Seeking a safe space: ‘It’s not nice to see your mother beg’

6 Lug

In the cold of winter, shelters for the homeless get very crowded. An overnight facility is being opened to accommodate 230 homeless people in the Cape Town city centre.

“I don’t like to talk about it but I got into an accident when I was three years old… I remember we were still living on the streets…. My mother was drinking with her friends, and she didn’t watch out for me. I was running and playing and then I got hit by a car…. But I don’t get angry at her … I love my mother.”

Jocelyn Diedericks, 21, was a street baby. She was diagnosed with epilepsy after the car accident.

Instead of resentment, she has empathy for her mom, Esther, and is aware of her many obstacles and vulnerabilities.

Diedericks was moved into various foster-care homes after she stopped living on the streets. She has been through many adversities but she managed to complete her matric in 2015 and is now employed as a call-centre agent.

Diedericks’ mother still lives on the street, and she stays in contact with mother and is a positive influence in her life.

 Diedericks spoke to Daily Maverick when she accompanied Esther to the media launch of a “safe space” for the homeless hosted by the City of Cape Town.

Esther is one of the street people who could benefit from the voluntary overnight space.

Esther has been living on the street since she was eight years old. She moved to the streets after she got into an argument with her mother. Diedericks said that she often has to ask other people who know Esther about her past because she struggles to communicate and interact with people.

And despite Diedericks’ many efforts to move her mother into her home, she says she always ends up going back to the streets.

“I’m renting in Athlone and I’ll take her (Esther) home but when I wake up the next day she’s gone. You know, she’s not used to staying in a house. She’s not used to interacting with people and getting a plate of food. She doesn’t know how to live properly if she’s not on the street,” Diedericks said.

Diedericks has three other older sisters who she says do not help to take care of her mother. She says that she is the only one who still visits her mother, and provides her with toiletries and food.

She adds: “I just took my mom to KFC now. I like to get her food when I get paid and bring her stuff because I know that she has to beg or go through rubbish bins to get food. It’s not nice to see your mother beg. I want to be a social worker one day so I can help people like her. My other dream is to own my own house one day.”

“This facility is not just a place to sleep… It is an environment that will connect people to opportunities… It will restore dignity.” said JP Smith, Mayoral Committee Member for Safety, Security and Social Services.

The site, which is still under construction, will officially open in mid-July 2018 according to Smith. It is situated just under the Culemborg Bridge on the Foreshore Cape Town, and will be a voluntary safe space for up to 230 street people, like Esther, to spend the night.

The space will provide beds, water, ablution facilities (including two for people with disabilities) three on-call social workers and lockers where people can store their valuables during the day until they return in the evenings.

“(The space) provides a contained space for NGOs to offer services to street people,” said Smith. The street people will be directed to job opportunities through the city’s Expanded Public Works Programme (EPWP) and the city’s department of Social Development will help street people to get identity documents at Home Affairs. The area will be drug-free, alcohol-free and weapon-free.

Smith said that factors like rising unemployment and job scams, where people are lured into coming to Cape Town with the idea of finding jobs but end up being scammed, are contributing to homelessness in the city. One feature of the pilot project is that people will have the option to be transported back to their home towns by the city should they feel unhappy in Cape Town, Smith said.

The safe space is a “step in the right direction” said Lorraine Frost, Head of the Department of Social Development and Early Childhood Development. Frost said at last count in 2016, there were around 8,000 homeless people living in Cape Town. Plans are under way to do another count this year. DM

 

Original source daily maverick

Annunci

Appello di padre Alex Zanotelli ai giornalisti italiani

2 Lug

«Rompiamo il silenzio sull’Africa.
Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto.

Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale.

So che i mass-media, purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa.

Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa.

È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.

È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.

È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.

È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.

È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.

È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.

È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.

È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa , soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.

È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.

È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.

È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!).

Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi.

Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi.

Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact , contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti.

Ma i disperati della storia nessuno li fermerà.

Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.

E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio.
(I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).

Per questo vi prego di rompere questo silenzio-stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti?

Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.

*Alex Zanotelli è missionario italiano della comunità dei Comboniani, profondo conoscitore dell’Africa e direttore della rivista Mosaico di Pace

 

Padre Alex Zanotelli: “Noi anziani e corrotti abbiamo fatto questo disastro. Ora tocca a voi giovani! decidetevi, prima che gridino le pietre!”

26 Giu

“Se gli altri tacciono, se noi anziani e responsabili-tante volte corrotti-stiamo zitti, se il mondo tace, vi domando: ‘Voi griderete?’ Per favore, decidetevi prima che gridino le pietre.” E’ con queste parole che Papa Francesco sfidò i giovani presenti in Piazza S. Pietro il 26 marzo, per la Giornata Mondiale dei giovani. Quasi contemporaneamente a questo appello di Papa Francesco rispondevano milioni di giovani e giovanissimi americani scendendo in piazza, con la scritta “Never Again” (Mai più !) ,in ottocento città americane (a Washington erano 800,000!) per dire ‘No alle armi’, armi che uccidono negli USA migliaia di ragazzi.

E con un chiaro impegno politico di mandare a casa, nelle prossime elezioni di novembre, tutti quei deputati e senatori che appoggiano la potente lobby delle armi, la NRA. Una straordinaria reazione nell’America di Trump!

Mentre noi italiani “anziani e responsabili” stiamo in silenzio davanti alla follia degli armamenti, delle guerre, del razzismo e della distruzione del Pianeta. Almeno voi, giovani italiani, avrete il coraggio di urlare e di gridare? L’Istituto SIPRI di Stoccolma ha rivelato che nel 2017, a livello mondiale, l’Italia ha investito in armi ben 1.739 miliardi di dollari, pari a 4.5 miliardi al giorno. l’Italia, l’anno scorso ha speso in armi 26 miliardi di euro, pari a 70 miliardi di euro al giorno. E nel 2017 l’Italia ha esportato armi pesanti per oltre dieci miliardi di euro. Armi e bombe vendute, per esempio, all’Arabia Saudita con cui bombarda lo Yemen, ma vendute al Qatar e agli Emirati arabi, che le usano per finanziare i gruppi jihadisti e qaedisti (Tutto questo in barba alla legge 185 che proibisce al governo di vendere armi a paesi in guerra o che violano i diritti umani!). Abbiamo assistito in silenzio al massacro dei palestinesi a Gaza da parte di Israele, armato fino ai denti anche con armi nucleari. E la corsa al nucleare è sempre più intensa nonostante il Trattato per la Proibizione delle armi nucleari (2017) che il governo italiano non ha firmato.

Gli USA da soli, investiranno nei prossimi decenni mille miliardi di dollari per modernizzare le proprie armi atomiche. Queste armi atomiche (“illegali, immorali e illogiche” secondo Papa Francesco) stanno portando il mondo sull’orlo del baratro di una guerra nucleare. Ma non meno grave è la corsa alle armi convenzionali sempre più sofisticate che portano a sempre nuove e spaventose guerre dalla Siria all’ Afghanistan, dallo Yemen all’Ucraina, dalla Somalia al Congo, dal Sud Sudan al Mali, dal Centrafrica alla Libia, dal Sudan alla Nigeria. E’ l’Africa oggi il continente più infestato da guerre e questo proprio per la sua ricchezza soprattutto mineraria. La conseguenza di queste guerre sono i rifugiati che arrivano sulle nostre spiagge chiedendo asilo e che noi respingiamo.

L’Europa, la patria dei diritti umani, ha infatti dato sei miliardi a Erdogan per bloccare in Turchia chi fugge dalla Siria o dall’Afghanistan ed ha spinto l’Italia a fare un accordo con l’uomo forte di Tripoli, El Serraj, per bloccare nell’inferno libico un milione di rifugiati, torturati e stuprati. L’Europa ha già sulla coscienza oltre 35.000 migranti sepolti nel Mediterraneo. Ora il portavoce del nuovo governo, il ministro degli Interni, Salvini, urla: ”Basta ONG nel Mediterraneo per salvare i naufraghi”, e nessun “vice-scafista deve attraccare nei porti italiani.” E vorrebbe espellere dall’Italia 600.000 irregolari. E’ il trionfo del razzismo, della xenofobia e non solo in Italia, ma anche in Polonia, in Ungheria, in Croazia, in Austria. E non solo a parole, ma con muri, con filo spinato e barriere metalliche con lama di rasoio. Il vecchio continente ha perso la sua umanità!

I nostri nipoti diranno di noi quello che noi oggi diciamo dei nazisti. E’ la nostra Shoah!
Il tutto nell’indifferenza e nel silenzio di noi “anziani e responsabili”.
La mia generazione, quella nata dalla II Guerra Mondiale e vissuta fino a oggi, sarà tra le generazioni più maledette della storia umana, perché nessuna altra generazione ha talmente violentato il Pianeta Terra come l’abbiamo fatto noi.

Vi consegniamo un mondo malato, ora tocca a voi giovani!
Tocca a voi, giovani, gridare, urlare, protestare contro un sistema economico-finanziario che impoverisce e affama così tante persone e che violenta il Pianeta Terra, contro la follia degli enormi investimenti in armi che portano a sempre nuove guerre, contro questa onda xenofoba e razzista che mina la UE e il nostro paese.
Noi anziani e corrotti abbiamo fatto questo disastro.
Ora tocca a voi giovani! “Per favore, decidetevi, prima che gridino le pietre!”

Alex Zanotelli
Napoli, 20 giugno 2018

Acquarius: Storia vera e completa del salvataggio delle 629 persone

15 Giu

Ecco la vera storia della nave Acquarius raccontata dal direttore di Repubblica, Mario Calabresi, nei momenti in cui si stava consumando la tragedia mentale di Salvini:

“Acquarius, di proprietà di Sos Meditarrenee e MSF con 630 persone a bordo di cui 200 raccolte in mare da un barcone spezzato e 420 presi in consegna dalla Guardia Costiera Italiana e dalla Marina Italiana che li aveva raccolti e passati all’Acquarius per essere portati in italia. Anche i 200 presi in mare dall’Acquarius erano stati salvati in coordinamento con la Capitaneria di porto italiana.”

Ben sapendo tutto ciò, Salvini ha deciso di giocare alla ‘grande speculazione’ bleffando gli italiani sulla schiena di povera gente che già ne aveva passate di ogni, cercando di scaricare il ‘problema’ a Malta da dove giustamente a questo punto è arrivato il no. Perchè Malta avrebbe dovuto sobbarcarsi 630 persone raccolte in mare dalla Marina e Guardia costiera italiana che avevano dato ordine all’Acquarius di portarli in porto italiano?

Marco Pugliese
Blogger al servizio dei diritti umani

Popoli e migranti

15 Giu

E’ ora per me di tornare.

dopo poco più di un anno, posso anche dire anno sabbatico quasi lontano dalle grandi e piccole notizie dall’Africa e degli africani sento che è giusto tornare a dare giusta vita a questo storico blog in nome delle popolazioni sofferenti africane, dei migranti che hanno poca voce e non solo quelli africani, ma anche asiatici e medio orientali.

Ricominciare a raccontare le loro storie, delle loro terre e dei viaggi della speranza con un occhio di non riguardo per tutti coloro che ne ostacolano il passaggio, la permanenza e la crescita.

In questo anno ho aperto gruppi a vario titolo su facebook, ho cambiato due volte il nome del mio accout su Twitter e cosa giusta, ho cancellato l’account su Linked.
Oggi la mia pagina African Voices su facebook non esiste più e alla fine ne sono contento, solo blog e twitter il cui nome cambia per il ritorno all’origine di AFRICAN VOICE e l’uso di alcuni gruppi che stimo molto come Per la liberazione dei prigionieri nel Sinai se la mia cara amica Cornelia @cotoelgyes me lo permetterà.

Buona lettura e felice continuazione

Marco Pugliese
Blogger al servizio dei diritti umani

A Catania sbarcano 932 disperati, ma Salvini censura le immagini

14 Giu

A Catania, ieri, è sbarcata la Diciotti, una nave con a bordo 932 migranti.
Non 629, come l’Aquarius, circa 300 di più.

Cinque di loro, quattro donne incinte e un minorenne, sono stati portati d’urgenza in ospedale.
A bordo, c’erano anche due cadaveri.

La maggior parte sono eritrei, quindi futuri “rifugiati politici”, “profughi” a tutti gli effetti.

“A casa loro”, in Eritrea, c’è Afewerki, uno dei dittatori più spietati e sanguinari di sempre; per gli eritrei l’asilo politico è automatico ovunque, non è nemmeno in discussione.

Ma non vedrete troppe foto di questo sbarco, perché l’intera zona del porto di Catania è stata posta sotto stretta sorveglianza.

Salvini non vuole che la gente guardi in faccia quei mille nuovi disperati che arrivano in Italia, giusto poche ore dopo aver gridato “VITTORIA” sui suoi social per averne respinti 600, tra le grida esaltate del suo fan club.
Quindi, sul suo profilo Facebook, per ora evita di parlarne.

Non vuole che, magari, qualcuno si accorga che non sono “palestrati con l’iPhone”, ma perlopiù povera gente denutrita, stremata da un viaggio che li ha visti attraversare confini sorvegliati da militari che sparano a vista, il deserto e infine il mare.

Non vuole che i suoi follower lo sappiano, non vuole che li vedano sbarcare, non vuole che le persone si facciano domande.
Per lui, per la sua propaganda infame, quella gente semplicemente non esiste.

Ed è per questo che, invece, oggi è assolutamente necessario parlare di loro.

Emiliano Rubbi

Un licantropo italiano in Africa

14 Giu

Due anni fa quando ho interrotto i miei rapporti con Fulvio Beltrami alcuni mi chiesero: perchè?
In fondo i suoi articoli erano di grande impatto e almeno due sue inchieste condivise con me sono andate bene. Ma c’era qualcosa che non mi tornava sopratutto e proprio in quegli articoli fatti per lo più stando seduto ad un computer in chissà quale angolo di un piccolo ufficio in Uganda. E allora mi misi alla ricerca di informazioni e ne trovai… caspita se ne trovai! E tutti, sepure non si conoscessero tra loro, mi raccontarono più o meno le stesse cose, le stesse pessime cose!

In questo articolo che linko volentieri ci sono molte cose che già avevo saputo e altre che onestamente ne ero all’oscuro, ma che tutto sommato non mi sorprendono, visto il personaggio.

 

Buona lettura:  https://italietta-infetta.jimdo.com/editoriali/i-licantropi-della-cooperazione/

African Voices cambia nome e mission

5 Ott

Quando 7 anni fa ho aperto la vecchia pagina AFRICAN VOICES, ormai persa perchè rubata da un ladro, il mio obiettivo era quello di imparare tutto quello che ancora non sapevo sull’Africa, sul territorio, i popoli e la cultura attraverso la conoscenza e l’informazione di altri.
Quel progetto mi ha fatto ottenere buone soddisfazioni e quasi 300 mila followers. Ho ottenuto la stima di diversi blogger e giornalisti africani, di attivisti per i diritti di molte categorie e per la pace. Molti musicisti, poeti, scrittori, pittori, politici africani ed editori e tanta, tanta gente comune hanno simpatizzato per quella pagina e per il mio modo di operare.
Opera che poi, negli ultimi due anni mi ha visto affiancato da validi collaboratori africani e non di grande valore che ancora oggi sono al mio fianco.

Ed è proprio con loro, in special modo con Cornelia Toelgyes, amica e attivista da molti anni a favore dei diritti umani, esperta di Africa e giornalista divide con me come  amministratrice questa nuova avventura.
Abbandonare il nome AfricanVoices cambiando con Voices 5 Continents e allargare la nostra mission non più solo all’Africa, ma anche agli altri 4 continenti, non è stata una decisione semplice, ma ormai dopo anni di solo Africa e con decine di migliaia di articoli, video, immagini e discussioni condivise e con la ‘morte digitale’ della pagina originale, il cambio è diventato un obbligo e non poteva che essere verso un impegno maggiore verso gli altri quattro continenti mantenendo nella stessa misura anche le info sul nostro principale continente, l’Africa appunto.

Oggi, gli equilibri si sono spostati e sopratutto il mondo è cambiato molto. Terrorismo, razzismo, omofobia, xenofobia, cancellazione dei diritti umani, diritti civili, repressione della stampa internazionale, migrazioni, cambiamento climatico e molto altro, sono aumentati in via esponenziale ovunque ed ecco allora la nostra decisione di spostare la l’attenzione anche sugli altri 4 continenti per capire, imparare e ottenere un confronto più ampio.

Non mancheranno le fotografie, i racconti attraverso le immagini di grandi fotografi internazionali, video, musica e cercando attraverso le tradizioni locali dei 5 continenti di ampliare le nostre conoscenze personali sperando di coinvolgere anche il Vostro interesse.

Allora… , benvenuti nella nostra pagina VOICES 5 CONTINENTS.

Back to Africa. African Diaspora return to build a Great Continent.

29 Ago

In Italy racial and alarming propaganda made by Italian Medias and tolerated by Italian left government, is increasing political consensus and power of xenophobic and populist far rights parties. This propaganda is based on fake news that are hiding the reality. Italian Medias are trying to convince Italian public opinion that the Country is victim of unstoppable invasion from Africa. This is the fakest news of Twenty-one Century. The reality is explained only by few honest journalists working in Italian newspapers like L’Indro, Manifesto, Corriere delle Sera and Avvenire. These honest journalists (really rare in the Italian Media universe) are trying to explain to the public opinion the truth.

Africa migration to Europe is an insignificant percentage of migration phenomenon that everybody can observe in the African Continent. Economic migration inside Africa will be facilitated with the open border policy and African Passport that African Union want establish before 2030. Nowadays there are interesting experiments of free people circulation and one nationality projects in various African economic communities. The most advanced experiment is done in East African Community.

The second truth hided by Italian and European Medias is more horrible than the first. Europe is progressively refusing Visa to refugees betraying West values in defence of human rights often utilized against African Countries. Thousand of peoples from Africa and Middle East that are running away from wars often made by West Countries and thousand of African and Arabs oppressed and tortured because their political, religious ideas and their sexual orientation are receiving the without pity refuse to enter in Europe as refugee and European protection. Most of political, religion and sexual repressions are made by dictator regimes allied of Europe and USA: like South Arabia, Turkey, Egypt or Sudan. In Africa there are almost 10 million of refugees that receive more or less a good assistance by African Governments in straight collaboration with UNHCR and International NGOs.

One of the leading African countries for refugees and immigrants management is Uganda where every “foreigner” is helped to be integrated inside Ugandan social and economic contest by offering work, security and dignity. Despite this policy careful of Human Dignity that is total different of xenophobic European migration policies, few days ago, Italian newspaper La Repubblica wrote an article about Sudanese refugee emergency, which in fact denigrates Uganda, ignoring that the African country is at the forefront of world-wide reception policies and has institutionalized an open-door policy praised even by United Nations. “Uganda is collapsing: this is where one million South Sudanese find shelter“. An article that propose the classic clichés of poor African countries in desperate need of help, perhaps written to attract funds for the humane humanitarian business invented by the West

The example of La Repubblica is not unfortunately an isolated case. From several months, Italian newspapers open on the front page with xenophobic titles against immigrants. “Immigration, a third of Italy in foreign hands“. “Immigrants at Lido Station. Discomfort and harassment“. ” Islamic contagion infects Europe. Under attack Finland and Germany “. “Soldiers encircled by the migrants gang “. Often these are fake news or news that are deliberately distorted to create a climate of fear and terror. The Catholic priest Mussie Zerai of Eritrean origin and candidate for the Peace Nobel Prize was investigated by the Prosecutor’s Office of Trapani with allegations to promote illegal immigration. In reality Father Zerai helps immigrants already in Italy to reunite with their family or to find a job, giving them dignity.

Inside of this disinformation made by Italian Medias is start to be clear the intention of somebody to create psychological terrorism addressed to Italian public opinion. Some Italian Medias linked to Far Rights Parties and populist movements are spreading racial hate against Muslims and Africans. This may put at serious risk thousand of migrants lives. With deep sadness we are understanding that often Italian Medias are hiding the truth about migrants phenomenon. One of this hidden truth is concerning the return migration from Europe to Africa, started on 2014.

African Diaspora in Europe is starting to came back to Africa after long time spend in European Countries. This willing to came back is not motivated by personal failure or the incapacity to be integrated in Western societies. At the contrary who is coming back are African migrants that are well integrated into European middle class. The migrants that arrived in Europe on Sixty and Eighty running away from wars, coup d’état and dictatorial regimes in Africa made by the Western confrontation against Communism and the Western necessity to control African natural resources at any cost.

African Diaspora that is coming back is composed by university professors, bank and industry managers, rich businessman that have in Europe a good life thanks to their sacrifice, intelligence and honest hard work. 15% of bank worker originally from Algeria leaving in France are return to their Country in order to open financial consultancy agencies and to contribute to the progressive free market liberalisation. 6% of well paid Nigerians and Kenyans engineering leaving in U.K. are coming back to Nigeria and Kenya in order to manage high level construction works and build the necessary public infrastructures to start the Industrial Revolution.

U.K. newspaper The Guardian (far away thousands of miles from the gossip and racist information of several Italian newspapers) as recently published a journalist inquire about the return of Ethiopian Diaspora. Young Ethiopians leaving or born in U.K. are coming back to Ethiopia attracted by the economic boom of their Country able to assure a 10% annual economic growing. These young Ethiopians have University Degrees and good works in U.K. They are coming back to their native Country attracted by better opportunity of job and professional career meanly after Brexit political and economic earthquake. Is a radical one way return. Many of them sell their house in U.K. in order to have enough money to assure a good start up in Ethiopia.

More complete and rich study has been done by Inspira Afrika magazine in collaboration with Avako Group and Africa France. The study is focused on Francophone African migrants in France that are return back to their Mother Lands. 38% of them have top level management jobs in important private and public French enterprises. 19% of them are VIP managers in French banks and financial consultancy agencies. 21% are VIP manager in marketing and PR relation agencies and 13% VIP manager in Telecom companies. The study reveals that 63% of these African super managers that are returning back wants participate to the African economic miracle. 49% are attracted by better paid job opportunities. In France 58% of VIP African managers that are coming back home are women.

African Diaspora return home is verifying in African Countries still in balance between war and peace too, like Somalia. Thousand of Somali refugees in Europe, USA and Canada are return home despite that Somali Central Government is steal weak and Salafist terrorist group Al Shabaab not yet totally defeated by the brave Burundian and Ugandan troops that are the Elite corps of African Union Peace Mission AMISOM. These brave African soldiers have succeed where Western armies have failed during UNISOM time with full respect of Human Rights and full civilians protection.

Somali Diaspora return is motivated by Patriotic feelings and economic opportunism. Once AMISOM will defeat totally Al Shabaab, all Somalia will be rebuild and Somali economy will start from zero. Somali Diaspora wants full participate at political, social and economic levels to their Country Renaissance.

The return migration is reaching interesting dimensions. For every 100 new arrivals in Europe 20 African old migrants well integrated in European societies are return home. According the experts this percentage is designated to increase in the following years. It’s easy to understand why. The old Europe is collapsing at economic level and good job opportunities are decreasing not only for migrants but for European citizen too.

Xenophobe, fascist and racist parties are increasing their power in Italy, French, Belgium, Holland, Ostrich and Germany. Anti migration policies are promoted by Leftists governments, firs the Italian one. These policies are creating a racial hate feeling and risks of safety for thousand of honest migrants that are sharing Europeans values but are rejected because are Nigger or Muslims. They are accused to be criminals, to support illegal migrations or, even worst, to be terrorists.

The return home to Africa is the first signal of what the future is reserving to the Old Europe victim of racism and of the decline of West Empire. Meantime Italian Medias are diffusing fake news of invasion from Africa asserting that Africans illegal migrants are making at risk Italian society and democracy, the recent illegal migration from Africa is originated in African Countries where Western economic lobbies are denying democracy, economic and financial independence with sadism obligations like the French monetary system FCFA. A big strategy in order to maintain the control over natural resources with the complicity of some corrupts African governments.

In all African Countries where exist a full economic and financial independence and the development is linked to nationalist policies and to the collaboration with foreign Power less savages and more oriented to the Winn Winn policy, like China, the migration to Europe has drastically decrease since 5 years ago. Why migrate in the Old Europe when development, job opportunities, and the possibility to improve the life standard are in Kenya, Uganda, Rwanda, Tanzania, Ghana, Congo Brazzaville, Algeria, Mozambique, Angola, South Africa?

The Old Europe is becoming more and more racist, populist and fascist. European Union is near to the economic and political disintegration. Europe is not more an attractive destination. In the following years the migration from Europe to Africa will increase. African workers, managers, professors, doctors and scientists, will came back in their Countries bringing with them technological knowledge and new ideas to support human rights and democracy. They will bring with them also a critical vision about Whites that are still thinking to control natural resources worldwide instead to ask aid and collaboration in order to avoid economic destruction and society collapsing in Europe and USA nowadays divided by racial issues that are compromising the big democracy of North America.

This critical vision about White Universe will be linked to bad memories of credulities and unjust treatments designated to thousand of migrants only because are Black or Muslims. This feelings risk to be linked to the surprise that Africa and China are preparing to West. A progressively decrease over minerals, gas and oil exportation in Europe and USA. These strategic natural resources will be needed to support the African Industry linked to BRICS Countries and China.

Some European governments and experts more focused over economic relation with Africa are already understanding this trend that will rewrite the worldwide power equilibrium in favor of the South of the Planet. These attentive politicians and observers they know that Western modern armies and nuclear arsenals are useless tools of coercions. Iran and North Korea are already showing that EU and USA cannot afford global wars that have great probabilities to end like the disastrous military adventures in Afghanistan and Iraq. The capacity to create civil wars and chaos like in Libya are progressively limited. Even African dictators are less and less willing to collaborate with Western countries in Africa natural resources rape, preferring new partners from Russia or China.

The most careful European politicians and observers are analyzing a more dangerous risk in the immediate future. For a decade Western governments have supported and encouraged thousand of their poor citizen from Maghreb origins to join the so called “Islamic” terrorist groups in order to win the war in Syria, Iraq and in several African Countries like Nigeria or Mali. All this to increase the Western control over Middle East and Africa oil and minerals.

Unlucky DAESH and other Saudi Arabia financed terrorist groups are near to be defeated in Middle East thanks to the courage and the sacrifice of Russian, Iranian, Kurdistan, Syrian, Lebanese soldiers and Hezbollah militia. European mercenaries defeated and humiliated are returning back to Europe full of hate against the Western governments that have send them to fight in Syria and Iraq just to consolidate minerals and oil Western control. This hate will generate a terror and dead seasons without precedents in Europe history as the recent terrorist escalation in Spain clearly shows.

Soon other European mercenary send to fight alongside Al Qaeda Magreb, Boko Haram and Al Shabaab will return in Europe defeated by courageous African armies and by the sacrifice of brave Africans soldiers and civilians. Their return to Europe will increase death and terror. More than before Europe and USA they need external aid. It’s essential for the survive of their civilizations and the worldwide peace that West will renounce to all aggressive and primitive feeling of supremacy in order to create strong collaboration with all former colonies. Africa can help West to came out from its own made nightmare but there is need of a radical mentality change. A radical change that is possible because African peoples surely will be willing to forget the past mistakes and injustices in order to create a better world for everybody.

by Fulvio Beltrami
Freelance Journalist
@Fulviobeltrami

Ritorno in Africa. I flussi migratori si stanno invertendo.

29 Ago

La allarmante e razziale propaganda promossa da vari Media italiani, discretamente tollerata dal governo di sinistra di cui ironicamente i frutti politici vengono raccolti dalla destra populista si basa su un grande inganno informativo. Stanno convincendo gli italiani che il loro Paese è invaso dagli africani disperati e pronti a tutto. Nulla di più falso come hanno sottolineato un pugno di colleghi su L’Indro e altri quotidiani come il Manifesto, Corriere della Sera e Avvenire. Voci fuori dal coro che espongono una cruda realtà: i flussi migratori verso l’Europa sono una percentuale insignificante rispetto ai flussi che avvengono all’interno del Continente africano.

Flussi di natura economica che verranno facilitati con l’abbattimento delle frontiere nazionali e unico passaporto africano, progetto promosso dalla Unione Africana che dovrebbe entrare in vigore entro il 2030. Già ora alcuni blocchi economici stanno costruendo i presupposti per una unica cittadinanza. Il progetto più avanzato è quello della East African Community (Comunità Economica dell’Africa Orientale).

La seconda realtà che i media italiani ed europei occultano è ancora più orribile. L’Europa sta progressivamente rifiutando i visti ai profughi e ai richiedenti di asilo politico rinnegando così i valori europei in difesa dei diritti umani spesso usati come arma di accusa rivolta contro vari governi africani. Migliaia di persone dall’Africa e Medio Oriente ricevono il rifiuto di concedere loro lo statuto di rifugiato in Europa nonostante che fuggano da guerre spesso create dall’Occidente o da repressioni politiche, religiose e sessuali perpetuate da dittature disumane alleate a Stati Uniti e Unione Europea, i casi più lampanti: Arabia Saudita, Turchia, Egitto e ora anche il Sudan.

In Africa vi sono quasi 10 milioni di profughi, gestiti più o meno bene dai governi africani con la collaborazione dell’Alto Commissariato ONU per i Profughi (UNHCR) e ONG occidentali. Uno tra i Paesi africani all’avanguardia per la gestione dei rifugiati e immigrati è l’Uganda dove ogni “straniero” viene aiutato a inserirsi nel tessuto sociale ed economico ugandese, offrendo lavoro, sicurezza e dignità. Eppure qualche giorno fa il quotidiano La Repubblica ha scritto un articolo sulla emergenza profughi dal Sud Sudan che di fatto denigra l’Uganda ignorando che il Paese africano è alla avanguardia delle politiche di accoglienza a livello mondiale e che abbia istituzionalizzato una politica di porte aperte elogiata anche dalle Nazioni Unite. “L’Uganda al collasso: è qui che un milione di sud sudanesi trova rifugio” Un articolo, forse scritto per attirare fondi a favore del florido business umanitario inventato dall’Occidente, che propone i classici cliché di Paesi africani poveri e bisognosi di aiuto. Una tecnica giornalistica per generare pietismo e convincere a stanziare fondi umanitari per le Ong italiane o europee.

L’esempio de La Repubblica non è purtroppo un caso isolato. Da mesi i giornali aprono in prima pagina con titoli xenofobi contro gli immigrati. “Immigrazione, un terzo dell’Italia in mano agli stranieri”, “Immigrati alla stazione di Lido. Disagi e molestie”, “Il contagio islamista infetta l’Europa. Sotto attacco Finlandia e Germania”, “Militari accerchiati dalla gang di extracomunitari”. Spesso queste sono false notizie o notizie che vengono volutamente distorte per creare un clima di paura e terrore. Il prete cattolica Mussie Zerai di origine eritrea e candidato al Premio Nobel è stato indagato dalla Procura di Trapani con l’accusa di favore l’immigrazione clandestina. In realtà Zerai aiuta gli immigrati già in Italia a ricongiungersi con i famigliari o a trovare un lavoro, donando loro dignità.

All’interno di questa facile disinformazione con chiari connotati di terrorismo psicologico che in alcune testate italiane si trasforma in odio razziale, non vi è spazio per le notizie vere. Dal 2014 i flussi migratori Africa Europa si stanno progressivamente invertendo. La diaspora africana in Europa sta rientrando in Africa dopo decenni passati all’estero. Il fenomeno di rimpatrio non è dovuto da fallimenti personali o mancato inserimento nel tessuto socio economico nei Paesi europei ospitanti.

Al contrario riguarda al piccola e media borghesia africana che giunse in Europa nella prima ondata migratoria degli anni Settanta e Ottanta causata da guerre, colpi di Stato e sottosviluppo nei Paesi di origine. Tutti prodotti dalla competizione tra Capitalismo e Comunismo e dalla vorace e insaziabile mania occidentale di controllare e depredare le risorse naturali del Continente.

A rimpatriare sono professori universitari, bancari, manager di industria, commercianti affermati che sono entrati a pieno diritto nella media borghesia europea grazie ai loro sacrifici, intelligenza e onesto lavoro. Un quarto dei bancari algerini che lavorano presso banche francesi sta rientrando nel loro Paese per aprire studi di consulenza finanziaria, contribuendo alla progressiva liberalizzazione dell’economia in Algeria. Il 6% di stimati e iper pagati ingeneri nigeriani e kenioti in Gran Bretagna ritornano in Nigeria e in Kenya per dirigere i lavori nel piano di rilancio delle opere pubbliche tese a rafforzare la rivoluzione industriale.

Il quotidiano britannico The Guardian (di cui professionalità è lontana anni luce dal dilettantismo informativo e scandalistico di vari quotidiani italiani) ha recentemente pubblicato una accurata indagine sul fenomeno di rimpatrio che sta ridisegnando i flussi migratori Africa Europa. L’indagine è concentrata sulla diaspora etiope. I giovani etiopi figli di immigrati, in possesso di diplomi universitari e ottimi lavori stanno ritornando in Etiopia attirati dal boom economico che il loro Paese sta conoscendo dal 2012 con una crescita economica annuale del 10%. Il loro Paese di origine offre migliori condizioni di lavoro e possibilità di carriera professionale rispetto alla Gran Bretagna sopratutto dopo il Brexit. E’ un ritorno radicale a senso unico, con tanto di vendita delle proprietà immobiliari acquistate in Gran Bretagna.

Più completa è l’inchiesta fatta dalla rivista Inspira Afrika in collaborazione con Avako Group e Africa France che riguarda il rimpatrio di immigranti francofoni. Il 38% degli immigranti africani residenti in Francia che decidono di ritornare nei loro Paesi d’origine hanno lavori dirigenziali in importanti aziende pubbliche e private. Il 19% sono alti funzionari presso banche e agenzie di consulenza finanziaria francesi, il 21% alti funzionari di marketing e comunicazione e il 13% dirigenti di compagnie Telecom.

L’inchiesta rivela che il 63% di questi professionisti che rientrano in Africa sono motivati dalla volontà di partecipare al miracolo economico del Continente. Il 49% sono attirati da opportunità professionali più gratificanti e meglio retribuite. In Francia sono sopratutto le donne manager africane a ritornare in Africa. Esse rappresentano il 58% degli immigrati che ritornano nei loro Paesi d’origine.

Il ritorno della diaspora si verifica anche in Paesi ancora in bilico tra guerra e pace, come la Somalia, dove centinaia di migliaia di somali rifugiati in Europa, Stati Uniti e Canada stanno ritornando nonostante che il governo centrale sia ancora debole e che il gruppo terroristico salafista Al Shabaab non sia ancora stato definitivamente annientato dalle coraggiose ed efficaci truppe ugandesi e burundesi che compongono la punta di diamante della forza militare di pace AMISOM che è riuscita a stabilizzare gran parte della Somalia dopo il clamoroso fallimento della missione di pace occidentale UNISOM. Il rientro in Somalia è motivato da spirito patriottico affiancato da opportunismo economico. Il Paese, una volta annientato Al Shabaab, sarà tutto da ricostruire e il tessuto economico ripartirà da zero. La diaspora somala vuole svolgere un ruolo di primo piano a livello politico, sociale ed economico nella ricostruzione della loro Patria.

L’inversione dei flussi migratori ha raggiunto dimensioni interessanti. Su 100 nuovi arrivi di immigrati dall’Africa 20 immigrati di lunga data appartenenti alla media borghesia africana creatasi in Europa ritornano nel Continente. Secondo gli esperti questa percentuale è destinata ad aumentare nei prossimi anni. La spiegazione di questo aumento è semplice. La vecchia Europa sta collassando a livello economico contraendo le possibilità di lavori ben retribuiti non solo per gli immigrati ma anche e sopratutto per i cittadini europei.

Il rafforzarsi dei partiti xenofobi, fascisti e razzisti in Italia, Francia, Belgio, Olanda, Austria, Germania e le politiche reazionarie di molti governi della sinistra europea, in prima fila quello italiano, stanno creando un clima di odio razziale e di insicurezza per centinaia di migliaia di onesti immigrati che si sentono europei ma che vengono ora rigettati dalle società ospitanti in quanto “negri” o per la loro fede mussulmana, sospettati di essere criminali, fiancheggiatori della immigrazione clandestina o peggio ancora dei terroristi islamici.

Il flusso migratorio all’inverso è il primo segnale di quello che il futuro sta riservando alla Vecchia Europa in preda al razzismo e all’intolleranza dove si respira una atmosfera di fine impero. Mentre alcuni nostri quotidiani continuano a latrare su false emergenze migratorie che metterebbero in pericolo la società e la democrazia in Italia, l’attuale flusso migratorio Africa Europa è originato dai Paesi africani a cui è negato il progresso e la pace dalle lobby economiche occidentali che mirano a depredare le risorse naturali. Lobby tra cui si annovera anche la ENI, che di fatto condiziona la politica estera italiana in Africa.

Nei Paesi africani dove maggiore è il controllo della Sovranità economica e il progresso è sinonimo di nazionalismo e collaborazione con potenze economiche meno selvagge e più orientate alla filosofia “Winn Winn” (tutti vincitori), come la Cina, il flusso migratorio Africa Europa si è già interrotto da cinque anni. Perché immigrare nella disastrata Europa quando sviluppo, lavoro e ricchezza si trovano in Kenya, Uganda, Rwanda, Tanzania, Ghana, Congo Brazzaville, Algeria, , Mozambico, Angola, Sudafrica? Qualcuno potrà obiettare che in tutti questi Paesi esistono ancora forti diseguaglianze sociali e larghe sacche di povertà, ma innegabili sono le possibilità di una vita migliore. Spetta ai cittadini di questi Paesi e non a noi occidentali, combattere per una maggior uguaglianza e giustizia sociale con metodologie e soluzioni africane.

L’Europa razzista, populista, fascista e in bancarotta non è più una terra attraente e nei prossimi anni i flussi migratori Europa Africa aumenteranno. I professionisti africani che rientrano nei loro Paesi non solo porteranno maggior progresso, innovazione tecnologica e sviluppo di diritti civili e democrazia ma un maggior sguardo critico verso la predatrice razza bianca che ancora si ostina a voler depredare il mondo intero invece di chiedere aiuto e collaborazione per salvarsi dalla rovina economica e dalla distruzione della sua società.

Questo senso critico, probabilmente accompagnato da giusti rancori verso le ingiustizie inflitte gratuitamente ad onesti immigrati per il solo fatto di essere negri o mussulmani, rafforzerà la sorpresa che l’Africa e la Cina stanno riservando alla razzista Europa. Il progressivo blocco delle esportazioni di materie prime, petrolio e gas che serviranno per la crescita industriale africana sostenuta dalle potenze emergenti del BRICS e dalla Cina.

Alcuni governi e analisti europei più attenti e lungimiranti sono già consapevoli di questo trend destinato a ridisegnare gli equilibri mondiali di potere a favore del Sud del mondo. Questi illuminati sono consci che i moderni eserciti e gli arsenali nucleari detenuti dalle potenze occidentali sono armi spuntate. Lo si vede già nel caso del Iran e della Corea del Nord dove alle continue minacce americane di guerra non seguono atti concreti per il semplice fatto che non conviene all’Occidente far scoppiare guerre perse in partenza, come le disastrose avventure in Afganistan e Iraq dimostrano. In Africa non è più possibile una guerra di conquista e le criminali manovre di destabilizzazione come quelle attuate in Libia, diventano sempre più difficili.

I governi e analisti più attenti sono consapevoli anche di un pericolo ben peggiore a breve termine: l’ondata di terrorismo di ritorno causata dalle stesse potenze europee che hanno favorito se non incitato tra i giovani emarginati europei di origine magrebina l’arruolamento nei gruppi salafisti finanziati dalle monarchie arabe per destabilizzare il Medio Oriente e vari Paesi Africani per meglio controllare le riserve di oro, petrolio e minerali rari.

DAESH sta perdendo su tutti i fronti grazie alle offensive di Russia, Iran, Kurdistan, Siria, Libano, Hezbollah. Sconfitti e umiliati i mercenari stanno rientrando in Europa, con alti livelli di fanatismo e pronti a vendicarsi contro chi li ha inviati a combattere in Siria e Iraq per calcolo di supremazia economica. Un odio che produrrà una ondata di violenza e morte senza precedenti in Europa come dimostra l’ondata di terrorismo in Spagna. Presto anche i mercenari inviati a combattere al fianco di Al Quaeda Magreb, Boko Haram e Al Shabaab ritorneranno in Europa dopo che le forze civili e democratiche africane riusciranno a sconfiggere queste mostruosità salafiste. Inutile dire che anche i mercenari sconfitti in Africa rientreranno in Europa sorretti da un incontrollabile odio e mortale rancore.

E’ giunto il momento storico dove Europa e Stati Uniti necessitano di aiuto internazionale, essenziale per la sopravvivenza delle loro civiltà e la pace mondiale. Per ricevere questo aiuto l’Occidente deve rinunciare a tutti i aggressivi e primitivi sogni di supremazia per creare forti collaborazioni con tutte le ex colonie. L’Africa può aiutare l’Occidente ad uscire da un incubo auto creato ma è necessario un radicale cambiamento di mentalità. Un cambiamento radicale che è possibile in quanto gli Africani sicuramente saranno disponibili a dimenticare i passati crimini e ingiustizie subite per creare un mondo migliore per tutti.

di Fulvio Beltrami
Giornalista Freelance
@Fulviobeltrami