“Mission” di Rai1. Una bomba a scoppio ritardato?

31 Lug

La prima puntata del  reality show umanitario The Mission, definito anche Fiction Documentary o Social Experiment da alcuni esperti del settore, organizzato da RAI, UNHCR Italia e Intersos, dovrebbe andare in onda su RAI Uno Mercoledì 27 novembre prossimo, come annuncia il palinsesto Rai1 autunno 2013. Una trasmissione destinata a rimanere nella storia visto che quattro mesi prima dalla sua messa in onda è capace di aprire un acceso dibattito su Facebook, Twitter, siti di informazione web e all’interno del mondo del volontariato italiano.

L’obiettivo della RAI sarebbe quello di proporsi, tramite questo social experiment, come mezzo di pubblicità della causa dei più emarginati e del impegno degli operatori umanitari in modo di creare maggior consapevolezza negli spettatori. Dalle indiscrezioni raccolte la produzione non sarà focalizzata sulla sofferenza e sulla disperazione dei rifugiati ma piuttosto sul positivo e concreto impegno degli operatori umanitari, sulle storie dei rifugiati e sui motivi della fuga dai loro paesi natali. Ogni puntata di The Mission sarà introdotta da un accurata spiegazione del contesto sociale, storico, politico e culturale di ogni Paese visitato in modo di offrire al pubblico adeguate informazioni ed evitare la spettacolarizzazione dei rifugiati.

Laura Lucci, responsabile UNHCR Italia assicura che si sta puntando su un programma di informazione. La presenza di UNHCR garantirà che siano raccolte solamente le storie di rifugiati volontari ergendosi garante del diritto del rispetto della privacy e della libertà personale di ogni individuo.

Immagine

L’accrescimento di consapevolezza e la narrazione di storie intime dei rifugiati aiuteranno secondo gli intenti dei promotori a rendere l’opinione pubblica più aperta e sensibile su temi quali l’immigrazione clandestina e i motivi che spingono i disperati alla ricerca di una vita migliore attraversando il Mediterraneo.

Queste rigorose misure protettive in tutela della dignità del rifugiato e i veri intenti ampiamente spiegati sono alla base del rifiuto degli organizzatori di The Mission di catalogare l’operazione come un reality show. Intersos preferisce definirlo un Fiction Documentary mentre la RAI un Social Experiment.

Informazioni e assicurazioni fornite da RAI e UNHCR Italia dovrebbero mettere fine al fiume di indignazione contro The Mission poiché non si tratterebbe di un volgare reality show ma di una trasmissione di contenuti ben più elevati e didattici.

Eppure rimangono una serie di inquietanti domande e alcune notizie che sembrano alimentare dubbi e perplessità.

Il primo dubbio riguarda la presenza di VIP del mondo dello spettacolo. Come verrà coniugato l’indirizzo didattico ed informativo della situazione in cui versano i rifugiati Congolesi e Sud Sudanesi con questi testimonial? Le puntate di The Mission non rischiano di essere incentrare sui VIP bisognosi, quanto la RAI, di pubblicità e relativi introiti? Niente di tutto questo assicurano RAI e UNHCR. I VIP, impegnandosi fianco a fianco con il collaboratori umanitari nell’opera di assistenza saranno testimoni di una situazione di disagio cronico che verrà finalmente messa a conoscenza del grande pubblico.

Accettando il presupposto, non vi è il rischio che questi personaggi famosi intralceranno il lavoro quotidiano degli operatori umanitari di Intersos, distogliendo attenzione ed energie normalmente rivolte ai beneficiari? Gli operatori umanitari impegnati in progetti di emergenza, noti per la loro difficoltà e mole di lavoro fonte di stress psico fisico, riusciranno a garantire entrambe le assistenze, con  precedenza alla quotidiana assistenza ai rifugiati? Difficile ottenere risposte. Gli operatori di Intersos contattati mantengono il silenzio come se avessero ricevuto delle direttive.

Quale sensibilità e giusto approccio potranno avere questi VIP dinnanzi ai rifugiati? Le dichiarazioni hot recentemente fatte da Al Bano Carrisi al giornale tedesco Express che parlano della sua vita sessuale ammiccando ad avventure galanti con le sue fans, potrebbero non costituire solide basi per il compito di testimonial delle condizioni di uomini e donne dalle vite distrutte a causa di guerre e violenze etniche.

Quale sarà il ruolo dei rifugiati? In una trasmissione impostata come The Mission non rischiano di divenire folcloristiche comparse locali di sfondo alle avventure dei VIP? Nonostante le rassicurazioni di UNHCR Italia siamo veramente sicuri che questi rifugiati, per la maggior parte traumatizzati da inaudite violenze subite e analfabeti saranno partecipanti consapevoli ed proattivi del reality show o finction documentary come lo si vuol chiamare?

Anche il termine rifugiati continuamente utilizzato da promotori e organizzatori di The Mission è improprio sia per il Congo che per il Sud Sudan. In realtà i campi profughi di entrambi i Paesi che faranno da sfondo alla trasmissione sono formati da IDP (Internal Deplaced Peoples), sfollati congolesi e sud sudanesi fuggiti dalle violenze della guerra. Eppure si insiste a rappresentarli come rifugiati forse perché storie e i motivi della presupposta fuga dai loro paesi natali creeranno più audience anche se basati su una mistificazione di fondo.

Questa confusione tra rifugiati e sfollati interni non è stata nemmeno compresa dai VIP che dovrebbero condividere il dolore di questi sfortunati secondo copione. Durante la recente intervista su Libero Al Bano  afferma: “Andrò per dieci giorni nel Sud Sudan e devo dire che questa esperienza mi entusiasma molto. Il contatto con la gente che è costretta a lasciare la propria patria, a vivere lontano in attesa che le acque si calmino nel proprio Paese d’origine è toccante. Sono persone che hanno visto in faccia la sofferenza e io farò in modo di lenire, per quel che posso, la loro tristezza. Farò in modo di essere uno di loro in tutto e per tutto”. Il cantante di musica leggera italiana potrebbe avere l’amara sorpresa di doversi confrontarsi non con rifugiati stranieri ma con congolesi e sud sudanesi sfuggiti dalle violenze inflitte dai loro stessi connazionali che, difficilmente hanno qualcosa da condividere con la sua agiata vita in Italia.  

La responsabile UNHCR Lucci, assieme al suo collega Alonzo Vittorio è appena rientrata da Duruma, all’est della Repubblica Democratica del Congo dove è stata girata la prima puntata di The Mission che vede la partecipazione di Paola Barale ed Emmanuele Filiberto di Savoia. Da informazioni ricevute i due VIP e lo staff della Agenzia romana  di prodotti multimediali:   Dinamo Italia S.r.l. che si è aggiudicata la realizzazione di The Mission per conto della RAI, avrebbero raggiunto la cittadina congolese dall’Uganda mentre i responsabili UNHCR Italia accompagnati da personale Intersos della sede: Paola Amicucci e Mauro Celledin dal Sud Sudan. I dettagli di questa missione rimangono ancora sconosciuti, nonostante che informazioni frammentarie pervenuteci fanno sorgere  il dubbio che l’iniziativa di UNHCR Italia non sia totalmente condivisa da UNCHR Sud Sudan.

E’ evidente che Intersos appoggia in pieno questa discutibile iniziativa forse nella speranza di aumentare il proprio fundrising e di compiacere allo stesso finanziatore, UNHCR che in Sud Sudan sta drasticamente ridimensionando il suo impegno non rinnovando i contratti di assistenza agli sfollati interni di varie Ong tra cui Intersos. Essendo il principale donor dei progetti sparsi in cinque Stati del Sud Sudan: Western Equatoria, Jonglei, Unity, Upper Nile e Warrap, la Ong  romana se non trova finanziatori alternativi rischia un doloroso ridimensionamento delle attività in Sud Sudan. Non pare questa una contraddizione? Intersos ha attentamente ponderato i pro e contro, compreso il rischio di ottenere un ritorno pubblicitario negativo, insiti in questa avventura?

Eppure Intersos fino ad ora ha goduto stima e rispetto per il suo impegno non ultimo quello in atto in Afganistan ampiamente illustrato da Alda Cappelletti in una intervista comparsa recentemente su L’Indro. Fondata nel 1992 l’impegno umanitario della Ong romana si basa sui valori di solidarietà, giustizia, dignità umana, rispetto delle diversità e sui diritti e pari opportunità per tutte le persone, specialmente quelle più vulnerabili. Intersos si identifica con i valori di CONCORD, la Confederazione Europea delle ONG e aderisce ai codici internazionali di condotta delle organizzazioni umanitarie. Cosa è cambiato all’interno di questa ONG per accettare di imbarcarsi in un’operazione che fin dalla sua realizzazione nelle lontane terre africane sta sollevando critiche e indignazioni tra il mondo del volontariato e di un parte di opinione pubblica italiana?

Vi è il fondato sospetto che The Mission rischi di rientrare nella gamma di spettacoli spazzatura originati dalla sottocultura del ventennio Berlusconiano dove per fare audience si oltrepassano tutti i limiti compreso quello della dignità di lontani sfollati interni che non vedranno mai la trasmissione non potendo accedere ad un abbonamento satellitare, e per questa ragione,  oltre alla barriera linguistica, non potranno mai esprimere la loro opinione sul reality show umanitario nonostante sia stati inconsapevoli attori minori. Per questo motivo vi è da augurarsi che The Mission sia interrotto nonostante i soldi già spesi per le prime registrazioni della puntata Pilota (avvenuta a Yambio, Sud Sudan, nel 2012) e quella a Duruma registrata nel luglio 2013. Questa decisione eviterebbe imbarazzi non solo ai promotori ma a tutte le altre organizzazioni non governative. Eviterebbe di alimentare maggiormente i sentimenti negativi contro la cooperazione che l’opinione pubblica sta nutrendo da qualche anno.

Nella presentazione del palinsesto Rai1 autunno 2013 si legge tra le righe che la stessa RAI nutre dubbi al riguardo. “E’ il direttore di RAI 1, direttamente da Twitter, ad annunciare l’arrivo a gennaio (quindi formalmente già nella Primavera 2014) del primo talent show dedicato alla comicità, C-Factor. E poi, il tanto chiacchierato talent umanitario. Mercoledì 27 novembre e 4 dicembre Rai1 ospita Mission, con conduzione (a patto che ci sia) ancora sconosciuta”, recita la pagina web.

Concludendo nella speranza di non dovermi più occupare di questo caso in quanto “classified”, concordo con un intervento di una operatrice umanitaria: Sarah Lupu, a commento di un articolo comparso sulla pagina web del FOCSIV. Sarah si augura che questo programma televisivo venga annullato e propone di coinvolgere i professionisti della cooperazione,  per presentare una controproposta di programma televisivo che davvero valorizzi le persone, le storie e le professionalità coinvolte.

di Carlo Cattaneo
Roma, Italia

2 Risposte to ““Mission” di Rai1. Una bomba a scoppio ritardato?”

  1. Valentina Carnimeo 31 luglio 2013 a 14:12 #

    siete vergonosi! nei campi profughi vi ci metterei davvero…e non per fare un reality! é quello che meritate! mi “domando” chi siano le bestie vere! non è questo il modo di pubblicizzare o sensibilizzare l’opinione pubblica alle tragedie umane! potreste fare meno programmi di merda e piu’ INFORMAZIONE, quella vera dato che fregate un sacco di soldi per pagare quel canone del piffero!!!! e poi mi domando al vincitore del reality cosa va? scatta la campagna adotta un rifugiato? già le grandi agenzie UN hanno tutto il loro interesse a mantenere il business dei campi profughi….immaginiamoci ora! siete vomitevoli

  2. Johnc18 2 settembre 2014 a 15:55 #

    An interesting dialogue is value comment. I feel that it is best to write extra on this subject, it won’t be a taboo subject but generally persons are not sufficient to speak on such topics. To the next. Cheers keedcdegbbdf

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: