Archive | febbraio, 2014

Uganda: Il doppio volto della Chiesa Cattolica sulla legge anti gay.

28 Feb

Ho recentemente letto un articolo pubblicato sul Avvenire: “Uganda, omosessuali da difendere” in cui si afferma che l’arcivescovo Cyprian K. Lwanga fin dal 2010 condannò il disegno di legge perché non rispecchiava l’approccio cristiano alla questione dell’omosessualità. La colpa viene data alle “chiese indipendenti” sopratutto quelle “sbarcate dagli Stati Uniti, come la rigida galassia dei ‘Born Again’ Nati Nuovamente”.

Nel gergo giornalistico questo é il tipico pezzo ordinato su misura cioè un articolo che, partendo da un fatto reale, costruisce una infrastruttura ideologica basata su notizie parziali  per arrivare a conclusioni strettamente politiche che oltrepassano i confini della informazione divenendo propaganda.

Nel caso di questo articolo il messaggio offerto é semplice: la legge omofobica in Uganda é stata sostenuta dalle “altre chiese” ma non da quella cattolica che, al contrario, difende gli omosessuali.

L’obiettivo é altrettanto facile da comprendere: gestire una difficile situazione come quella in Uganda allineandola artificialmente alla complessa e costosissima operazione di marketing di riabilitazione della Chiesa Cattolica dove per la prima volta un Papa é strato trasformato in una parodia di una Star Hollywoodiana.

Purtroppo la realtà é estremamente diversa e nella tormentata vicenda di questa legge, proposta per la prima volta nel 2009, la Chiesa Cattolica ha delle precise ed inconfutabili responsabilità.

Nel supporto alla legge il ruolo principale non é stato giocato da sette evangeliche americane, ma da una alleanza di istituzioni religiose “classiche”: la Chiesa Anglicana e l’Islam raggiunte a metá persorso da quella Cattolica.

L’arcivescovo Cyprian K. Lwanga é stato contrario alla proposta di legge dal 2009 al 2011 definendo gli omosessuali dei “peccatori da redimere non da punire”.

L’atteggiamento della Chiesa Cattolica cambia radicalmente nel luglio 2012 quando il Vescovo Lwanga firmò una lettera indirizzata al Presidente Museveni assieme agli altri leader religiosi del paese (protestanti e mussulmani) a seguito della decisione del Presidente di ostacolare l’approvazione della legge per timore di ricadute negative a livello internazionale.

Nella lettera si richiedeva l’immediata approvazione della legge anti gay conosciuta come ‘Kill The Gay Bill’, al fine di difendere i valori tradizionali della famiglia.

La lettera segna il passaggio del Vescovo Lwanga da campo pro gay a quello anti gay. Un passaggio riconfermato con determinazione nella lettera inviata dai leader religiosi al Presidente Museveni il 29 dicembre 2013 a seguito del suo rifiuto di approvare la legge anti omosessualità votata illegalmente al Parlamento il 20 dicembre 2013.

La seconda lettera, anch’essa firmata dal Vescovo Lwanga, chiese espressamente al Presidente ugandese di firmare al più presto la legge omofobica come aveva fatto la sua controparte nigeriana: il Presidente Goodluck Jonathan.

Nel classico doppio gioco tipico di varie religioni, i leader religiosi ugandesi pubblicarono contemporaneamente alla lettera riservata al Presidente Museveni un comunicato stampa in difesa degli omosessuali.

Come leader religiosi condanniamo ogni forma di discriminazione contro gli omosessuali, ma dobbiamo considerare l’omosessualità come parte delle debolezze umane e il problema deve essere gestito a livello personale tramite il pentimento”.

Secondo vari osservatori regionali il comunicato pubblico é servito per nascondere i veri sentimenti omofobici nutriti da questi leader religiosi espressi chiaramente nella lettera al Presidente Museveni.

La firma di questa lettera da parte del Vescovo Lwanga, contraddice la dichiarazione del 21 dicembre 2013 fatta dal rappresentante del Nunzio Apostolico in Uganda: l’Arcivescovo Michael Blume, chiaramente contraria all’approvazione del Kill The Gay Bill.

Purtroppo tra i due atti politici quello che conta é la lettera firmata da Lwanga. Blume é un perfetto sconosciuto in Uganda mentre Lwanga é considerato il vero rappresentante del Vaticano nel Paese, dagli oltre 10 milioni di fedeli ugandesi che seguono ciecamente i suoi orientamenti di fede.

Il Vescovo Lwanga ha chiarito la sua posizione sull’omosessualità sul settimanale ugandese cattolico Observer in una intervista rilasciata il 29 dicembre 2013.

La Chiesa crede nella istituzione del matrimonio che non é solo una relazione tra esseri umani, ma un dovere di cooperare con Dio nel processo della procreazione di una nuova vita umana. Non vedo nessuna ragione che possa spiegare come l’omosessualità possa essere inserita nei piani del Signore. Anche gli animali che appartengono alla più bassa categoria delle creature di Dio, non praticano l’omosessualità. Quindi perché l’essere umano creato da Dio a sua immagine e somiglianza deve scendere a questi bassi e degradanti livelli?”

Il passaggio del Vescovo Cyprian K. Lwanga al fronte anti-gay é dettato da motivazioni politiche. Dal 2012 Lwanga é entrato in dissidio con il Presidente Museveni e sta tentando di influenzare l’elettorato cattolico contro l’attuale Governo denunciando violazioni dei diritti umani che rimangono tutte da dimostrare.

Pochi giorni fa il Vescovo Lwanga ha inviato una lettera pastorale al Presidente Museveni  richiedendo di non presentarsi alle elezioni previste nel 2016 a seguito della nomina di Museveni a candidato del National Revolutionary Movement, avvenuta durante un meeting del partito che si è svolta la seconda metà di febbraio 2014, a Kyankwazi.

Come la maggior parte degli attori politici in Uganda, anche l’operato del Vescovo Lwanga si basa su una forte dose di ambiguità politica. Nonostante la sua opposizione al quarto mandato Presidenziale di Museveni, ha accettato di mediare con il Santo Padre affinché accetti la richiesta del Governo Ugandese di visitare il Paese in occasione della celebrazione del Cinquantenario dei Martiri Ugandesi prevista per il prossimo luglio. La visita di Papa Francesco serve politicamente  per rafforzare l’immagine del Governo ugandese e del Presidente Museveni, oltre ad essere una fonte di ottimi profitti per l’industria nazionale del turismo.

Il Vescovo Lwanga non é intervenuto per richiamare all’ordine vari preti cattolici che in queste settimane hanno propagato veri e propri messaggi di odio contro la comunità omosessuale ugandese durante le messe domenicali. L’unico provvedimento nei confronti di un sacerdote é stato attuato nel maggio 2013 contro Padre Anthony Musaala, famoso per le sue messe piene di canti e danze che gli hanno regalato in nome di “Prete Ballerino”.

Nel Marzo 2013 Padre Musaala scrisse una lettera al Vescovo di Kampala Lwanga presentando prove inconfutabili di sodomizzazioni e violenze sessuali attuate da preti nelle diocesi e nelle scuole private cattoliche contro bambini e bambine.  Lo stesso Musaala rivelò di essere stato vittima di violenze sessuali quando frequentava i primi anni di seminario.

Il Vaticano chiude gli occhi perché non vuole scandali. Credo che sia arrivato il momento di dire la verità. Mi rivolgo a lei affinché faccia pulizia di queste persone indegne dell’ abito che indossano. Spero anche che questa denuncia crei un serio dibattito all’interno della Chiesa Cattolica in Uganda sulla possibilità di concedere il matrimonio al nostro clero”, scrisse nella lettera indirizzata a Lwanga Padre Musaala.

Il Vescovo Lwanga non reagì alla denuncia di Padre Musaala costringendo quest’ultimo a svelare i dettagli ai media locali. Dinnanzi allo scandalo che scoppiò il Vescovo Lwanga chiese perdono alle vittime e promise un’inchiesta interna.

Nella realtà il Vescovo Lwanga attuò una complessa operazione di “cover up” (insabbiamento) allontanando le vittime minori dalle diocesi e scuole cattoliche e facendo pressioni sulla magistratura e polizia affinché non aprissero una indagine ufficiale.

I preti elencati nella lettera sospetti di violenze sessuali non hanno subìto alcun provvedimento interno mentre Padre Musaala é stato sospeso definitamente dal sacerdozio dal Vescovo Lwanga in persona con l’accusa ufficiale di aver rivelato ai media un segreto della Chiesa.

Il Vescovo cattolico di Kampala é stato un accanito sostenitore della legge anti pornografia in cui é incluso il divieto di portare le minigonne o abiti scollati. Questa legge, apporvata sempre nel Dicembre 2013, é ora oggetto di un forte dibattito nazionale in quanto dalla sua entrata in vigore (gennaio 2014) si sono registrati almeno 10 casi di stupro collettivo contro donne commessi da criminali convinti di essere protetti dalla legge in quanto le vittime indossavano delle minigonne.

Il rammarico personale non é sulle posizioni omofobiche e sessofobiche e la protezione della pedofilia all’interno del clero ugandese, atti compiuti dal Vescovo Lwanga ben noti qui in Uganda, ma sulla mancanza di etica di prestigiosi quotidiani come Avvenire che tranquillamente offrono informazioni alterate per rafforzare l’attuale “nuovo corso” della Chiesa, approfittando che la notizia riguarda un lontano paese africano di cui la maggioranza dell’opinione pubblica non conosce in modo approfondito. Queste operazioni di dubbio valore giornalistico sono equiparabili alle foto truccate del conflitto Siriano pubblicate su magazine internazionali e fanno sorgere una domanda spontanea: il vento di cambiamento della Chiesa Cattolica necessita di simili trucchi per essere credibile?

Purtroppo anche questa volta la stampa cattolica italiana ha utilizzato le stesse tecniche di notizie parziali che alterano la realtá, che furono utilizzate per giustificare la benedizione di Papa Benedetto XVI alla Presidente del Parlamento Ugandese Rebecca Kadaga, nota sostenitrice della legge omofobica elargita tre giorni prima della discussione in Parlamento. Discussione che non ebbe mai luogo per decisione del Presidente Museveni.

 La differenza tra informazione e propaganda risiede nel rifiuto del giornalista di alterare una notizia per offrire un’informazione consona a determinate correnti politiche di cui il Potere Temporale del Vaticano ne fa parte a pieno diritto da almeno otto secoli.

Andrei inoltre cauto ad affermare che la pena di morte é stata sostituita con l’ergastolo. Forse  Avvenire possiede una copia del testo di legge, ma vi posso assicurare che in Uganda nessun giornalista é stato in grado di consultarlo. La modifica é stata affermata dai promotori della legge, ma l’opinione pubblica non ha avuto la possibilitá di verificarne la veridicitá.

Giusto a titolo di curiosità,  questa settimana in tutto il paese sono sorti gruppi di preghiera organizzati dalle Chiese Anglicana e Cattolica per ringrazionare “nostro Signore” per aver salvato l’Uganda dal dono satanico della Omosessualità.

Fulvio Beltrami
Kigali, Rwanda

Caccia LGBTI in Uganda: Salvateci da questo ‘genocidio della sessualità’

27 Feb

Questo è un SOS al mondo intero: aiutate la comunità LGBTI a sopravvivere a quest genocidio della sessualità” in Uganda, scritto da una donna transgender da Kampala.

La situazione in Uganda è orribile, all’improvviso persone perseguitate, arrestate e gomberate con la forza.

La mattina dopo che il presidente Yoweri Museveni ha firmato il disegno di legge anti-gay, ci siamo svegliati con la notizia di un nostro amico gay che era stato linciato dalla folla. Il suo partner è stato gravemente picchiato e ora è in ospedale in condizioni critiche.

Non sono sorpresa da questo. Firmando il disegno di legge ha avuto una funzione strettamente televisiva e le osservazioni espresse durante l’evento da Museveni che ha precisato che le persone LGBTI sono considerati un’anomalia hanno suggerito che la violenza contro di loro sarebbe stato visto di buon occhio. Più che mai le persone LGBTI sono diventate un bersaglio. Negli ultimi due giorni, il Red Pepper, un popolare tabloid locale, ha cominciato a pubblicare i nomi e le foto di persone LGBTI, compresi i loro luoghi di lavoro e di residenza.

Duecento persone sono state forzatamente iscritte finora, rendendoci facili bersagli per omofobi affamati di sangue. Abbiamo sentito casi di persone in fuga verso il Kenya. Alcuni in un campo profughi a Kakuma in Kenya hanno sofferto ancora di più, dal momento che tutti i rifugiati che fuggono dall’Uganda sono apparentemente considerati LGBTI. Abbiamo sentito parlare di un caso di un uomo trans con documenti di viaggio in aeroporto è stato portato via.

La situazione è terribile. Il taglio degli aiuti dai paesi oltreoceano è servito solo ad aggravare la situazione visto che ormai ogni comune ugandese darà colpa a LGBTI per la loro situazione economica, dando ulteriore forza ai loro pregiudizi imposti  dall’imperialismo occidentale agli stati africani.

L’intero dibattito è stato frainteso e la nostra salute e le identità moralizzata e politicizzato. Con emozioni in esecuzione alta, è difficile contenere anche qualsiasi conversazione intorno a questioni LGBTI in Uganda adesso.

sfida costituzionale
Tutto ciò che rimane è la sfida costituzionale della legge in Parlamento, ma ci vorranno secoli per una decisione positiva a materializzarsi se mai.

Nel frattempo, la protezione e sicurezza delle persone LGBTI è della massima importanza e abbiamo bisogno che i paesi pe allentino i loro regolamenti in materia di asilo e di accogliere per le persone LGBTI esposte alla fuga di emergenza per dare continuità alla lotta.

Questo è il messaggio che abbiamo bisogno di far uscire all’estero forte e chiaro come una missione. Loro hanno combattuto al nostro fianco contro la legislazione e sarebbe un peccato per loro bbandonare i nostri membri proprio ora.

Ci sono parecchi segni premonitori che fanno pensare ad un genocidio sessuale, incitati dal governo, tra cui il presidente, dai media e dai leader religiosi.

Questo è un SOS al mondo intero. Il mio ragazzo e io cia siamo auto-imposti di stare chiusi in casa da quando è attivo il disegno di legge. Mia mamma viene di notte per portarci cibo.

Abbiamo bisogno di uscire in sicurezza, ma non solo per me. Deve essere un’azione collettiva, di massa. Qualche aiuto che potete offrire il bisogno è urgente! Preghiamo perchè tutti possiate parlarne e fare girare la voce.

Articolo originale Hunted in Uganda: Save us from this ‘sexuality genocide’.

Il reverendo Ugandese Simon Lokodo ha detto : “Lo stupro di un bambino meglio dell’ omosessualità “

26 Feb

Il Reverendo ugandese Padre Simon Lokodo ha affermato che lo stupro eterosessuale è preferibile a un rapporto omosessuale e ha detto che lo stupro di un bambino è ” naturale”.

Lokodo, che è l’attuale ministro di Stato per l’etica e l’integrità in Uganda  sostiene di avere diversi studi in teologia, egli stesso si ritiene un buon cristiano che difende il suo paese dalla minaccia dell’omosessualità.

Ha espresso le sue opinioni controverse durante un’intervista con il comico  l’inglese,  attore, scrittore, presentatore e attivista, Stephen Fry, che è egli stesso gay.

Alla domanda se l’omosessualità era peggio di uno stupro eterosessuale di un bambino, Lokodo ha risposto : “Lasciate che lo facciano … finquando si trovi la giusta via.”

Qui di seguito il resoconto video di Fry della sua conversazione con Lokodo , durante un’intervista con il presentatore Craig Ferguson sulla Late Late Night Show .

“… Il realtà ho avuto un ministro ugandese per dire alla telecamera , che lui è il ministro per l’etica e integrità , è l’unico ministero di questo tipo nel mondo. Ho detto a lui … c’è molto di più di cui preoccuparsi nel vostro paese rispetto alle persona di andare a letto con l’altra persona, gay , ad esempio, c’è quasi una epidemia di stupri ai danni di bambini in questo paese, che è semplicemente spaventoso.

Lui rispose: ‘Ah , ma è giusto il tipo di stupro al bambino. ‘

Ho detto ‘Quella è una telecamera. Sapete che è una telecamera? ‘

Ha detto ‘sì’.

Ho detto ‘Può solo spiegare che cosa volevi dire ?’

‘Beh, che ​​come gli uomini che violentando le ragazze. Che è naturale’ .

Lokodo ha anche detto in un’intervista alla Cnn che il comportamento omosessuale è “ripugnante per la vita del popolo dell’Uganda“.

Se volete fare la vostra cosa , fatele da soli“, ha detto Lokodo . “Ma per favore, non mettere in imbarazzo , non coinvolgete, non portate alcun ugandese a questa attività, perché non è accettabile“.

Il presidente dell’Uganda Yoweri Museveni ha recentemente firmato una legge anti-gay controverso che vede l’ergastolo per i reati omosessuali.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama in una dichiarazione ha riferito di essereche “profondamente deluso” per questa  legge che è “un passo indietro per tutti gli ugandesi .

Se a Barack Obama piace aiutare ugandesi “, ha detto Lokodo , “che lo faccia senza vincoli, senza imporre … un comportamento e una cultura che non è africana , non è ugandese .

Faremmo meglio a morire poveri che perdere la nostra dignità“, ha concluso Lokodo .

Secondo Museveni , l’omosessualità è causata da una “riproduzione casuale ” o per motivi mercenari , mentre le lesbiche sono la conseguenza di “fame sessuale.

Articolo Originale di Ludovica Iaccino
Traduzione a cura di African Voices

OULUS AFRICA&SPORT guarda all’Etiopia attraverso il ciclismo giovanile

26 Feb

Varese, 26 febbraio 2014 –
Tempo di aggiungere un nuovo “filone sportivo” per i volontari varesini di AFRICA&SPORT.

Ormai affermato l’impegno nel mondo del running con progetti a sostegno di realtà sportive e sociali in Etiopia (Bekoji), Kenya (Kiambogo) ed Uganda (Arua) (senza dimenticare l’ospitalità che danno ai top runners quando vengono a correre sulle strade di casa nostra, ndr), grazie alla collaborazione con Clyclemagazine, AFRICA&SPORT inizia ad affacciarsi al mondo del ciclismo.
In occasione della festa della donna, all’interno del programma del Trofeo Binda, Coppa del Mondo donne in programma il prossimo 30 marzo in provincia di Varese, domenica 9 marzo alle ore 9.00 da Laveno Mombello si svolgerà una ciclo passeggiata che avrà luogo lungo la pista ciclabile che collega Laveno Mombello a Cittiglio dal titolo: “Cyclemagazine, pedalata per Lei” organizzata dalla Cycling Sport Promotion e da Cyclemagazine.

Sarà un momento per una pedalata per tutti e soprattutto sarà la prima occasione per conoscere e sostenere il progetto di solidarietà di AFRICA&SPORT legato al mondo del ciclismo. La Onlus varesina infatti raccoglierà fondi per finanziare una squadra di ciclismo giovanile (6 ragazze e 6 ragazzi di età compresa tra i 14 e i 16 anni) presso l’Ethiopian Youth Sport Academy di Addis Abeba. Un primo passo per affiancare e sviluppare il ciclismo in Etiopia. “Non potevamo limitarci al mondo del running .. ci fa molto piacere allargarci ad uno sport come il ciclismo che ha radici profonde nel territorio di Varese da cui nasce e si sviluppa la nostra Onlus. Oggi gettiamo un altro ponte verso un Continente che a piedi o in bici ha voglia di correre!”, queste le parole di Marco Rampi, presidente di AFRICA&SPORT, che esprimono tutta la soddisfazione per la nuova iniziativa. AFRICA&SPORT – www.africasport.it – Fb: Africa&Sport

Impegno per l’Africa e passione per lo Sport. Da questo binomio nasce la onlus varesina, impegnata attraverso lo sport a sensibilizzare, coinvolgere e sostenere concretamente progetti di inclusione sociale in Africa (Etiopia, Kenya, Tanzania ed Uganda). La corsa in particolare è al centro delle attività di AFRICA&SPORT. Il fatto che nella corsa l’Africa esprima delle eccellenze a livello mondiale ed insegna a noi … questo ci piace molto, fa riflettere, e fa guardare da altra angolatura il rapporto nord-sud, vorremmo dire sud-nord. Cyclemagazine – www.cyclemagazine.it – FB: Cycle1
E’ diretta da Lorenzo Franzetti ed è la testata giornalistica di un progetto più ampio, Cycle!, che pubblica due collane librarie sulla cultura ciclistica, una in italiano (con Ediciclo) e una in francese e distribuita in Francia, Belgio e Svizzera (con Rossolis).

Per ulteriori informazioni, contattare: Marco Rampi – 346 8530073346 8530073 – info@africasport.it

Mauritania: Matrimonio di una ragazza di 13 anni annullato dalla giustizia

24 Feb

Si tratta di una piccola vittoria per le ragazze in Mauritania . Da alcuni giorni, il matrimonio di una ragazza di 13 anni con un uomo sulla cinquantina è stato interrotto per decisione del giudice. Raja Mint Abdelkader era stata sposata all’età di 9 anni, venduta da suo padre, in cambio di denaro.

Secondo l’Associazione Femmes Chefs de Famille (AFCF) – Donne Capo Famiglia che ha affrontato il caso, uno o due matrimoni all’anno viene cancellato, ma sono centinaia di altri segnalati ogni anno. Cifra destinata a salire.

Nel 2013 , 728 ragazze mauritan-e di età superiore ai 16 anni sono state obbligate al matrimonio. Quasi il doppio che nel 2012 e questi sono solo i casi elencati dall’Associazione Femmes Chefs de Famille.

Mint El Moctar Aminetou , presidente dell’Associazione, ha diverse spiegazioni, ” la povertà incoraggia le famiglie a vendere i loro figli“.

Poi c’è il discorso islamista che incoraggiano il matrimonio con minori e, infine, l’aumento dei casi di stupro che porta i padri a sposare la loro figlia, il più presto possibile, per salvare il loro onore .

Anche se questi matrimoni sono legalmente proibiti “pochi giudici sono disposti a cancellarli” si rammarica Mint El Moctar Aminetou, aggiungendo che “questi sono i giudici tradizionali che spesso non vogliono verede il problema .”

A volte le procedure risultano più veloci soprattutto quando vi è anche un abuso. Raja Mint Abdelkader, divorziato da lì a pochi giorni, quando è arrivata in ospedale il corpo era  coperto di bruciature di sigaretta. Questo abuso violento ha  chi giocato contro il marito.

Un caso di divorzio precedente,  5 mesi prima. La sposa di 11 anni ha dato veleno a suo marito/padrone di 85 anni che ha dovuto essere ricoverato in ospedale. Oggi la ragazza è tornata a scuola e la prima della sua classe.

Articolo originale in lingua francese QUI
Traduzione a cura di African Voice

RAFAEL VIEIRA – LA VITTIMA NERA DEL RAZZISMO BRASILIANO

23 Feb

RAFAEL VIEIRA – Tumulti e RAZZISMO BRASILIANO

Per molte persone , le rivolte urbane brasiliane iniziate lo scorso giugno ( 2013)  sono state un importante invito risveglio per il cambiamento sociale e politico del paese .

Improvvisamente le strade sono state invase da più di 2 milioni di persone che chiedevano  giustizia sociale, la fine della corruzione e servizi pubblici migliori .

L’uso improprio di denaro pubblico per costruire stadi giganteschi per la Coppa del Mondo del 2014 sono stati massicciamente in discussione per le strade, la brutalità della polizia si è rapidamente imposta contro studenti, donne, anziani e persino donne incinte.

Il presidente Dilma Rousseff in onda sulla televisione nazionale prometteva un referendum sulla riforma politica, come sostengono i manifestanti. Ma il plebiscito è stato posto il veto al Congresso.

Sette mesi più tardi nulla è stato fatto per quanto riguarda le richieste del popolo durante le dimostrazioni. In realtà, solo un uomo è stato ingiustamente punito per i disordini : RAFAEL VIEIRA , un 26enne senza fissa dimora, un uomo nero innocente.

Rafael è stato violentemente percosso nel mezzo delle rivolte a Rio de Janeiro, mentre usciva da un negozio abbandonato – che è stato saccheggiato prima che lui entrasse – portando un detersivo.

E ‘stato arrestato e condannato a  5 anni con l’accusa di trasportare un cocktail molotov.

Secondo la difesa, non c’era il  panno nelle bottiglie (come solitamente in uso nelle bombe incendiarie) , contrariamente alla relazione scritta, e il contenitori in plastica non sarebbe mai servito  come Molotov, dal momento che non si rompe con l’impatto.

Ma una cosa è un dato di fatto : Rafael Vieira è nero e povero . Nero, senzatetto e raccoglie immondizia, Vieira è il primo condannato per le proteste di giugno in Brasile .

Durante la sua storia, il Brasile ha visto varie sfaccettature di razzismo. Un appena percettibile, sofisticato, razzismo che vittimizza migliaia di persone ogni giorno. Un paese in cui si verifica uno stato di genocidio, dato che i giovani neri vengono quotidianamente assassinati, con la complicità passiva della popolazione e dei media.

Per questo motivo, ho scritto questo testo come protesta per i social media internazionali,  Amnesty International o chiunque voglia diffondere questo al fine di portare l’attenzione a questa decisione ingiusta.

Come attivisti neri e combattenti per la libertà, rivendichiamo la libertà di Rafael Vieira e contro lo stato di oppressione subita dal nostro popolo .

Brasile , 4 gennaio 2014 .
Emerson Déo Cardoso .

RAFAEL VIEIRA – THE BLACK VICTIM OF THE BRAZILIAN RACISM

23 Feb

FREE RAFAEL VIEIRA – RIOTS AND BRAZILIAN RACISM

For most people, the Brazilian urban riots that happened last June (2013) was a major wakening call for social and political change in the country.

Suddenly the streets was overrun by more than 2 million people who were calling out for social justice, the end of corruption and better public services.

As the misuse of public money to build overbilled stadiums for the 2014 World Cup were massively questioned on the streets, police brutality rapidly took place against students, women, elders and even pregnant ladies.

President Dilma Rousseff aired on national television promising a referendum over political reform, as claimed by the protesters. But the plebiscite was vetoed by the Congress.

Seven months later and nothing has been done regarding the people’s demands on the demonstrations. In fact, only one man is being unfairly penalized for the riots: RAFAEL VIEIRA, an innocent 26 year-old homeless black-man (see picture).

He was violently reprimanded in the midst of the riots in Rio de Janeiro, as he was leaving an abandoned store – that was looted prior to his coming – carrying a cleaning detergent.

He was arrested for 5 years charged with the accusation of carrying a molotov cocktail.

According to the defense, there was no cloth in the bottles (as usual in incendiary bombs), contrary to the written report, and plastic containers never serve as Molotov, since it does not shatter when breaking down.

But one thing is a fact: Rafael Vieira is black and poor. Black, homeless and can collector (recycler), Vieira is the first condemned the protests of June in Brazil.

Along its history, Brazil has seen various facets of racism. A barely noticeable, sophisticated, subtle racism that victimizes thousands of people daily. A country where a state of genocide occurs, given that young blacks are being gradually murdered and held daily, with the passive complicity of the population and the media.

For this reason, I wrote this text as an outcry for international social media, International amnesty or whoever wants to spread this in order to bring attention to this unfair decision.

As black activists and freedom fighters, we claim for the freedom of Rafael Vieira and against the state of opression suffered by our people.

Brazil, January 4th, 2014.
Emerson Déo Cardoso.

Anti-Gay Law: Chimamanda Adichie Writes, ‘Why can’t he just be like everyone else?’

21 Feb

I will call him Sochukwuma. A thin, smiling boy who liked to play with us girls at the university primary school in Nsukka. We were young. We knew he was different, we said, ‘he’s not like the other boys.’ But his was a benign and unquestioned difference; it was simply what it was. We did not have a name for him. We did not know the word ‘gay.’ He was Sochukwuma and he was friendly and he played oga so well that his side always won.

In secondary school, some boys in his class tried to throw Sochukwuma off a second floor balcony. They were strapping teenagers who had learned to notice, and fear, difference. They had a name for him. Homo. They mocked him because his hips swayed when he walked and his hands fluttered when he spoke. He brushed away their taunts, silently, sometimes grinning an uncomfortable grin. He must have wished that he could be what they wanted him to be. I imagine now how helplessly lonely he must have felt. The boys often asked, “Why can’t he just be like everyone else?”

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Legge Anti-Gay: Chimamanda Adichie: ‘Perché lui non può solo essere come tutti gli altri?’

21 Feb

Lo chiamerò Sochukwuma . Un ragazzo sottile, sorridente che amava giocare con noi ragazze alla scuola elementare di Nsukka . Eravamo giovani. Sapevamo che era diverso , dicevamo, ‘lui non è come gli altri ragazzi .’ Ma la sua era una differenza buona e indiscsutibile, era semplicemente ciò che era. Non avevamo un soprannome per lui . Noi non conosciamo la parola ‘gay ‘. Per noi era Sochukwuma, era cordiale e giocava a Oga (simile moneydrop) così bene che la sua squadra vinceva sempre .

Nella scuola secondaria, alcuni ragazzi della sua classe hanno cercato di lanciare Sochukwuma fuori da un balcone al secondo piano. Erano adolescenti che avevano imparato a notare la sua paura, la differenza . Gli avevano dato un soprannome, Homo.
Lo deridevano perché i suoi fianchi ondeggiavano quando camminava e le sue mani svolazzavano quando parlava. Cercava di non far caso alle loro provocazioni, in silenzio, a volte con un sorriso, altre volte con un ghigno di disagio. Deve aver avuto la voglia di essere quello che loro volevano che fosse. Ora immagino ora quale  impotente solitudine deve aver provato. I ragazzi spesso si chiedevano :”Perché non può solo essere come tutti gli altri ?”

Possibili risposte a questa domanda sono ‘ perché è anormale’,perché è un peccatore,’ ‘perché ha scelto il suo lo stile di vita .’ Ma la risposta più vera è ‘Non lo sappiamo .’ C’è umiltà e umanità ad accettare che ci sono cose che semplicemente non conosciamo. All’età di 8 anni, Sochukwuma era ovviamente diverso. Non era il sesso, perché non avrebbe potuto essere, i suoi ormoni non erano , naturalmente, completamente formati, ma era una consapevolezza di sé stesso e la consapevolezza degli altri bambini, come diverso. Non poteva essere la ‘scelta scelto di uno stile di vita‘ perché era troppo giovane per farlo . E perché avrebbe dovuto, oppure qualcuno scegliere per lui, di essere omosessuale in un mondo che rende così tante difficoltà per gli omosessuali?

La nuova legge che criminalizza l’omosessualità è popolare tra nigeriani . Ma mette in evidenza un fallimento della nostra democrazia, in quanto il marchio di una vera democrazia non è nella regola della sua maggioranza , ma nella protezione della sua minoranza, altrimenti la giustizia sommaria sarebbe considerato un atto democratico. La legge è incostituzionale, ambiguo, una strana priorità in un paese con tanti problemi reali. Sopra ogni altra cosa, però, è ingiusto . Anche in un paese che genera energia elettrica abissale, i laureati sono appena alfabetizzati e le persone muoionoi per cause facilmente curabili e Boko Haram commette omicidi di massa casuali, questa legge è comunque ingiusto. Non possiamo essere una società giusta a meno che non siamo in grado di ospitare le differenza altrui, accettare le buone differenza, vivere e lasciar vivere .
Non possiamo capire l’omosessualità, possiamo trovarla personalmente ripugnante, ma la nostra risposta non può essere quella di criminalizzarla.

Un crimine è un crimine. Un crimine porta vittime. Un crimine danneggia la società . Su quale base l’omosessualità un crimine? Glidulti non fanno nessun danno alla società per come si amano e chi amano. Questa è una legge che non impedirà la criminalità, ma, invece, porterà a reati di violenza: ci sono già, in diverse parti della Nigeria, attacchi contro le persone ‘sospettate‘ di essere gay . La nostra è una società in cui gli uomini sono apertamente affettuosi l’uno con l’altro. Gli uomini si tengono per mano.
Gli uomini si abbracciano. Vogliamo ora arrestare amici che condividono una camera d’albergo, o che camminano fianco a fianco? Come determiniamo l’espressione goffa della legge – ? ‘Reciprocamente favorevole,’ diretto o indiretto‘.

Molti nigeriani sostengono la legge perché credono che la Bibbia condanna l’omosessualità . La Bibbia può essere una base per come scegliamo di vivere la nostra vita personale, ma non può essere una base per costruire le leggi,  non solo perché i libri sacri delle diverse religioni non hanno uguale significato per tutti i nigeriani , ma anche perché i santi libri vengono letti in modo diverso da persone diverse.  La Bibbia, ad esempio, condanna anche la fornicazione e l’adulterio e il divorzio, ma non sono considerati crimini.

Per i sostenitori della legge, sembra esserci qualcosa riguardo l’omosessualità che la distingue. Una sensazione che non è normale‘. Se siamo parte di un gruppo di maggioranza, tendiamo a pensare che altri gruppi di minoranza sono anormali, non perché hanno fatto qualcosa di sbagliato, ma perché abbiamo definito normale essere ciò che siamo e dal momento che non sono come noi, allora sono anormali. I sostenitori della legge vogliono una certa parvenza di omogeneità umana. Ma non possiamo legiferare l’esistenza di un mondo che non c’è: la verità della nostra condizione umana è che siamo una società diversa, multi-sfaccettata. La misura della nostra umanità si trova, in parte, nel modo in cui pensiamo di quelli diversi da noi. Non possiamo, non dobbiamo, avere empatia solo per le persone che sono come noi.

Alcuni sostenitori della legge hanno chiesto, ‘cosa dobbiamo aspettarci, un matrimonio tra un uomo e un cane?‘Oppure mai visto gli animali essere gay? (In realtà, gli studi dimostrano che vi è un comportamento omosessuale in molte specie di animali.) ma, molto semplicemente, le persone non sono cani, e ccettata la premessa, che un omosessuale sia paragonabile ad un animale è disumano. Non possiamo ridurre l’umanità dei nostri simili, uomini e donne a causa di come e chi amano. Alcuni animali mangiano i loro simili, altri abbandonano i loro piccoli. Dovremmo seguire anche questi esempi?

Altri sostenitori suggeriscono che gli uomini gay abusano sessualmente di ragazzini . Ma la pedofilia e l’omosessualità sono due cose molto diverse . Ci sono uomini che abusano di bambine e donne che abusano ragazzini, e non presumono che lo fanno perché sono eterosessuali. Molestie su minori è un brutto crimine che viene commesso da adulti sia eterosessuali che omosessuali (è per questo che è un crimine: i bambini, in virtù di essere tali , richiedono protezione e non sono in grado di dare il consenso sessuale).

C’è stato anche qualche atteggiamento nazionalista tra i sostenitori della legge . L’omosessualità è  ‘unafrican’, (non africano) dicono, e noi non diventeremo come l’Occidente. L’Occidente non è esattamente un paradiso omosessuale, atti di discriminazione nei confronti degli omosessuali non sono rari negli Stati Uniti e in Europa. Ma è l’idea di ‘unafricanness’ (non africanità) che è veramente insidiosa. Sochukwuma era nato da genitori Igbo e aveva nonni Igbo e Igbo erano i bisnonni. Da loro nacque una persona che avrebbe romanticamente amato altri uomini. Molti nigeriani conoscono qualcuno come lui. Il ragazzo che si comportava come una ragazza. La ragazza che si comportava come un ragazzo. L’uomo effeminato. La donna insolita. Queste erano persone che conoscevamo, persone come noi, nati e cresciuti sul suolo africano. Come è possibile quindi considerarli ‘non africani?

Semmai, è della legge stessa che è ‘unafrican ‘.Va contro i valori della tolleranza e il ‘vivi e lascia vivere‘ che fanno parte di molte culture africane . ( Nel 1970 Igboland , Area Scatter era un musicista popolare , un uomo vestito come una donna, indossava il trucco, i capelli intrecciati. Non sappiamo se lui era gay. Penso che lo fosse, ma se ci fosse oggi , potrebbe in teoria essere condannato a quattordici anni di carcere per essere quello che è). E viene informato non da un dibattito home-grown, ma cinicamente da uno preso in prestito: accendo CNN e ho sentito che dei paesi occidentali stanno discutendo su matrimonio dello stesso sesso’ e decisero, anche, che noi vorremmo trasmettere una legge che vieta matrimonio dello stesso sesso. In Nigeria dove, la costituzione definisce il matrimonio come tra un uomo e una donna, ha chiesto ogni omosessuali se desiderano il matrimonio tra persone dello stesso sesso?

Questa è una legge ingiusta . Deve essere abrogata. Nel corso della storia , molte leggi disumane sono state approvate, e sono state successivamente abrogata . Barack Obama, per esempio, non sarebbe qui oggi se i suoi genitori avessero obbedito a leggi americane che criminalizzavano matrimonio tra neri e bianchi .

Recentemente un conoscente mi ha chiesto , ‘se sostenete i gay, come siete nati ?‘ Nigeriani gay ci sono sempre stati. I gay sono esistono fin da quando gli esseri umani sono esistiti. Sono sempre stati una piccola percentuale della popolazione umana. Noi non sappiamo perché. Ciò che conta è questo: Sochukwuma è un nigeriano e la sua esistenza non è un crimine.

Articolo originale di Chimamanda Ngozi Adichie
Traduzione a cura di African Voices

Il Baratto Ugandese: Presidenza, Petrolio e Omosessualità

19 Feb

Durante il meeting del National Revolutionary Army (NRM), svoltoso la scorsa settimana presso la località Kyankwanzi, Domenica 16 febbraio 2014 il Presidente Yoweri Museveni ha promesso ai quadri del suo partito di firmare la controversa legge anti-gay approvata dal Parlamento il 20 dicembre 2014.

La legge, nota con il nome “Kill The Gay Bill”, é stata proposta nel ottobre 2009 dal Parlamentare David Bahati, sostenuto dalla Chiesa Protestante e dalla First Lady: Janet Museveni.

 

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