Mission-Rai1 tra il surreale e le prime dimissioni?

10 Ago

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A seguito dell’articolo inchiesta recentemente pubblicato da African Voices, Intersos ha risposto sul suo sito web con un lungo comunicato dal titolo eloquente: INACCETTABILI LE FALSITA’ RECENTEMENTE PUBBLICATE.

Un comunicato scritto di pugno a lettere cubitali, dove si spiega dettagliatamente le ragioni e i punti di vista della Ong al fine di dimostrare i “fatti palesemente distorti, informazioni false, incomplete e imprecise che sono al centro di uno scritto pubblicato sul sito web African Voices che parla del programma di Raiuno ‘Mission’.” Il comunicato Intersos è stato pubblicato sulla pagina Facebook di African Voices per correttezza e diritto di replica.

Ora ci si aspetterebbe dal sottoscritto e da African Voice una risposta di difesa articolata su ogni punto. Una matura riflessione ci spinge a non inoltrarci in una guerra mediatica tra due entità totalmente inutile essendo fine a se stessa e non costruttiva per far maturare  il delicato e complesso dibattito sulla opportunità morale di andare avanti nel primo reality show umanitario come i media stranieri definiscono senza mezzi termini quello che è Mission, essendo non intaccati dal virus tipicamente italiano di cercare mille definizioni e sinonimi per evitare la realtà.

Ci si limita a chiarire le procedure per autorizzazione e accredito stampa dei giornalisti nella Repubblica Democratica del Congo. Intersos spiega che il permesso ottenuto da un funzionario dell’ufficio distrettuale delle Arti e Riforma Culturale della città di Bunia, è conforme a quanto previsto dalla legge del paese Africano.

African Voice lascia rispondere il sito dell’Ambasciata di Francia a Kinshasa nel paragrafo: Accredito giornalisti stranieri, riproducendo sintesi del testo ufficiale diramato dalle autorità francesi pubblicato il 07 marzo 2013, tradotto in Italiano.

I giornalisti stranieri che desiderano realizzare un reportage (scritto, radio e televisivo) nella Repubblica Democratica del Congo devono ottenere una autorizzazione presso il Ministero congolese della Comunicazione e Media. Sarà richiesta una lettera di spiegazioni sulle finalità del loro reportage. L’autorizzazione è a pagamento.”

Appurato che il Ministero della Cultura e tanto meno un suo ufficio distrettuale non hanno queste prerogative, non solo in DRC ma in tutti i Paesi Africani, come tutti i giornalisti internazionali conoscono, e dopo aver appurato un nostro errore citando due Ministeri del Congo che non hanno più questa prerogativa; ultima domanda: perché nel documento rilasciato nell’ufficio distrettuale di Bunia non si menziona Dinamo srl, Rai e Mission ma solo generiche attività cinematografiche di Intersos su base annuale?

Non ci interessano risposte in merito. Al loro posto speriamo che Intersos finalmente decida  di aprirsi a un serio dibattito e a convocare una tavola rotonda sulla trasmissione invitando tutte le Ong Italiane permettendole di esprimere opinioni e suggerimenti in merito, magari per rendere Mission qualcosa di diverso e realmente utile rispetto ad offensive gossip stories di VIP, schiaffo in faccia ai rifugiati obbligati a fare da comparsa, gli stessi che UNHCR e le Ong si sono impegnati a difendere, inclusa la loro dignità umana. Crediamo che sia un diritto per le Ong italiane parteciparvi.

Cara Intersos, continuare a giocare il ruolo di  Donchisciotte contro tutti non solo porta al baratro ma discredita maggiormente la reputazione delle nostre Ong Italiane che, sinceramente non se la meritano.

Aprirsi al dibattito sano e costruttivo non sembra una richiesta insensata e sicuramente preferibile al gioco al massacro da voi deciso.

Concludiamo riportando una notizia ancora da verificare. In concomitanza con l’uscita del comunicato Intersos contro African Voice, Paola Amicucci dell’ufficio Pubbliche Relazioni della Ong, annuncia le dimissoni sulla sua pagina Facebook. Paola Amicucci venne ad accompagnare VIP, truppe televisiva Dinamo Srl e responsabili UNHCR Italia per la loro seconda puntata a Duruma in Congo nel luglio 2013. Ad Intersos un unica richiesta: di confermarci quanto annunciato dalla Amicucci su Facebook proprio per evitare informazioni distorte e false.

Carlo Cattaneo
Roma, Italia.

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