Uganda, l’omosessualità tra business e potere

3 Mar

Perchè si parla tanto del caso Uganda e non di quelli della Nigeria e del Kansas?

La legge anti gay di per se non potrebbe scatenare tutta questa attenzione che non é stata rivolta alla Nigeria o al Kansas che ha varato ai primi di febbraio una legge simile a quella dei due Paesi Africani.

La ragione di tutto questo scalpore risiede nel fatto che la legge anti gay ugandese é inserita in un contesto delicatissimo di giochi politici interni e geo-strategici regionali.

L’Uganda sta diventando una super potenza petrolifera ed é giá una potenza militare nella Regione dei Grandi Laghi.

Non é ancora chiaro, quindi prendiamolo come indizio e non come informazione, ma il Presidente Museveni starebbe per abbandonare i suoi alleati storici: Stati Uniti e Gran Bretagna per posizionarsi a livello internazionale come potenza indipedente tipo Sud Africa con l’appoggio di Russia e Cina che come sappiamo. non guardano troppo per il sottile quando si tratta di diritti umani.

Teniamo presente che l’Uganda attualmente controlla la vita politica in Kenya, Rwanda, Burundi, Sud Sudan, Tanzania e Est del Congo. Controlla inoltre gran parte dei giacimenti petroliferi al est del Congo e sta per mettere le mani su quelli del Sud Sudan.

Gli attuali interventi militari sono in Repubblica CentroAfricana, Somalia, Sud Sudan.

In Congo sta attuando una proxy war (una guerra per procura).

Alla luce di questi fatti o presunti tali, la Banca Mondiale comincia a prendere le distanze sospendendo prestiti all’Uganda, pari a circa 90 milioni di dollari relativi ad un progetto sulle cure materne, post parto e pianificazione familiare.

Gli omosessuali in Uganda lamentano che i tagli inflitti al paese gravino sulla loro già precaria situazione in quanto il popolo ignorante incolpa di tutto questo l’esistenza degli omosessuali, incapaci di capire che per il governo non si tratta di diritti umani, neppure sanno come si scrive la parola, ma solo di interessi economici, partnership e potere politico.

Abbiamo rinviato il progetto per ulteriori revisioni per assicurarci che gli obiettivi di sviluppo in Uganda non vengano minacciati dalla legge anti gay recentemente approvata. Questa legge puó scoraggiare le multinazionali dal investire in Uganda e puó mettere a pericolo il nostro staff omosessuale e lesbico” ha dichiarato il Presidente della Banca Mondiale Jim Youg Kim.

Attenzione peró, non vi é nessuna garanzia che la decisione sia mantenuta. Infatti si parla non di cancellare ma di sospensione del prestito.

Anche una accurata indagine giornalistica difficilmente riuscirá a sapere se la Banca Mondiale rilascerá il prestito sotto banco. Solo una fuga di notizie all’interno potrebbe rivelarlo.

Ho la netta sensazione che le prese di posizione di Stati Uniti, Unione Europea, Banca Mondiale etc, siano da vedere sotto l’ottica della propaganda e della strumentalizzazione piuttosto che una genuina difesa dei diritti umani delle minoranze sessuali.

Dopo le condanne ufficiali il rischio di ritornare a: “Business as usually” é molto alto.

Testo di Fulvio Beltrami
Arrangiamenti di African Voices

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