R) Noi ci atteniamo alle stime ufficiali. Poi sicuramente il numero dei morti potrebbe essere più alto in quanto ci possono essere infettati e morti in villaggi lontani che ormai hanno interrato i morti quindi è difficile stabilire quanti siano e poi avere la certezza  che siano morti davvero di  Ebola oppure malaria, ad esempio.

D) Dall’ebola è possibile guarire?
R) Dall’Ebola è possibile guarire, dipende da molti fattori; dall’età del paziente, dallo stato dei suoi anticorpi e dal livello di gravità della malattia in corso sul paziente. Importante anche il tempo intercorso fra esordio dei sintomi e presa in carico del paziente.

D) I media nazionali italiani hanno cominciato ad interessarsi di Ebola solo dopo che alcuni occidentali si sono ammalati, pensi che un informazione migliore possa aiutare anche il vostro lavoro?
R) In verità i media nazionali si erano interessati già a Febbraio quando è stata ufficializzata la presenza di Ebola in Guinea e poi l’interesse si è subito spento. Sono tornati a parlarne a Maggio spegnendosi nuovamente e poi adesso tra Giugno e Luglio, con la morte di alcuni occidentali l’interesse si è riacceso. In effetti si, se ci fosse un’informazione costante e corretta sarebbe un aiuto notevole anche per noi di MSF, gli italiani sarebbero meglio informati e potrebbero partecipare maggiormente alla lotta contro il virus con le loro donazioni che come sai, MSF si mantiene esclusivamente su questo.

D) Il vaccino di cui parlano Americani e Canadesi esiste davvero ed è efficace? Se lo è, perché non produrne in quantità sufficiente per il numero di ammalati in Africa?
R) Difficile dire. la sperimentazione fino ad oggi è stata provata solo su primati con risultati promettenti, ma non sull’uomo. E’ ancora troppo presto per parlare di vaccino e terapia che per ora non esiste.

D) Ogni giorno i quotidiani riportano sospetti casi di Ebola in Europa; il sacerdote in Spagna, poi si è parlato di casi sospetti in Irlanda, Berlino, la Lituania avrebbe messo in piedi un piano di emergenza in aeroporto; è reale la possibilità che l’Ebola possa entrare in Europa?
R) Qui bisogna fare un distinguo. L’Ebola in Europa non è mai entrato. Il sacerdote spagnolo che poi è morto, ha contratto l’Ebola in Africa ed è stato trasportato in Spagna con un aereo speciale. Bisogna anche distinguere i casi di pazienti con la malaria che possono essere arrivati in Europa, visto che i sintomi possono essere quasi simili a quelli dell’Ebola.
Inoltre voglio dire che tutti i viaggiatori in partenza dagli aeroporti africani coinvolti nell’epidemia sono scrupolosamente controllati, io stesso ho subito il controllo prima dell’imbarco per tornare in Italia.

D) MSF ha dichiarato che ci vorranno 6 mesi per arginare l’epidemia; credi che siano tempi reali o sottostimati?
R) Si parla di 6 mesi perché lo stato di epidemia in questo momento è fuori controllo. Ovviamente se tra un mese lo stato delle cose non avrà avuto un radicale cambiamento e quindi sarà ancora fuori controllo, si parlerà di altri 6 mesi.

D) In questi giorni si sta parlando di morti sospette nell’area di Boende in R.D. Congo, nei pressi del fiume Ebola dove nel 1976 era stato scoperto il virus. MSF ha informazioni a riguardo?
R) Sinceramente no. Ricordiamo ancora una volta che altre patologie hanno sintomi simili all’Ebola. Ad ogni modo un equipe è in loco per effettuare la diagnosi di ciò che succede ora in Congo.

D) In Africa MSF è presenti in molti paesi con numeri molto alti di persone curate; di cosa avete necessità per continuare al meglio il vostro lavoro?
R) Si siamo presenti in molti paesi africani in diversi contesti; per continuare al meglio abbiamo bisogno di aiuto in termini di risorse umane e donazioni che permettano di sostenere il nostro operato con la qualità che ci contraddistingue.

D) Tu  e persone come te che operano con l’Ebola, non avete paura?
R) La paura è una piccola parte del nostro lavoro. E’ presente all’inizio quando non hai conoscenza del territorio e modalità poi però entri nel tuo ritmo di lavoro e ti senti in sintonia con quello che stai facendo al punto che la paura svanisce e anzi, quando sei lontano dal tuo lavoro come adesso io che sono in Italia ancora per qualche giorno, non vedo l’ora di ritornare e riprendere il mio operato.

D) Per concludere, Saverio?
R) Tengo a ribadire che il contagio con Ebola avviene col contatto dei liquidi biologici di un paziente sintomatico: una persona con Ebola in fase d incubazione e che non ha sintomi non e una persona contaminante.

Grazie.

Marco Pugliese
African Voices

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3 Risposte to “Ebola: Intervista a Saverio Bellizzi, Epidemiologo di MSF nelle zone calde dell’epidemia”

  1. Rebecca 28 agosto 2014 a 08:00 #

    Grazie per il detagliato rapporto. Ci aggiornate appena ci sono novità .

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  1. Ebola: Intervista a Saverio Bellizzi, Epidemiologo di MSF nelle zone calde dell’epidemia | AFRICAN VOICES | NUOVA RESISTENZA - 23 agosto 2014

    […] e molte sono state le domande che ci siamo posti. Oggi, grazie all’Ufficio Stampa di Medici Senza Frontiere, ho avuto la grande occasione di parlare con Saverio Bellizzi, Epidemiologo di riferimento di MSF […]

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