Violazioni dei diritti umani, incarcerazioni arbitrarie e torture: il pane quotidiano in Costa d’Avorio.

16 Mag

Troppo spesso, raccontando le guerre e le violenze seguite, sono stati nascosti i crimini effettuati da una parte degli attori in lotta attribuendo, viceversa, all’altra ogni sorta di misfatto.

Troppo spesso con omissioni, false notizie o preconcetti presentati come verità assolute, l’opinione pubbliche e gli stessi governi sono stati guidati verso scelte che hanno portato sicuri incassi alle grosse multinazionali e in particolare alla Francia spacciandole per interventi umanitari o di polizia internazionale.

In Costa d’Avorio una semplice disputa sul risultato delle elezioni è stata trasformata in una guerra attraverso una rappresentazione assolutamente non veritiera dei fatti.

Una situazione perlomeno assurda!

Occorrerebbe intanto capire come si è arrivati a queste elezioni in Costa d’Avorio e il clima di violenza e di brogli registrato nelle regioni del Nord ed analizzando l’intera sequenza dei fatti che si sono svolti nel periodo 27 novembre 2010/11 aprile 2011.

Non esiste un solo atto giuridicamente valido per affermare la vittoria elettorale di Ouattara.

Sono stati riscontrati non solo violenze ma anche palesi brogli nel nord, brogli denunciati dagli osservatori elettorali indipendenti presenti nel territorio e taciuti dalla comunità internazionale.

Ma il capolavoro di presentazione di una “verità irreale” è stato compiuto dalla stampa europea nella presentazione dei risultati. Nessuno ha voluto dire che cosa si nascondeva dietro l’espressione “il presidente riconosciuto dalla comunità internazionale” .

La certificazione elettorale non doveva né poteva sostituirsi a questo processo ma solo verificare il rispetto delle regole e semmai trovare una risoluzione pacifica alla controversia (come l’annullamento delle elezioni e la ripetizione o ricontare le schede).

 

Laurent Gbagbo ha chiesto di ricontare i voti.

La risposta della  Francia ed i suoi alleati è stata la guerra, per imporre con le armi Ouattara.

Credete veramente che sia stata la volontà di far rispettare il risultato delle votazioni che ha portato gli elicotteri francesi e dell’ONU a bombardare gli Ivoriani???  

Bombe per giorni e giorni su Abidjan, dove migliaia di civili innocenti sono stati uccisi o feriti dalle pallottole o dai missili lanciati dagli elicotteri militari dell’ONU e della Francia, appostati ad una distanza di circa 2 km dai loro obiettivi.

I Mi24 e le Gazzelle hanno colpito delle zone civili e le armi di questi elicotteri non hanno la capacità di colpire un bersaglio con esattezza.  La dispersione e’ di almeno il 15%. Questo significa che se si vuole colpire un obiettivo da 2 km distanza si può colpire un raggio di almeno 300 metri (circa 150 m. da ogni lato del bersaglio in una zona urbana … abitata da civili innocenti…!!)

E poi, una volta raggiunto l’obiettivo?  Silenzio stampa.

La Francia e l’ONU lo sapevano ma non ha fatto alcuna differenza per loro.  

Ed ora vogliono accusare Gbagbo di crimini di guerra…

Ma quante sono le vittime civili causate dai bombardamenti Nato, il braccio armato dell’Onu? 3.000? 5.000? 10.000 morti?

Quante migliaia di morti , stupri, abusi resteanno impuniti o sconosciuti?

Nessuno lo saprà mai. Unica certezza: troppi Ivoriani sono stati attaccati, mutilati, uccisi, bruciati vivi. TROPPI.

E le prove a convinzione, i documenti che confermano la crudeltà di questi crimini di guerra esistono… E tutti lo sanno.

Sono stati attribuiti agli uomini di Gbagbo violenze poi rivelatesi sospette o false o addirittura opera di Ouattara (in primis la tragedia di Douekoue migliaia di  morti per sterminio etnico), anche se, purtroppo sappiamo tutti che durante una guerra é praticamente impossibile trovare uomini armati innocenti.

Ma silenzio assoluto sui soprusi e le violazioni del diritto di guerra compiuto dalle truppe francesi della Licorne, silenzio sulla situazione in cui è precipitato il paese dopo l’arresto del Presidente Gbagbo e l’imposizione di Ouattara alla guida del paese.

Un clima di violenza e di dittatura, denunciato anche da associazioni umanitarie, dalla chiesa e dalla stessa ONU, ma sopratutto dagli oppositori costretti a lasciare il paese.

Se la stampa non ritrova un suo equilibrio nel dare l’informazione si rende complice dei misfatti compiuti e rende i popoli europei incapaci di comprendere e seguire la realtà anche di fronte alle indagini della CPI.

Paesi che vengono attaccati dalla “comunità internazionale” che si arroga il diritto di massacrare popolazioni ed  “eliminare” i loro presidenti, che vengono poi dalle stesse potenze minacciati o rinviati al Tribunale Internazionale.

Troppe volte l’Africa ha visto propri presidenti liberamente scelti dal popolo, imprigionati a lungo (in attesa di far calare l’oblio sulla loro “esistenza”…) e poi fatti sparire, assassinati con i più svariati sotterfugi…

Questo rende ancora più urgente e necessaria una la liberazione immediata di Gbagbo e di tutti i detenuti politici del governo Ouattara.

Il deferimento alla Corte Penale Internazionale DEI VERI AUTORI di questi crimini di guerra,  sarebbe l’occasione per fare luce sulla violenza ma potrebbe rivelare troppe complicità (senza dubbio della Francia) nella destabilizzazione per un decennio della Costa d’Avorio.

L’America ha commesso crimini contro l’umanita’ in Irak, Afghanistan… La Francia in Libia durante i bombardamenti della NATO, dove migliaia di civili hanno perso la vita sotto le bombe dei suoi alleati.

Ma non saranno mai indagati.

Finché le relazioni internazionali saranno dominate da una tale “prevalenza” di poche potenze “più forti” l’efficacia di queste di istituzioni perderà la sua credibilità.

 

Ma aspettando questa”giustizia internazionale” violazioni dei diritti umani, incarcerazioni arbitrarie, torture, crimini e soprusi sono il pane quotidiano per la popolazione della Costa d’Avorio

 

E con il suo silenzio colpevole, l’Italia  e’ complice di crimini di guerra.

 

Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?” (Antonio Gramsci)

 

scritto da Gahié

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