L’espulsione di George Boley dagli Stati Uniti. Un caso assai insolito

6 Apr

L’espulsione di George Boley dagli Stati Uniti. Un caso assai insolito. Il Dipartimento dell’Immigrazione degli Stati Uniti intende espellere un cittadino Liberiano: George Boley che, stranamente, non si oppone a questa decisione anzi chiede al Governo Americano di accellerare i tempi della sua pratica d’espulsione.

É il caso di espulsione piú insolito della storia degli Stati Uniti dove per la prima volta la vittima del Dipartimento dell’Immigrazione non solo si congratula per la decisione presa ma chiede che i tempi burocratici vengano accellerati. La notizia di per sé é alquanto bizzarra visto le centinaia di migliaia di persone del terzo mondo (tra essi molti Liberiani) che, pur di vivere il sogno americano, accettano anche lo scomodo statuto di clandestini e sono disposte a tutto pur di non ritornare nei loro Paesi. Diventa peró incredibile da quando si é appreso che George Boley é stato il Leader del Liberia Peace Council durante la sanguinosa guerra civile Liberiana.

Non fatevi trarre in inganno dal nome del movimento. Il Liberia Peace Council (LPC) é stato uno tra i piú sanguinari attori della guerra civile secondo per atrocitá solo alle milizie di Taylor. Migliaia di civili sono stati trucidati dal LPC. Boley, ha personalmente giustiziato una decina di civili inermi, comprese due donne e i loro bambini incontrate casualmente per strada a Monrovia e uccise dal warlord, contrariato nel ricevere una telefonata inopportuna da una sua amante. Questo episodio é rimasto nella memoria collettiva del triste passato del Paese.

La Commissione Liberiana di Veritá e Giustizia (Liberia’s Truth and Reconciliation Commission – TRC), che ha indagato su tutti i personaggi che hanno commesso crimini contro l’umanitá durante la guerra civile, nel suo rapporto finale citava il LPC e Boley come responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, compresi massacri e crimini sessuali. Prima di emettere tale verdetto il TRC aveva intervistato 20.000 persone tra cui decine di ex miliziani del LPC e visitato i luoghi dei massacri dove ancora vi erano sepolti i corpi nelle fosse comuni. Il Rapporto della Commissione aveva raccomandato di processare Boley.

Dinnanzi a delle prove cosí evidenti per quale motivo George Boley é cosí anzioso di essere espluso e ritornare in Liberia? La spiegazione piú plausibile ci viene data da Jerome Verdier un’ex membro della Commissione d’inchiesta del TRC.

George Boley teme che le prove evidenti dei crimini commessi contro l’umanitá possano spingere un giudice americano o la stessa Corte Internazionale dei Crimini (ICC) ad emettere un mandato d’arresto contro la sua persona. Questo rischio diventa piú probabile ora che finalmente la ICC sta per emettere la sentenza contro Charles Taylor. Se fosse spiccato un mandato d’arresto contro Boley,ancora sul territorio Americano, i rischi di essere arrestato sarebbero enormi.”

Paradossalmente Boley puó salvarsi ritornando in Liberia, dove difficilmente verrá arrestato e processato, poiché, indipendentemente dal Premio Nobel per la Pace, il Presidente Ellen Johnson Sirleaf e il suo Governo non hanno la minima intenzione politica e volontá morale di processare i criminali di guerra liberiani che circolano tranquillamente nel Paese, divenuti “rispettabili” uomini d’affari o politici. Non si puó aspettare un’atteggiamento diverso dall’attuale governo. Molti in Liberia preferiscono dimenticare che il nostro rapporto aveva incluso nei responsabili della guerra civile anche l’attuale Presidente e Premio Nobel per la Pace, Ellen raccomandanto di impedirle di assumere qualsiasi carica pubblica per almeno trent’anni. Purtroppo il Signor Boley si godrá la libertá in Liberia, come tanti altri criminali come Prince Jonhson.”, afferma ai massmedia liberiani, Verdier che ora vive a New York.

Occorre interrogarsi perché proprio ora il Governo Americano ha deciso di espellere George Boley che dal dopo guerra ha regolarmente vissuto negli Stati Uniti, viaggiando regolarmente in Liberia e addirittura candidandosi alle elezioni Presidenziali nel 2005.

La decisione presa dal Giudice John Reid del Dipartimento dell’Immigrazione nel febbraio scorso ufficialmente é motivata da un visto di residenza scaduto e non rinnovato da parte di Boley. Si ha fondati motivi per sospettare che dietro alla scusa ufficiale vi sia la preoccupazione della Casa Bianca di trovarsi in una situazione imbarazzante qualora sia emesso un mandato di arresto contro questo noto criminale di guerra. Washington avrebbe di che sudare nel spiegare alll’opinione pubblica nazionale ed internazionale come un warlord, su cui vi sono prove ampliamente documentate di crimini contro l’umanitá, abbia potuto tranquillamente vivere negli Stati Uniti con regolari permessi di soggiorno, conti bancari e case di proprietá senza mai camuffare la sua identitá.

di Francois Lafarde

Quebec, Canada.

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