Rwanda. Emergenza terrorismo.

10 Mag

Venerdì 09 maggio 2014 le autorità ruandesi hanno convocato una riunione straordinaria presso lo stadio Umuganda a Giseny, città frontaliera alla capitale del Nord Kivu Goma. Alla riunione era presente tutta la popolazione della città. Per l’occasione tutte le attività commerciali, gli edifici pubblici e le scuole sono state chiuse. Tema della riunione: Emergenza Terrorismo FDLR.

Le autorità hanno spiegato alla popolazione gli ultimi drammatici avvenimenti informando che la prima fase delle attività terroristiche delle Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda (FDLR) è già iniziata nel paese. La prima fase consiste nell’infiltrazione dei miliziani armati a gruppi di 10 massimo 30 uomini. Queste unità hanno il compito di occupare postazioni strategiche all’interno delle province di frontiera con il Congo e di reclutare tra la popolazione Hutu, per formare la prima forza d’urto che permetta l’invasione delle forze stazionate in Congo: circa 12.000 uomini.

Convocando la riunione presso lo stadio di Giseny le autorità hanno voluto condividere le informazioni in loro possesso e verificare il reale appoggio popolare al Governo. Appoggio che sembra essere stato confermato sia dalla nutrita presenza degli hutu alla riunione sia dalle prese di posizione dei loro rappresentanti. Secondo informazioni ricevute direttamente da Giseny, i rappresentanti delle varie comunità rurali e dei quartieri della città di frontiera hanno chiarito il loro rifiuto di cadere nuovamente nella trappola di contrapposizione hutu-tusti che inevitabilmente porta alla guerra etnica, rispondendo positivamente agli appelli a loro rivolti dalle autorità di collaborare per sventare i piani di invasione.

Le autorità hanno scelto di non adottare una linea estremistica nei confronti dei terroristi delle FDRL affermando che ogni miliziano che intenda abbandonare questo gruppo genocidario gettando le armi sarà beneficiario di un programma di reinserimento socio economico in Rwanda. L’amnistia e il perdono offerto ovviamente non sono applicabili ai comandanti e agli organizzatori della invasione.

Le operazioni di infiltrazioni di unità combattenti delle FDLR fanno parte della Operazione Umudendezononostante che polizia ed esercito ruandesi abbiano recentemente smantellato un network di cellule terroristiche creatosi in Rwanda grazie alla collaborazione del famoso cantante Kizito Mihingo e del giornalista Cassien Ntamuhanga della emittente radiofonica cattolica Amazing Grace Radio, finanziata dal Vaticano. Gli arresti di questi due noti personaggi sono avvenuti Venerdì 11 aprile 2014. Mihingo e Ntamuhanga, oltre a facilitare la creazione di questo network terroristico clandestino avevano come obiettivo quello di organizzare l’assassinio del Presidente Paul Kagame.

Le infiltrazioni dei miliziani del gruppo terroristico ruandese FDLR partono dalla località di Nyanilima, nord est del Rutshuru (est del Congo) che dista solo 20 km dalla frontiera con il Rwanda.

Pesanti responsabilità rischiano di essere imputate alla missione ONU di pace in Congo MONUSCO che dal 05 maggio è a perfetta conoscenza della presenza dei terroristi nella zona ma evita ogni azione militare in stretto accordo con il Governo di Kinshasa ma in palese violazione del suo mandato e incurante della richiesta ufficiale fatta dal Segretario di Stato Americano John Kerry durante la sua visita a Kinshasa avvenuta il 04 maggio scorso. Nell’occasione Kerry ha espressivamente richiesto al Presidente Joseph Kabila e al Capo della MONUSCO Martin Kobler di intervenire immediatamente per distruggere militarmente le FDLR al fine di evitare una invasione del Rwanda e il rischio di una guerra regionale.

Secondo informazioni giunte vari reparti del esercito ruandese sono stati mobilitati e reparti del esercito ugandese (UPDF) rimangono tutt’ora in attesa alla frontiera Uganda – Rwanda pronti ad un eventuale intervento militare nel pieno rispetto degli accordi di cooperazione e difesa militare recentemente firmati tra Kenya Rwanda e Uganda. Un vero e proprio incubo per il Presidente Yoweri Museveni impegnato a gestire al meglio le profonde difficoltà in cui si trova causa l’avventura militare intrapresa nel Sud Sudan in difesa del Presidente Salva Kiir e, naturalmente, degli interessi petroliferi ugandesi nelle più giovane nazione del Continente.

Cruciale dunque il supporto della popolazione al fine di individuare e distruggere i battaglioni FLDR già presenti in territorio Ruandese da alcuni giorni. Giungono conferme di vari arresti di miliziani FDLR nelle principali città e villaggi di frontiera, Giseny compresa. Notizia che porterebbe a pensare ad un supporto della popolazione al Governo di Kigali, nonostante le aspettative dei dirigenti genocidari FLDR di una rivolta di massa degli hutu contro il Presidente Kagame e la comunità tutsi in Rwanda.

Seppur in questo momento le forze di difesa ruandesi sono impegnate ad eliminare le teste di cuoio e ad impedire l’invasione, non vi é da escludere che il Governo di Kigali prenda la decisione di oltrepassare in forze il confine congolese per eliminare definitivamente il gruppo terroristico presente dal 1994 e che dal 2012 ha stretto una innegabile alleanza con il Governo di Kinshasa con il silenzio complice della MONUSCO. Questo atto seppur rientrante nella logica di difesa della sicurezza nazionale e nel diritto di evitare un secondo genocidio, rischierebbe di provocare una terza guerra Pan Africana nella Repubblica Democratica del Congo con pesanti ripercussioni regionali ed internazionali.

L’emergenza terroristica scatta a distanza di 18 giorni dall’entrata in vigore del decreto presidenzialeche ha portato il Governo congolese ad infrangere il rispetto degli accordi della Comunitá Economica dei Paesi dei Grandi Laghi (GEPGL) in materia di libera circolazione transfrontaliera di persone e merci, imponendo il pagamento del visto di ingresso per i cittadini Ruandesi ed attuando un sostanziale aumento delle tasse di importazione delle merci provenienti dal Rwanda. Decreto parzialmente applicato dalle dogane di Goma e Bukavu (capoluogo del Sud Kivu) a seguito delle vive proteste della popolazione congolese delle due città. Segno evidente che anche i cittadini congolesi del est non sono minimamente intenzionati a prestare il fianco alla logiche militari portate avanti dal loro governo in stretta collaborazione con i consiglieri militari francesi presenti a Goma.

L’allerta di terrorismo in Ruanda giunge quasi in contemporanea con la notizia data dall’Ufficio delle Nazioni Unite in Burundi, che il Presidente Pierre Nkurunziza stia preparando un genocidio nel proprio paese attraverso la distribuzione di armi a una milizia genocidaria locale nota come Imoberakure (quelli che vedono lontano) e della loro formazioni in campi clandestini al est del Congo assicurata dal esercito congolese FARDC in collaborazione con veterani FDLR e in piena consapevolezza di Martin Kobler, come al solito.

Fulvio Beltrami
African Voices, Kampala Uganda.
@FulvioBeltrami

2 Risposte to “Rwanda. Emergenza terrorismo.”

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  1. Ondata di attacchi alla libera professione di giornalista che creano un problema di sicurezza. | Africa Report - 13 maggio 2014

    […] della pubblicazione dell’articolo pubblicato su African Voices:  Rwanda Emergenza Terrorismo (https://africanvoicess.wordpress.com/2014/05/10/rwanda-emergenza-terrorismo/) sono stato soggetto a decine di virulenti attacchi provenienti da nazionalisti congolesi e […]

  2. Rwanda-Francia. Incontro storico - L'Indro - 2 giugno 2014

    […] talmente preoccupante fino a  costringere le autorità ruandesi ad indire venerdì 9 maggio 2014 una riunione straordinaria sull’emergenza terrorismo FLDR, presso lo stadio Umuganda a Giseny, città frontaliera alla […]

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