Archive | marzo, 2014

Kenya. I Retroscena della Poligamia Legalizzata

31 Mar

La scorsa settimana il Parlamento Keniota ha legalizzato la poligamia attraverso il Marriage Bill, una legge che permette ai cittadini maschi di sposare legalmente altre donne oltre il primo matrimonio contratto. La legge non limita il numero di mogli legali che, normalmente, é associato alla disponibilità finanziaria dell’uomo.

La poligamia ha però dei limiti di applicazione. É valida per tutti i cittadini di comprovata fede Mussulmana o Animista. Per i cittadini di fedi che non prevedono la poligamia la legge non offre nessuna copertura giuridica e la poligamia rimane reato.
Il Marriage Bill é stato oggetto di un lungo ed acceso dibattito Parlamentare durato vari mesi, trovando una forte opposizione dei Parlamentari donne e associazioni femministe che considerano la legalizzazione della poligamia come la promozione di questa pratica strettamente abbinata alle culture patriarcali e maschiliste.
“La legge lede profondamente la dignità delle mogli e delle donne in generale e dimostra quanto rispetto governo e società keniote hanno verso il mondo femminile.”, afferma Nancy Baraza, Giudice e Professoressa di Legge presso la Università di Nairobi.
I promotori della legge, al contrario, affermano la necessità di regolamentare una situazione di fatto per meglio proteggere le donne keniote. La legge vieta di contrarre matrimoni con minorenni (pratica molto diffusa) e tutela finanziariamente e legalmente tutte le mogli dello stesso nucleo familiare, compresi i diritti di eredità e trasferimento pensione e beni del marito eventualmente deceduto.
Secondo il campo pro poligamia la legge é stata ideata per proteggere le donne che contraggono matrimoni secondo usi mussulmani o animisti, trovandosi spesso in una situazione precaria causa la mancanza di diritti dovuta dal non riconoscimento del suo matrimonio. La legge assicura che ogni moglie di una famiglia poligama abbia gli stessi diritti e protezioni.
Oggetto di violente opposizioni é stato l’articolo di legge che legalizza la decisione del marito di contrarre un secondo, terzo, quarto, quinto matrimonio senza il consenso della prima moglie.
In molti casi nelle comunità mussulmane e animiste il consenso della prima moglie é quasi obbligatorio e spesso é proprio lei che cerca la consorte per suo marito. Normalmente la prima moglie sui 40, 50 anni incoraggia il marito a sposare una seconda o terza moglie più giovane per avere un valido aiuto per i lavori domestici ed evitare che gli appetiti sessuali del marito vengano soddisfatti all’esterno del nucleo familiare rivolgendosi al mercato della prostituzione o instaurando rapporti extraconiugali che danneggiano direttamente il reddito familiare.
Il Marriage Bill ha volutamente trascurato di prendere in considerazione il fenomeno della poligamia nel suo completo aspetto. In Kenya, come in Uganda, la poligamia é sia maschile che femminile.
Per le donne la scelta di avere numerosi partner può essere economica o ludica dipende dalle condizioni di classe. Una donna di classe povera o modesta necessita di avere diverse fonti di entrate per sostenere la prole, necessità assicurata nel avere diversi partner fissi. Normalmente la scelta del partner si rivolge verso uomini di mezza età e benestanti.
Una donna della media alta borghesia sceglie la poligamia per soddisfare i propri appetiti e fantasmi sessuali. Normalmente la scelta del partner si orienta verso giovani di classi modeste che vengono mantenuti agli studi o facilitati nel trovare un’occupazione fissa.
La legge si concentra solo sulla poligamia maschile in quanto la società keniota, come quella ugandese, non ha mai voluto riconoscere la realtà della poligamia femminile.
“La legalizzazione della poligamia per determinate comunità religiose é sicuramente l’aspetto più eclatante di una pessima legge contro le donne in Kenya.”, fa notare L. Muthoni Wanyeki opinionista keniota e Direttore di Amnesty International per l’Africa Orientale.
“Il Marriage Bill approvato dal Parlamento non é riuscito a garantire i diritti civili e patrimoniali della sposa già negati dal Matrimonial Property Act, approvato lo scorso gennaio.
La legge prevede la separazione dei beni tra i coniugi un regime estremamente sfavorevole in quanto, spesso, alle donne non vengono riconosciuti i diritti di eredità patrimoniale trovandosi così alla mercé finanziaria del marito. Il regime unico di comunione dei beni salvaguardava la donna che poteva accedere a beni ed eredità del consorte e responsabilizzava quest’ultimo al adeguato sostegno familiare.
Ora, con l’introduzione della separazione dei beni la moglie difficilmente potrà accedere ad una equa eredità in quanto soldi e beni del marito sono legati alla sua famiglia di origine. La legge prevede solo una quota minima del 30% come garanzia verso la moglie.
La scelta di questo regime differenziato del patrimonio familiare rischia di essere presa unilateralmente dal marito senza che la donna sia informata, aumentando così il suo stato di dipendenza e instabilità finanziaria. Anche la quota minima del 30% non risolve alcun problema in quanto la moglie può essere facilmente vittima di raggiri finanziari della famiglia del marito deceduto non avendo a disposizione alcuna informazione esatta sul esatto totale della liquidità bancaria e dei beni immobiliari del consorte.
Il Marriage Bill, tra la legalizzazione della poligamia e l’introduzione del concetto di separazione dei beni, é l’incarnazione del predominio patriarcale sulla società Keniota protetto ora dal Governo attraverso leggi incuranti delle loro caratteristiche anticostituzionali, contro i diritti civili e le pari opportunità.”. spiega L. Muthoni Wanyeki.
In Tanzania la poligamia é stata legalizzata nel 1971 con il Marriage Act. Come nel caso del Kenya la legge tanzaniana vieta la poligamia per le famiglie cristiane mentre la permette per i mussulmani e gli animisti. L’unica pecca della legge sulla poligamia in Tanzania é l’età minima della sposa che é rimasta a 15 anni come la tradizione prevede. L’articolo, in netto contrasto con il codice penale e la Costituzione non é stato fino ad ora adeguato alla maggior età.
Nel febbraio scorso il Deputato Costituzionale e Responsabile degli Affari Legali Angela Kairuki ha promosso l’idea di un referendum per modificare l’età minima da 15 a 18 anni, accusando la legge di non proteggere sufficientemente i diritti allo studio e all’indipendenza finanziaria delle mogli minorenni che dalla tutela del padre passano per legge sotto la tutela del marito fino a maggior età.
Negli altri Paesi della Regione dei Grandi Laghi, come nella maggioranza dei Paesi Africani, la poligamia é vietata per legge ma ampiamente tollerata. In Uganda e Rwanda la poligamia viene di fatto attuata tramite il concetto di amante. Concetto simile in Burundi e Congo tramite il “Deuxiem Bureau” (il secondo ufficio).
Spesso queste unioni di fatto comportano anche la prole ma espongono la seconda o terza moglie alla totale assenza di garanzie, tutele e diritti non essendo l’unione riconosciuta dalla legge.

Fulvio Beltrami
Kampala Uganda.

Truth document: Who killed Ilaria Alpi and Miran Hrovatin in Somalia. Involved Italian Forces and political.

31 Mar

On 24 March 1994, the RAI journalists Ilaria Alpi and Miran Hrovatin were killed in Mogadishu on commission just before reveal to the world a mix of craps in the theater ‘s mission of peace ‘ Ibis ‘, in Restore Hope. Rapes of Somali women immobilized, toxic waste, organ trafficking, human trafficking, arms … Officers, traffickers, businessmen, managers, were involved. And among them are to be sought the instigators. Ilaria Alpi quarreled hard for these facts with the commander of the mission, General Bruno Loi, who put the ban on journalist to enter again in the Italian Embassy. A brave noncommissioned officer of the police department  Tuscania, Marshal Francesco Aloi, who died recently in Savona, who had for criminal matters, he documented everything. Day after day he wrote to pen a personal diary of the Mission. When I took care of the affairs of Somali, I was working at Panorama (italian magazine). I had discovered rapes and torture by our soldiers. The government established the commission useless and hypocritical ‘Gallo‘. Who worked wearily. But when he was ready to close at ‘tarallucci and wine‘, Francesco Aloi, convinced by Admiral Falco Accame, handed her secret diary. For almost 18 years I bring with me this hot document. I wrote some little articles in Panorama (Aloi asked me not to publish). Then a position of 54 MPs led by Carlo Giovanardi and Maurizio Gasparri appeared in the Corriere della Sera, he asked in tones miners to Panorama and the marshal to stop. The then editor of the weekly , Roberto Briglia, despite his past “revolutionary”, did not move a finger. On the contrary: the company first and foremost. So I had to stop writing on this topic. A few months later I went away from Panorama. Who knows, maybe after some strange thefts that I suffered , shadowing by a Chroma (italian car), espionage under the house of my girlfriend were hunting Diary of Marshal Aloi. Her , on my website, for the first time the full 26-page document that this incredible dedication to Ilaria Alpi opening the attached file and read: it is instructive

Original article Italian language HERE
Translation edited by African Voices
Diary Document in Italian language HERE

Tr

AFRICAN VOICES RESEARCHING YOU!!

29 Mar

AFRICAN VOICES, within of the WEBTV NEWS project , are researching men and women any age and nationality interested to collaborate and create a group of solid work.

We are looking for people who have skills in one of the following roles: video editing, fundraising, marketing, web designers, human resources, press office, public relations.

If interested send email to Marco Pugliese redazione@africanvoices.it or africanvoices@hotmail.it

 

 

Zara Gretti Dies At 28 After Long-Term Battle With Multiple Sclerosis

28 Mar

The Yoruba born Nigerian singer, Margaret Mary Oluwatoyin Ejiro Joseph aka Zara Gretti has passed away.

The singer had battled multiple sclerosis, a nervous condition which affects the ability of the nerve cells in the brain and spinal cord to communicate with each other effectively.
Zara had been receiving treatment in the United States where she eventually died.

According to reports, Her last tweet which was a day ago read: “I love and hate my life.”

Zara broke into limelight with her single ‘Aboko ku’ and was previously under the management of good friend, Toni Payne before they parted ways.

Simpa Saint Samsons
Indipendent film-maker
CEO, S.O.S21 Pictures International, Inc
Saintonios@yahoo.com
Twitter @saintonios

AFRICAN VOICES STA CERCANDO TE!!

27 Mar

AFRICAN VOICES, nell’ambito del progetto WEBTV NEWS, è alla ricerca di uomini e donne DI qualsiasi età e nazionalità interessati a collaborare e creare un gruppo di lavoro solido.

Siamo alla ricerca di persone che abbiano competenze nei seguenti ruoli: editing video, fundraising, marketing, web designers, human resources, press office, public relations.

Se interessati inviare e-mail a Marco Pugliese redazione@africanvoices.it o africanvoices@hotmail.it

 

Grazie,

La redazione di African Voices

 

Policeman rapes four-year old in Jos Nigeria

27 Mar

A riot policeman attached to the Special Task Force was on Wednesday  arrested for raping a four-year old girl in Jos, Plateau State.
The girl, identified simply as Helen, was allegedly raped by the policeman, said to be a 32-year corporal, serving under STF at Rapum in Kassa, Barakin Ladi Local Government Area.
Punch correspondent gathered that the little girl was first treated for bleeding at the Barakin Ladi General Hospital and later discharged.
However, by the following morning, the bleeding became so severe that she had to be rushed back to the hospital.
It was gathered that the policeman, who was recently posted to the area, was known as ‘Dogo’ by the locals. He was said to have covered his name and rank with his cardigan.
The parents of the girl were said to have reported the incident to the sector commander in Barakin Ladi and the policeman was promptly arrested.
As of the time of this report, the father of the girl was said to be making a statement at the office of the sector commander, while doctors were battling to save the girl?s life.
It was learnt that the suspect would soon be transferred to the STF headquarters for interrogation.
STF Media Officer, Capt. Salisu Mustapah, confirmed the story. He said the policeman would be tried according to the law.
He said, “This is an isolated case and I must tell you that we don’t condone this kind of attitude.”
“The suspect is now in our custody and if at the end of the day he is found guilty, I assure you that he will never go scot free.”

Source: Punch
Simpa Saint Samsons
Indipendent film-maker
CEO, S.O.S21 Pictures International, Inc
Saintonios@yahoo.com
Twitter@saintonios

Poliziotto violenta bambina di 4 anni a Jos, Nigeria

27 Mar

Un poliziotto antisommossa in servizio alle forze speciali della Task Force è stato arrestato Mercoledì per aver violentato una bambina di quattro anni a Jos, Stato di Plateau.
La bimba, identificata semplicemente come Helen, è stata presumibilmente violentata dal poliziotto, che ha detto di essere un caporale di 32 anni, servendo sotto STF a Rapum in Kassa, Barakin Ladi.

L’nterlocutore ha detto che la bambina è stata trattata al Barakin Ladi General Hospital in primo luogo per emorragia e poi dimessa.
Tuttavia, la mattina seguente, l’emorragia è diventata così grave che è dovuta essere ricoverato di nuovo in ospedale.
Si è capito che il poliziotto, era conosciuta comeDogo’ dalla gente del posto. E ‘stato detto che nel momento dell’arresto ha coperto il suo nome e il grado con il suo cardigan.

I genitori della bambina hanno detto di aver denunciato l’accaduto al comandante del settore Barakin Ladi e il poliziotto è stato prontamente arrestato.
Fino al momento della presente relazione, si dice che mentre il padre della bambina era presso l’ufficio del comandante del settore per denunciare l’accaduto, medici stavano combattendo per salvare la vita della bambina.

Si è appreso che l’indagato sarebbe stato subito trasferito al quartier generale STF per l’interrogatorio.
Il responsabile dell’Ufficio Stampa STF, il capitano Salisu Mustapah, ha confermato la storia. Ha detto che il poliziotto sarà processato secondo la legge.
Egli ha dettoQuesto è un caso isolato e devo dirvi che noi non perdoniamo questo tipo di atteggiamento.
Il sospetto è ora in nostra custodia e se alla fine della giornata si è dichiarato colpevole, vi assicuro che non non rimarrà mai impunito.

by Simpa Saint Samsons
Indipendent film-maker
CEO, S.O.S21 Pictures International, Inc
Saintonios@yahoo.com
Twitter @saintonios

Nigeria, 500 persone uccise in una sola settimana

19 Mar

Attacchi terroristici, linciaggi , incidenti di autobus, incendi , incidenti di navigazione, un fuggi fuggi micidiale di persone in cerca di lavoro che frequentavano un evento di reclutamento: è stata una settimana sanguinosa e caotica anche per gli standard della Nigeria. Con conseguente 500 morti.

Lunedi
Aggressori armati, per vendicare la  morte di 13 persone perse in una battaglia precedente, hnnoa preso di mira i residenti di Taraba, secondo i funzionari locali. Molti sono fuggiti fuggirono dalle loro case che sono state poi bruciate durante l’assalto.

Martedì
Almeno 13 nigeriani sono rimaste vittime a causa di un ribaltamento di una barca nel sud-ovest di Lagos. L’ Emergency Management Agency Nazionale ( NEMA ), ha detto Xinhua che, cinque passeggeri della barca sono stati salvati e altre sei persone sono disperse .

Attacchi tribali hanno provocato la morte di 117 abitanti (donne e bambini compresi ) da quattro villaggi in tutto lo stato nord – occidentale di Katsina. Circa 37 persone sono rimaste ferite nelle violenze, mentre 708 residenti sono sfollate.

Venerdì
Almeno 212 persone hanno perso la vita in una sparatoria tra ribelli e operatori militari. Le fonti hanno riferito che almeno cinque soldati, tra i quali una donna, sono rimasti uccisi nei combattimenti.

Si crede che dietro alle violenze ci siano combattenti di Boko Haram. I combattenti, presumibilmente vestiti con le uniformi del personale militare, hanno preso d’assalto l’area dei veicoli camuffati come un convoglio dell’esercito.

I civili hanno tentato di respingere gli attacchi; agenti di sicurezza sono arrivati ​​sulla scena e un certo numero di combattenti di Boko Haram sono stati arrestati e consegnati ai militari. Coloro che hanno cercato di reagire sono stati linciati, secondo un ribelle identificato come Isa Maikati .

Inoltre sempre Venerdì, nel nord-ovest  a Jigawa nello Stato della Nigeria, nove persone sono state uccise e sette gravemente ferite quando due autobus si sono scontrati.  Sei di quelli uccisi sono rimasti bruciati rendendo grave il riconoscimento. Un’indagine preliminare ha detto che gli autobus avevano oltrepassato il limite di velocità .

Sabato
Almeno 16 Nigeriani hanno perso la vita durante un evento per il reclutamento di posti di lavoro che si è trasformato in una fuga precipitosa mortale. Il Ministro degli interni della Nigeria Abba Moro ha rifiutato di dimettersi, dopo aver accusato i ricercatori di lavoro ‘in preda alla frenesia per i propri morti’.

Un’altra serie di probabili attacchi di Boko Haram, è stato riferito tra il venerdì notte e sabato, hanno lasciato a terra circa 100 morti in tre villaggi nella parte meridionale dello stato.

I residenti hanno detto che circa 40 assalitori hanno ucciso più di 50 persone in uno dei villaggi. Molte case sono state bruciate nella furia sanguinaria. La gente veniva uccisa mentre cercavano di fuggire dagli aggressori, secondo quanto riferito dai residenti.

Testo Originale di Ludovica Iaccino
Traduzione a cura di African Voices

Cambiamento climatico causa malaria ad altitudini superiori. A rischio milioni di persone

18 Mar

E’ stimato che nel 2012, 660.000 persone nel mondo sono morte di malaria, la maggior parte dei quali in Africa sub-sahariana.

Nonostante l’aumento delle misure di prevenzione e di controllo che hanno fornito tassi di mortalità della malaria in diminuzione di oltre il 23% dal 2000, gli esperti dicono che il cambiamento climatico metterà altri milioni di persone a rischio di contrarre la malattia mortale trasmessa dalle zanzare.

Gli scienziati hanno ipotizzato da tempo che il cambiamento climatico spingerà le zanzare, che prosperano in ambienti caldi, in aree che in precedenza erano troppo fredde. I primi studi hanno suggerito che le temperature superficiali globali continuano ad aumentare, la malattia starebbe per espandersi ad altitudini più elevate che sono state considerate rifugi sicuri dalla malattia. Questa è la prima volta che i ricercatori hanno fornito prove concrete che la malaria si sta diffondendo negli altopiani dell’Etiopia e Colombia.

Guardando casistiche sulla malaria in Colombia 1990-2005 e registrate in Etiopia 1993-2005 , i ricercatori della University of Michigan hanno scoperto che l’altitudine media dei casi di malaria si spostò a quote più elevate negli anni più caldi e all’inverso torna a quote più basse in quelle più fredde.

Questa è la prova indiscutibile di un effetto del clima ,” dice Mercedes Pascual, ecologista dell’Università del Michigane co- autore dello studio. “L’implicazione principale è che con temperature più calde, ci aspettiamo di vedere un maggior numero di persone esposte al rischio di malaria nelle zone montuose tropicali come queste.”

Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, basandosi sulla distribuzione della malaria dall’altitudine in Etiopia, suggerisce un aumento della temperatura di 1 grado Celsius che potrebbe portare a 3 milioni di nuovi casi di malaria nei bambini sotto i 15 anni di età. Questo in parte perché, le persone che non sono stati esposti alla malaria prima, sono particolarmente sensibili ai suoi effetti.

Con il progressivo riscaldamento globale, la malaria raggiunge le montagne per diffondersi in nuove aree d’alta quota“, ha detto Menno Bouma, co -autore docente onorario clinico senior presso la London School of Hygiene & Tropical Medicine.
«E proprio perché queste popolazioni non hanno immunità protettiva, saranno particolarmente vulnerabili e in grave morbilità e mortalità.

La malaria è diffusa dalle zanzare femmine infette, che portano la malattia dalla loro saliva. I sintomi tipicamente includono febbre, mal di testa e, in alcuni casi, coma o morte. Più di 200 milioni di persone sono infettate dalla malaria ogni anno, la maggior parte dei quali nelle regioni tropicali e subtropicali di tutto l’equatore terrestre.

Ma non è solo la malaria che è influenzata dai cambiamenti climatici. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la febbre dengue, la malnutrizione e le malattie diarroiche sono molto sensibili al clima, e si prevede che l’aumento del riscaldamento globale continua.

Testo Originale di Philip Ross
Traduzione a cura di African Voices

Le donne al centro delle relazioni di pace e sviluppo nel RD Congo e Grandi Laghi

16 Mar

Ex presidente Irlandese Mary Robinson, ha lavorato duramente per includere le donne della Repubblica Democratica del Congo
(RDC) e la Regione dei Grandi Laghi nel processo di costruzione della pace regionale. ‘Perché senza il loro coinvolgimento‘, dice, ‘la pace e la sicurezza nella regione non saranno realistici‘.

Come prima donna inviato speciale delle Nazioni Unite per la RDC e la regione dei Grandi Laghi, crede fermamente che la responsabilizzazione delle donne a livello di comunità è fondamentale.

Robinson, che fu il primo presidente donna dell’Irlanda 1990-1997, ha detto all’IPS che ha adottato misure per aumentare l’ inclusione delle donne nel processo di costruzione della pace e “si aspetta che la gente inizi a vedere una differenza nella propria vita, in particolare tra le donne e le ragazze.

E voglio che i governi continuino a capire l’importanza del loro ruolo nell’attuazione del processo di Pace, piano d’azione sicurezza la cooperazione “.

“I loro impegni sono molto specifici in modo che possiamo segnare e tenerli a rendere conto delle monitorare e come vengono implementate. Questo è il mio compito, ma ho anche bisogno del sostegno delle organizzazioni della società civile, dei media e di tutti coloro che vivono nella regione per rendere questo possibile“, ha detto.

Robinson ha parlato del suo lancio della “Quadro della piattaforma delle donne per la pace, la sicurezza e la cooperazione” in collaborazione con il Fondo Globale per le donne e gli altri organismi che promuovono i diritti delle donne e dell’uguaglianza di genere.
Alcuni tratti dell’intervista:

D: Perché pensa che sia importante avere più donne come costruttori di pace ?

R: Condivido l’opinione che sempre più persone credono che le donne e le ragazze sono il punto centrale per la pace e lo sviluppo dei paesi. Sono coloro che lavorano sulla pace a livello di comunità locale, eppure non sono mai stati rappresentati correttamente nei processi di pace, di solito appaiono “uomini cattivi che perdonano altri uomini cattivi davanti alle telecamere“, come diciamo noi .

Sappiamo anche che le donne sono agenti di cambiamento e hanno una grande capacità di organizzare le loro comunità . Il progresso sarebbe limitato se il vasto potenziale e il valore delle donne non fosse stato accolto nella ricerca di soluzioni durature di consolidamento della pace nella regione.

D: Lei è la prima donna ad essere nominato inviato speciale delle Nazioni Unite. Pensa che ci siano sufficienti donne costruttori di pace nella RDC e nella regione dei Grandi Laghi?

R: Più donne ono coinvoltie meglio è. E ‘ degno di nota che il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki -moon, abbia nominato più donne come rappresentanti speciali in paesi difficili come Sud Sudan o in Liberia. Stanno facendo un buon lavoro e di impatto perché le donne capiscono profondamente l’impatto che il combattimento ha sulle famiglie. Le donne hanno una particolare empatia per quete situazioni.

D: Come pensate di coinvolgere gli ‘attori’ non statali, tra cui organizzazioni della società civile e dei media nel processo di costruzione della pace nella regione?

R: E ‘molto importante per me, coinvolgere la società civile e dei media in ciò che stiamo cercando di fare, che stiamo portando l’attenzione sulla cooperazione per la sicurezza della pace e lo sviluppo nella regione dei Grandi Laghi – in particolare della RDC e del Congo orientale, dove c’è stata tanta sofferenza per così tanto tempo.

Lo dico perché i governi si sono impegnati sia a livello regionale che a livello nazionale ad adottare misure in materia di sicurezza e si sono impegnati a non incoraggiare i gruppi armati in un altri paesi, così come non ospitare coloro che commettono crimini terribili e di lavorare insieme per lo sviluppo.

 

Articolo Originale All Africa
Traduzione a cura di African Voices